“Abbiamo perso diverse persone chiave negli ultimi 4-5 anni, è vero”. Così Laurent Mekies ha esordito al termine delle FP1 in un’intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sports F1. E sulla possibilità poi che Gianpiero Lambiase lasci Red Bull per raggiungere McLaren prima del 2028 ecco la risposta del team principal transalpino. “Ha due lunghi anni con noi e ci diciamo tutti che vogliamo che questi due anni siano ricchi di successi ed è su questo che ci stiamo concentrando. Sai, non vogliamo metterci sulla difensiva. Prendiamo la cosa molto sul serio e tutto ciò che facciamo è volto a garantire il miglior ambiente possibile per attrarre, sviluppare e trattenere i nostri talenti. Sono fiducioso che in questo ambito avremo successo”. Mekies ha poi affermato che Lambiase assumerà il ruolo di TP in McLaren, cosa smentita non molti giorni fa dalla scuderia di Woking. “Gianpiero ha avuto un’opportunità straordinaria. Diventerà team principal. Non posso fare altro che augurargli il meglio. Questa squadra sta creando talenti. Siamo molto orgogliosi di affidarci, per quanto possibile, alle promozioni interne. E se abbiamo bisogno di cercare competenze o esperienze specifiche in pit-lane, lo facciamo e siamo felici di farlo”. In questo caso le ipotesi sono due: o McLaren sta cercando di nascondere il ruolo che assumerà Lambiase e la possibile conseguente partenza di Andrea Stella, o Mekies si è semplicemente sbagliato nelle sue dichiarazioni. Vedremo se ci saranno ulteriori dichiarazioni relative a questo argomento, che al momento lascia molto riflettere.

SULLE FP1 DI RED BULL CON I NUOVI AGGIORNAMENTI
Mekies ha evidenziato innanzitutto le problematiche sofferte da Hadjar nella prima ed unica sessione di libere: “Ci sono alcune cose che non vanno proprio bene sulla sua macchina. Stiamo cercando di capire perché non riusciamo a far funzionare la macchina allo stesso modo di quella di Verstappen, quindi questo sarà il lavoro per le prossime due ore”. A stupire nell’unica sessione di libere è stata una Mercedes non ancora al top e che ha anche accusato delle problematiche sulla vettura di Antonelli. Anche se secondo il team principal di Red Bull è ancora molto presto per trarre giudizi. “La FP1 prima e le sessioni Sprint poi sono quelle sessioni in cui ognuno gira con carburante diverso, con un approccio diverso, quindi si tratta di noi contro noi stessi, di trovare una macchina con cui Max e Isack possano spingere, e poi una volta fatto questosi può stimare qual è il distacco dalla concorrenza”.
Una delle novità più importanti introdotte con il nuovo pacchetto di aggiornamenti è sicuramente il meccanismo dell’ala posteriore, che simula in maniera più o meno simile l’effetto della Ferrari. E sul possibile nome di questa ala, Mekies ha risposto ironicamente: “Chiedi a Fred. Probabilmente si attribuirà la proprietà intellettuale, vero?” Ciò visto che ad inizio anno Vasseur ha ribattezzato l’ala posteriore della SF-26 come ‘Macarena’, visto il movimento compiuto. Invece sul grande lavoro effettuato per portare questa novità: “L”idea è venuta ai ragazzi molto, molto prima che scendessimo in pista. Abbiamo visto cosa facevano tutti gli altri, ma come abbiamo detto, avevamo un problema più grande da risolvere prima di poter portare quell’ala posteriore in pista. Quindi sì, è un buon indicatore di quanto tutti si stiano impegnando”.

Complessivamente sul nuovo pacchetto di aggiornamenti che ha calcato la pista a Miami. “E’ un po’ presto per analizzare a fondo i dati, ma sì, sicuramente abbiamo imparato molto. A Milton Keynes è stato svolto un lavoro enorme per analizzare a fondo i nostri limiti e apportare degli aggiornamenti. In pratica, si tratta di due piani paralleli. Avevamo già pianificato degli aggiornamenti, come tutti gli altri, ma in più, a Milton Keynes tutti hanno dovuto cercare di capire cosa ci limitasse, quindi è un segnale incoraggiante. Ripeto, è solo la FP1. Abbiamo tutti i dati da analizzare, ma per ora sembra un passo nella giusta direzione. Ci siamo concentrati solo su noi stessi”. Secondo Mekies l’obiettivo era proprio questo dopo le difficoltà avute nel corso delle prime quattro gare. “In Cina, in Giappone, c’erano molte cose, indipendentemente da dove si svolgesse la competizione, c’erano molte cose che bloccavano Max e Isack dallo spingere, ed è quello che abbiamo cercato di sistemare, quindi ci stiamo concentrando molto su noi stessi. Il divario con gli altri lo valuteremo un po’ più avanti, ma certamente da parte di Max, c’è un segnale che abbiamo qualcosa con cui possiamo fare qualcosa di più”.



