Era la più attesa, ed è uscita allo scoperto: nelle Prove Libere del GP d’Australia la Mercedes ha mostrato quel potenziale che si era intravisto in Bahrain, durante le prove di inizio stagione. Mai davanti – al comando delle FP1 c’era la Ferrari, poi Piastri nelle FP2 – eppure la W17 ha spaventato la concorrenza soprattutto nel ritmo gara. Inarrivabile per tutti quello mostrato su gomma dura, con i due piloti della Stella partiti in grado di abbassare la media iniziale di 1.24 di quasi un secondo.
Ad abbassare le aspettative ci prova Kimi Antonelli. Il bolognese parla di una “FP1 piuttosto difficile, dove il team ha dovuto concentrarsi soprattutto sull’utilizzo della batteria. Questo ci ha lasciato meno tempo per lavorare sull’assetto della vettura, che aveva parecchio sottosterzo”. Spiegate, in un certo senso, le prime libere quasi “anonime” del team di Brackley, in cui molti avevano letto la volontà di nascondere il potenziale della monoposto. Potenziale che, però, si è visto tutto – o quasi – nelle FP2: “Nella seconda sessione abbiamo ottenuto risultati decisamente migliori. Non vedo l’ora che arrivi il resto del weekend, sperando di essere tra i primi”.
Russell: “inizio non semplice qui in Australia, ma nelle FP2 la macchina ha compiuto un grande salto in avanti”

Copione replicato anche dall’altro pilota della stella, George Russell. “Le FP1 sono state una sessione piuttosto complessa, in cui abbiamo faticato ad ottimizzare il recupero e l’utilizzo della batteria. In generale non è stato un venerdì troppo calmo”. A tranquillizzare l’inglese ci ha però pensato il salto prestazionale delle seconde libere, dove “la macchina ha mostrato un deciso passo in avanti che ci ha permesso di completare parecchi giri. Credo che siamo in una buona posizione per il resto del weekend, ma per lottare per la pole position è richiesto ancora qualcosa in più”.
Parla, infine, di “giornata chiusa in modo soddisfacente”, Andrew Shovlin, responsabile delle operazioni in pista della Mercedes. “La prima sessione ci ha messo di fronte ad alcuni problemi di erogazione della potenza che ci hanno richiesto diversi giri per trovare una soluzione. Anche il bilanciamento della vettura non era ottimale, per nessuno dei due piloti”. E poi sono arrivate le seconde libere: “nel pomeriggio il motore ha iniziato a funzionare come dovrebbe e dopo alcune modifiche di assetto anche la vettura rispondeva meglio. I nostri long run si sono dimostrati piuttosto solidi, ma ci sono aspetti su cui dovremo investigare durante la notte per poter fare bene in gara”.



