McLaren e la voglia di riscatto “Il porpoising ci ha rallentati”

Nov 27, 2025

Paolo D’Alessandro, Jacopo Moretti

Primo match point per Lando Norris e, probabilmente, ultima chiamata per Oscar Piastri. L’inglese deve totalizzare 2 punti in più del compagna di squadra e di Max Verstappen. L’australiano invece deve anche difendere la seconda posizione nel Mondiale Costruttori essendo a pari punti con il pilota Red Bull, che ha però più vittorie nell’arco della stagione. Dopo la doppia squalifica di Las Vegas, McLaren arriva in Qatar con l’ambizione di vincere, di mostrare il proprio potenziale e non offrire ulteriori possibilità ai suoi rivali.

Le sensazioni dei piloti al termine della gara di Las Vegas e la gestione in gara

Come confermato da Andrea Stella, sia la squadra che i piloti avevano intuito che qualcosa di strano stava accadendo. Sia Lando Norris che Oscar Piastri hanno infatti ammesso che erano consapevoli di ciò che da lì a poco tempo sarebbe successo. “Sapevamo di essere nei guai. Ho lasciato  il circuito con la squadra convocata dagli stewards e poi ho scoperto della squalifica in aeroporto. Ho provato ad essere ottimista ma sapevo che non era tutto apposto” ha rivelato Oscar Piastri. Al contrario invece Lando Norris ha parlato dell’approccio avuto dalla squadra nel Debrief, trattando la situazione nel modo più normale possibile. “Non è stato un completo shock, eravamo abbastanza preparati. Quando ho lasciato la pista ero già apposto diciamo. Abbiamo svolto il derbief parlando di cosa è andato bene e cosa può migliorare. Ovviamente ha fatto male perché gli sforzi di tutti, me compreso, ma di tutto il team, sono spariti molto velocemente. Tutti siamo delusi da quanto successo, ma diciamo che è stato anche semplice voltare pagina“. 

Mantenendo una linea comune rispetto al loro Team Principal, entrambi i piloti nel paddock del Qatar confermano che la situazione era più complicata da gestire di quanto potesse sembrare. A Lando Norris è stato chiesto se poteva gestire di più e se magari l’ordine della squadra di andare a prendere Max ha in parte inficiato su quanto successo. “Ci sono molti dettagli dietro quanto successo. Alzare il piede non era la soluzione, anzi. Noi abbiamo sofferto di porpoising, il problema non erano le altezze. A volte alzare il piede porta anche ad avere più rimbalzi“ che è la spiegazione fornita dallo stesso Stella che ha definito controproducenti alcune manovre provate dalla squadra per cercare di limitare i problemi durante la gara. “Avevamo un gap importanti con chi era dietro di noi ed abbiamo provato alcune cose, ma a volte piccole cose possono aggravare la situazione. Io ho gestito praticamente per gran parte della gara“. Più complessa la situazione di Piastri che ha avuto un problema ad un sensore che ha limitato la raccolta e il monitoraggio di alcuni dati. “Non sapevamo precisamente quanto grave fosse il problema. A volte capita che la macchina tocchi tanto per terra ma non c’è un’usura importante dello skid, mentre altre hai un’altezza maggiore ed invece consumi molto di più. Dipende da circuito a circuito” ha spiegato l’australiano che ha ribadito quanto viaggiare bassi sia importante con questa generazione di monoposto. “In particolare a Las Vegas, con lunghi rettilinei e curve lente, c’è una grande differenza in termini di altezze da terra, visto il range di velocità.”

Verso il Qatar: l’attesa di scendere in pista e un approccio che non cambierà

Chi ha voluto subito mettere in chiaro le cose è stato Lando Norris “Non vediamo l’ora di scendere in pista perché con quello che è successo a Las Vegas noi siamo andati più piano, non più veloci”. L’inglese conferma come sia necessario in questo caso prendersi dei giusti rischi per ottenere il massimo ma è qualcosa di condiviso da tutti i team “In F1 tutti spingono al limite. Red Bull è molto veloce e se non riusciremo a mettere tutto nelle giuste condizioni, loro potranno essere anche più veloci di noi, come in Brasile. Noi puntiamo a fare del nostro meglio e vincere, lottando fino alla fine”. Ansioso di scendere in pista anche il compagno di squadra che vede in Qatar una pista più favorevole alle proprie caratteristiche “Mi piace, sono andato bene in passato” anche se lui pensa che il momento negativo sia oramai alle spalle, quanto meno dal punto di vista tecnico. “Ad Austin e in Messico ho avuto gli stessi problemi, invece in Brasile e Las Vegas diciamo che il passo non era male, ma ci sono stati alcuni errori ed altri fattori, anche non dipendenti da me, che hanno inciso sul finale”. A San Paolo ovviamente è successo il contatto con Antonelli in gara, ma Piastri evidenza anche il proprio errore nella Sprint Race, che ha ridotto il tempo di lavoro per la squadra, impedendo di trovare una finestra migliore per la MCL39 prima delle Qualifiche.

Entrambi i piloti hanno confermato come il loro approccio non cambierà in queste ultime gare, ritenendo che fin qui abbia dato i propri frutti. “Io proverò a fare il massimo. La mia mentalità è la stessa, non importa se è il primo o 23imo Gran Premio.” ha detto Oscar Piastri conscio comunque della situazione difficile in ottica campionato mondiale. “So che due weekend perfetti non basterebbero, ma c’è ancora una possibilità. Io farò del mio meglio e poi vedremo cosa succederà”. Il leader del mondiale invece mette sullo stesso piano i suoi due inseguitori, dicendo che sia Max Verstappen che Oscar Piastri hanno i loro pro e contro come rivali per il titolo mondiale. Il margine di 24 punti però non cambierà l’approccio nei confronti dell’olandese “Lo abbiamo sempre trattato come una minaccia, anche quando era più distante. Sappiamo di cos’è capace lui e la Red Bull, che soprattutto da Monza sono in grande forma“. L’inglese conferma come si attende di vedere una RB21 molto forte questo weekend ma anche ad Abu Dhabi ma il suo obiettivo è semplicemente focalizzarsi su se stesso e fare del proprio meglio, per portare avanti uno stato di forma positivo “Le sensazioni non sono diverse da Austin o Messico, quando ero indietro in classifica. Mi sento abbastanza rilassato” e rifiuta qualsiasi ‘mind-game’ affermando di non essere sui social, di non leggere nulla e di non essere interessato a questo tipo di ‘strategie’ “Se altri vogliono perdere energie per questo cose, a me va bene”

Nonostante il gap in classifica, ad Oscar Piastri è stato chiesto se sarà possibile vederlo aiutare Lando Norris nella conquista del titolo mondiale con un gioco di squadra, e la risposta è stata molto trasparente “C’è stata una breve discussione e la risposta è no. Sono a pari punti con Max e c’è ancora una possibilità per me”. La lotta è quindi a tre però non si possono escludere inserimenti da parte di altri team e/o piloti, come è avvenuto già in campionato. “Non ho pensato molto a questo” dice Piastri “Ogni settimana può esserci uno sfidante in più. Max è oramai costantemente con noi. Ogni tanto Mercedes è molto veloce, qualche volta anche la Ferrari, anche se magari non come Max e Mercedes. C’è sempre qualcuno intorno ed indipendentemente dagli obiettivi in campionato, nessuno ti rende la vita facile“

Autori

RIPRODUZIONE VIETATA. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge

Condividi l'articolo

SEGUICI SU
PODCAST