La Mercedes è uscita rafforzata dal weekend di Zandvoort per quanto riguarda le classifiche iridate, ma la gara nei Paesi Bassi ha confermato come i rivali abbiano ormai azzerato il gap accusato a inizio anno dalla W17, perlomeno su circuiti con determinate caratteristiche. Fattore cruciale sono gli aggiornamenti, con un numero minore di novità introdotte dalle Frecce d’argento che ha permesso agli altri top team di recuperare decimi su decimi. Una situazione che era stata messa in conto dagli uomini di Toto Wolff, il quale hanno già ben chiaro quali saranno le mosse per la seconda parte di campionato. Sulla gestione degli aggiornamenti, del budget cap e delle inevitabili penalità in griglia che arriveranno per Kimi Antonelli e George Russell hanno fatto chiarezza Bradley Lord, Deputy Team Principal, e Andrew Shovlin, direttore degli ingegneri di pista, che hanno confermato quanto anticipato da AutoRacer, aggiungendo ulteriori dettagli.
La gestione del Cost Cap e la pianificazione degli aggiornamenti
La sfida per lo sviluppo della monoposto, cruciale in questa prima stagione dei nuovi regolamenti, si scontra con le necessità di rispettare il budget cap: “Esiste una battaglia invisibile sotto il Cost Cap – ha evidenziato Lord – Non puoi semplicemente produrre nuovi pezzi ogni volta che trovi prestazione al banco. A volte ha senso aspettare che un componente arrivi alla fine della sua vita utile prima di introdurre la versione evoluta. C’è un enorme lavoro per decidere la strada più efficiente, valutando quali siano i momenti ottimali per portare le novità”.

Alla luce di una diversa gestione dei limiti di spesa, la gestione di questo aspetto da parte di Mercedes – che ha scelto di partire forte e amministrare poi il vantaggio di prestazione accumulato durante l’inverno – rimarrà differente rispetto ai diretti rivali fino alla fine del campionato: “Lungo l’arco dell’anno realizzeremo probabilmente un fondo e un pacchetto carrozzeria in meno rispetto a Ferrari e McLaren – ha rivelato Shovlin – Potresti portare pezzi a ogni gara se avessi i soldi per produrli, magari esternalizzando la produzione, ma il vincolo principale è il tetto di spesa. Saremmo preoccupati se il deficit di prestazione superasse i guadagni che vediamo pronti in galleria del vento, ma non è così. Il nostro pacchetto più grande è previsto per il blocco delle trasferte extraeuropee. La differenza a fine anno sarà che avremo introdotto meno pacchetti di grandi dimensioni e costosi, concentrandoci su novità minori ma efficaci, come le nuove paratie per le ruote anteriori viste a Zandvoort”.
A complicare i piani di sviluppo si aggiunge la recente modifica al calendario con il reinserimento del GP Bahrain, che verrà però disputato in Malesia a ottobre: “Qualsiasi modifica al calendario innesca una revisione – ha aggiunto Shovlin – Chi aveva pianificato novità per Singapore valuterà se anticiparle alla Malesia. Sotto il budget cap, la stessa quota annuale deve sostenere la vettura che corre, il suo sviluppo e la macchina dell’anno successivo. Trovarci in testa ci permette una visione a lungo termine: non buttiamo così tanti pezzi sulla macchina attuale come i competitor che inseguono, prendendo decisioni calcolate su cosa sia più efficiente fino alla fine del campionato”.
Penalità in griglia in arrivo: Antonelli arretra a Monza
Le criticità di affidabilità riscontrate nella prima metà di stagione costringeranno entrambi i piloti della Mercedes a smarcare nuove componenti della Power Unit oltre il limite consentito, con conseguenti arretramenti sulla griglia di partenza: “Per Monza ci aspettiamo che Kimi Antonelli parta dal fondo della griglia – ha confermato Lord – Anche George Russell avrà bisogno di un set aggiuntivo ad un certo punto. È l’eredità dei problemi di affidabilità avuti ad inizio stagione con i ritiri di George in Canada e Kimi a Barcellona”.

La scelta del tracciato brianzolo per scontare la penalità deriva da un’attenta valutazione delle opportunità di sorpasso offerte dalle nuove regolazioni sui motori e dalla gestione dell’energia: “Quest’anno Monza è un circuito affamato di energia ma con quattro zone di sorpasso: un pilota non può difenderle tutte, quindi una macchina più veloce dovrebbe risalire con relativa facilità – ha evidenziato Shovlin – Abbiamo perso motori a combustione interna con un chilometraggio contenuto, quindi sappiamo che dobbiamo introdurre nuove componenti entro un certo punto. Essendo in testa a entrambi i campionati, c’è una logica nello scontare la penalità ora piuttosto che aggiungere pressione se i margini si dovessero assottigliare più avanti”.
La lotta iridata e la dinamica interna tra i piloti
Nel prosieguo del campionato la regolarità di rendimento e la cooperazione tra i due piloti rappresentano una risorsa chiave per la Mercedes contro le minacce portate da Ferrari e McLaren: “I nostri piloti capiscono che questo campionato non è ancora al sicuro e lavorano insieme per comprendere la vettura – ha osservato Shovlin – Sarebbe stato più rischioso avere un solo rivale dominante. Invece avere una varietà di vincitori ci aiuta in chiave classifica”.

In merito alle recenti prestazioni della McLaren e al ruolo decisivo del pilota, il tecnico britannico ha tracciato un parallelo sulle qualità di guida di Lando Norris: “Non è mai solo merito del pilota o della macchina – ha concluso Shovlin – La McLaren ha fatto un ottimo lavoro, ma ci sono tracciati dove Lando è particolarmente forte. Il suo stile si adatta molto bene alla gestione delle temperature delle gomme posteriori senza smettere di spingere, in modo simile a quanto faceva Jenson Button sui circuiti ad alto degrado”.



