In tema di Budget Cap, da qualche settimana aveva iniziato a circolare un dubbio preciso: Mercedes poteva essere in difficoltà nel produrre una nuova specifica ADUO già nel corso di questa stagione?
La Casa tedesca aveva investito molto per tornare immediatamente al vertice con la W17 e, secondo quanto sosteneva una parte della concorrenza, una quota importante delle risorse disponibili sarebbe stata destinata proprio alla prima specifica ADUO della power unit. Il vero limite di Mercedes, insomma, potrebbe non essere la prestazione della W17, quanto il margine rimasto sotto il Budget Cap.
Dopo il Gran Premio del Canada sulla monoposto di Brackley non sono infatti comparsi aggiornamenti particolarmente importanti. Il prossimo pacchetto significativo dovrebbe arrivare in Malesia, come anticipato da AutoRacer e successivamente confermato da Toto Wolff. Nel frattempo la concorrenza si è mossa: tra Ungheria e Zandvoort sono arrivate diverse novità, Ferrari porterà sviluppi motore a Monza, mentre McLaren ha programmato ulteriori interventi, compreso il pacchetto previsto per Baku.

C’è poi un altro aspetto. Secondo quanto filtra, le novità aerodinamiche introdotte finora sulla W17 non avrebbero completamente soddisfatto i tecnici. I guadagni sarebbero stati leggermente inferiori alle aspettative e la correlazione tra simulazioni e pista non sempre avrebbe restituito i risultati sperati. Il programma iniziale prevedeva infatti di rallentare fortemente lo sviluppo già prima di Spa e della pausa estiva. Mercedes confidava negli importanti investimenti fatti durante l’inverno su motore e telaio, sperando di arrivare a metà stagione con un vantaggio sufficiente per poter amministrare il campionato.
Ungheria prima e Zandvoort poi hanno però raccontato una situazione diversa. A Brackley c’era già una certa attenzione per il ritmo di crescita della Ferrari e Mercedes sapeva che anche McLaren sarebbe intervenuta con i primi veri correttivi sulla MCL40.
Da qui il piano B.
In Malesia arriverà un importante pacchetto di sviluppi, in buona parte già progettato ma la cui produzione era stata inizialmente congelata. È una risposta diretta a ciò che il campionato sta mostrando. «Io penso che l’auto sviluppata in inverno sia più veloce di quella che Mercedes ha oggi. Non credo sia un problema di budget, ma vedendo i rivali avvicinarsi ora porteranno anche loro sviluppi», ha spiegato Andrea Stella dopo Zandvoort.

L’ingegnere italiano raramente parla a caso. Ma proprio dopo il GP olandese Toto Wolff ha fornito l’altra metà del quadro: «Siamo con l’acqua alla gola con il Budget Cap, non possiamo permetterci aggiornamenti ogni due o tre gare come gli altri».
Le due letture, in realtà, non sono necessariamente in contraddizione. Mercedes aveva programmato la stagione pensando di non dover continuare a spingere così a lungo sullo sviluppo della W17. Il grande investimento fatto durante l’inverno ha lasciato meno libertà finanziaria rispetto ad alcuni rivali e ora l’avvicinamento della concorrenza obbliga Brackley a rivedere i programmi.
Sul tavolo resta soprattutto la decisione relativa all’ADUO: introdurre una nuova specifica già nel 2026 oppure preservare il gettone di sviluppo per il prossimo anno. Una scelta che Mercedes avrebbe preferito affrontare con maggiore tranquillità.
Il punto è proprio questo: il Budget Cap non ha impedito a Mercedes di sviluppare la W17, ma sta rendendo più complicato reagire contemporaneamente su più fronti. Il pacchetto della Malesia rappresenterà quindi il primo vero cambio di strategia rispetto ai programmi stabiliti a inizio stagione, mentre sul motore resta da capire fino a che punto Brackley sarà disposta a modificare i propri piani.
McLaren e Ferrari sono sul fronte opposto: sviluppo aggressivo fino a fine stagione.
A Maranello si stanno completando i test di durata del nuovo motore, che è oramai pronto al suo debutto per Monza. La specifica ADUO 2 disporrà di una turbina più grande e un compressore nuovo, insieme ad altri miglioramenti dei componenti ausiliari. Come già anticipato, ci si aspetta un guadagno di almeno di 10 CV ma soprattutto si punta a migliorare l’efficienza della Power Unit e uno sfruttamento diverso del turbocompressore. Con queste nuove unità il guadagno non è solo quello diretto sui CV in più, ma anche sul come il motore funziona, interagisce con l’auto e permettere di ampliare un po’ la coperta di funzionamento dell’auto.

La scelta di passare ad un turbo più grande dovrebbe aiutare l’efficienza della PU alle alte velocità ed anche in piste che potevano essere drammatiche con l’attuale architettura, come Messico, di cui si è avuta un’anteprima in Austria, dove la Ferrari – nonostante l’ADUO 1 – ha dovuto correre un po’ in difesa tra raffreddamento e scelta conservativa delle mappature. La specifica ADUO 2, se tutto andrà secondo i piani, sarà disponibile da subito anche per i team clienti.
La McLaren ha da poco ricevuto un upgrade da parte da parte di Mercedes, che ha lavorato principalmente sull’affidabilità del pacco batteria, e sarà quindi anche lei in attesa di capire cosa porterà l’ADUO 2 alla stella d’argento, per poterne beneficiare (come Williams ed Alpine) a sua volta per il proseguo poi del campionato. Intanto però a Woking si spinge sugli sviluppi, dopo un importante lavoro sul posteriore fatto per Zandvoort, sono in programma altre novità, con Baku come tappa principale del programma stabilito dal team inglese.
Il confronto tra le due filosofie appare quindi sempre più evidente. Da una parte Mercedes ha un vantaggio complessivo solido – che appare netto e solido soprattutto con Antonelli – che le permette di gestire ancora con estrema attenzione le risorse tra motore, aerodinamica e progetto 2027. Dall’altra, Ferrari starebbe portando avanti il proprio programma tecnico senza rallentamenti, con l’obiettivo di presentarsi a Monza con un pacchetto complessivamente più competitivo, in attesa poi di un ultimo pacchetto di aggiornamenti in programma in autunno, che andrà a completare il programma di sviluppo attuale. Peraltro la Ferrari molto presto non ha più sviluppato la SF-25 lo scorso anno, questo ha lasciato più soldi per la veste della SF-26. La McLaren spinge sugli sviluppi, in attesa di novità lato motore, che le farebbero fare un eventuale altro progresso in avanti.



