A Las Vegas si discute ancora molto della penalità di 10 secondi inflitta a Oscar Piastri nel GP Brasile per il contatto con Kimi Antonelli avvenuto nelle prime fasi di gara. La decisione degli steward è stata molto severa e non ha trovato d’accordo non solo il diretto interessato, ma anche molti dei suoi colleghi. L’aspetto interessante è che Piastri, pur avendo perso per questo posizioni e punti pesantissimi nella lotta per il titolo Piloti, è apparso il più pacato sul tema, mentre molto più battaglieri sono sembrati George Russell e Carlos Sainz, anche in virtù del ruolo che ricoprono nella Grand Prix Drivers Association (GPDA).
Piastri e la “solidarietà” di Leclerc
Parlando della penalizzazione ricevuta a Interlagos, Piastri ha fatto riferimento alle dichiarazioni di Charles Leclerc, il pilota più danneggiato dal contatto tra l’australiano e Antonelli, che aveva diviso le responsabilità al 50% tra i due: “Fortunatamente, molte persone hanno parlato per me – ha detto a Las Vegas l’australiano – Penso che quando uno dei colleghi coinvolti nell’incidente dice che non è colpa tua, credo che sia un buon segnale“.

Piastri è convinto che un confronto tra la FIA e i piloti sia necessario per fare chiarezza sul metro di giudizio degli steward: “È qualcosa di cui sono sicuro che parleremo con la FIA, giusto per capire meglio. Penso che sia stata una sorpresa per tutti, me compreso, che questa sanzione sia stata così severa. L’unica cosa che si può fare in queste situazioni è cercare di capire il ragionamento e la logica che ci sono dietro e se è necessario cambiare o meno. Sono stati molto ricettivi in questo senso in passato e sono sicuro che lo faranno anche in futuro“.
Incontro con la FIA sull’argomento già in programma per il weekend del Qatar
Pareri più duri sull’operato dei commissari in Brasile sono arrivati da due piloti che sul tema hanno molta voce in capitolo, ossia Russell e Sainz. I due ricoprono rispettivamente il ruolo di presidente e vice presidente della GPDA, il sindacato dei piloti, e confermando che la questione verrà sollevata nell’incontro con la FIA in programma in Qatar la prossima settimana, chiedono che venga chiarito se le linee guida debbano essere applicate alla lettera o se sia concessa una certa flessibilità: “Le linee guida devono essere linee guida – ha detto Russell riferendosi al fatto che il bloccaggio di Piastri sia stato alla base della decisione degli steward – Bisogna vedere ogni singola curva, ogni circuito, ogni incidente, in modo completamente diverso“.

A riguardo, Sainz ha aggiunto: “Potrebbe andare in entrambi i sensi. Si potrebbe criticare il modo in cui sono scritte le linee guida e noi chiediamo ai commissari di applicarle il più rigorosamente possibile, e i commissari fanno semplicemente il loro lavoro. Oppure le linee guida sono solo linee guida e gli steward dovrebbero considerarle tali e non come qualcosa di netto e definito? Non sono sicuro di quale sia la soluzione, ma per me è molto chiaro che, dopo quello che ho visto in Brasile, qualcosa non funziona“.
Lo spagnolo ha bocciato in maniera netta l’operato degli steward di Interlagos: “Penso che abbiamo urgente bisogno di recuperare terreno e cercare di risolvere la questione, perché per me il fatto che Oscar abbia ricevuto una penalità lì è inaccettabile, onestamente, per la categoria in cui operiamo e per essere l’apice del motorsport. Chiunque abbia visto una gara sa che non è affatto colpa di Oscar e chiunque abbia mai guidato una macchina da corsa sa che non avrebbe potuto fare nulla per evitare un incidente lì. Non meritava quella penalità, e gliel’ho detto subito dopo la gara, così come non ho capito come mi abbiano penalizzato di 10 secondi ad Austin“.
Sainz: “Servirebbero tre piloti come steward fissi”
La questione sta particolarmente a cuore a Sainz, protagonista suo malgrado di episodi molto contestati quest’anno, tra cui quello con Liam Lawson a Zandvoort per il quale la Williams ha poi presentato ricorso riuscendo a far togliere la penalità inflitta allo spagnolo: “È una cosa che non capisco. Quest’anno si sono verificati non uno, ma diversi incidenti che, per me, sono ben lontani da dove dovrebbe essere lo sport. Un’altra cosa che mi crea problemi sono i bloccaggi delle ruote. Penso che ogni volta che vediamo un bloccaggio delle ruote, il commissario di gara lo interpreti immediatamente come una perdita di controllo. Ma non è così, puoi bloccare le ruote e comunque raggiungere il punto di corda. Ho bloccato le ruote ad Austin in reazione a una manovra di Kimi, e anche Oscar ha bloccato le sue in Brasile come reazione. Quindi non è che fossimo fuori controllo e sul punto di mancare il punto di corda, schiantarci e causare un incidente grave“.

Secondo l’ex pilota della Ferrari, il principale problema è l’incoerenza nel metro di giudizio che nasce dal fatto che gli steward cambiano da gara a gara: “Con una buona e coerente direzione gara, se davvero conoscono bene le corse, durante l’anno svilupperemmo un’intesa tra di noi e sapremmo quando è colpa nostra. Saprebbero quando è colpa di qualcuno e quando no. Questa è più la mia percezione delle cose, ma penso che se avessimo tre piloti fissi, come abbiamo un direttore di gara fisso, e sapessimo come hanno applicato le penalità nel corso degli anni, allora creeremmo quella memoria muscolare di come tendono a valutarle. Onestamente penso che, anche senza linee guida, sappiamo quando è colpa di qualcuno o no, o quando si tratta di un semplice errore di gara“.
A riguardo, c’è da sottolineare la considerazione pessimistica, ma probabilmente realistica, del suo compagno di squadra Alex Albon: “I piloti hanno opinioni diverse su ogni genere di argomento. Personalmente, non sono sicuro di come troveremo mai una soluzione“.



