McLaren domina mentre Red Bull affonda. C’è un mistero Ferrari?

Nov 9, 2025

Andrea Vergani

È ancora Lando Norris in prima posizione a Interlagos: l’inglese ha conquistato la sesta Pole Position stagionale in Brasile, mettendosi in testa per la quarta sessione consecutiva del weekend – la settima di fila se si conta il GP del Messico. Kimi Antonelli e Charles Leclerc massimizzano il rispettivo potenziale e si uniscono al pilota McLaren nella top 3, separando il duo papaya in una lotta Mondiale che sta prendendo la direzione di Norris. Il sabato di Piastri lo ha allontanato da quel sogno iridato che sta sfuggendo dalle sue mani sessione dopo sessione: l’incidente in Sprint Race è costato sei punti e la qualifica ha premiato il compagno di scuderia. Deludono Russell e Hamilton, entrambi a tre decimi dai compagni, ma il grande colpo di scena di sabato pomeriggio è stata indubbiamente l’esclusione di Max Verstappen in Q1. L’olandese ha peggiorato di otto decimi abbondanti il tempo fatto segnare nella Sprint Qualifying del venerdì, in particolare con estrema difficoltà nel primo e secondo settore. “Ora dobbiamo valutare cosa fare in questa situazione”, ha dichiarato Marko a ORF. “Quindi vedremo se apportare nuovamente cambiamenti drastici e partire dalla pit lane”.

Red Bull: l’assetto più scarico non premia, Verstappen si defila dalla lotta iridata

Il confronto tra il giro migliore di Verstappen in Sprint Qualifying e in Qualifica sottolinea la differenza di grip tra venerdì e sabato. Dopo la deludente quarta posizione nella Sprint Race di sabato, Red Bull si aspettava un passo in avanti e ha migrato alcune soluzioni dell’assetto di Yuki Tsunoda sulla vettura del campione del mondo in carica. Le impostazioni meno aggressive dal punto di vista delle altezze per migliorare il ride e una minore rigidità potrebbero essere alcuni dei fattori che spiegano il mancato step. Una certezza è il passo indietro voluto da Verstappen, che ha provato in Qualifica una RB21 priva dell’ultima specifica di fondo. Soluzioni che però non hanno funzionato. Abbiamo avuto modo di vedere quanto Ferrari abbia sofferto con un’ala carica e altezze troppo conservative sul giro secco al venerdì, e così è stato anche per la squadra di Laurent Mekies. È evidente una totale mancanza di aderenza in particolare nelle curve di appoggio, le S di Senna e curva 9, dove il numero 1 perde quasi sette decimi rispetto al suo stesso riferimento del giorno prima. Il confronto con il giro di Norris in Q1 condanna la RB21 in ogni sezione del tracciato e in tipologie di curve diverse con un aumento costante del delta tra i due. “Il Mondiale? Con questo tipo di prestazioni, scordiamocelo” ha dichiarato Verstappen.

Anche Yuki Tsunoda ha faticato ed è riuscito solamente a ripetere il giro segnato in SQ1 con la mescola media: anche nel confronto tra venerdì e sabato tra i giri del giapponese è evidente una grande carenza in curva 1-2 e poi tra curva 8 e 9. Tuttavia è da sottolineare il cambio di ala che ha portato l’ex-Racing Bulls sulla stessa specifica di ala posteriore (meno carica) del compagno. “Non voglio dare la colpa al mio assetto [utilizzato anche da Verstappen] perché penso che fosse ok. Questo perché siamo riusciti a far funzionare le gomme, credo”, ha affermato Tsunoda al termine di una giornata molto deludente. “Dal nostro lato del box siamo riusciti a fare dei buoni progressi in termini di parti che abbiamo cambiato dopo la gara Sprint, e mi sento chiaramente meglio in macchina, ma è emerso un altro problema che sembra piuttosto grave. Helmut Marko ha ammesso che il fondo nuovo introdotto in Messico non ha rispettato le aspettative: Abbiamo portato in Messico componenti nuovi o parzialmente nuovi, che non hanno portato al successo sperato”. Una partenza dalla pit lane per cambiare assetto, componenti Power Unit e altre parti della vettura è tra le opzioni che Red Bull ha valutato nella notte. Chissà che non sia nelle idee anche un nuovo passo indietro, col ritorno al fondo nuovo.

Norris è killer dopo l’errore nel primo giro, Leclerc trascina Ferrari ma lotterà contro le due punte Mercedes

L’errore nel primo giro del Q3, in contemporanea con la prima posizione provvisoria di Piastri, poteva ricordare la prima parte di stagione. Ma il copione è cambiato: Norris ha migliorato di un decimo il suo miglior giro sino a quel momento e ha conquistato una Pole Position importantissima. L’inglese è in totale confidenza con la sua MCL39 e, come si era visto prima del 2024, le prestazioni sono tornate ad un livello altissimo e degne del suo talento. È da sottolineare come anche il suo miglior tentativo in Q1 sarebbe bastato per ottenere la Pole: come aveva avvisato Stella, McLaren è tornata a vita su circuiti più favorevoli. Il trend di un Norris più competitivo nella prima sezione si conferma dopo il venerdì: l’inglese porta più velocità al cordolo di curva 1 ma si posiziona perfettamente per l’uscita di curva 2, mentre Piastri cerca un’uscita migliore subito dal primo tratto per poi alzare nella svolta a destra e perdere tempo in trazione. L’altro tratto in cui guadagna Norris è quello di curva 7 e 8.

A inseguire c’è sempre la Mercedes con Kimi Antonelli che, al netto di qualche centesimo perso con un bloccaggio posteriore in curva 12, ha eseguito una sessione perfetta. L’esecuzione al sabato era uno dei fattori principali che mancava all’italiano per pareggiare le prestazioni del compagno, e dalla pausa estiva in poi ci sono stati degli importanti passi avanti al netto di una generazione di vetture molto difficile a cui abituarsi anche da parte dei piloti. “Domani il vento cambierà e tornerà ad essere quello di venerdì, quindi ad essere sincero, non abbiamo cambiato nulla sulla vettura [tra Sprint Race e Qualifica]”, ha detto Antonelli; il peggioramento di tre decimi tra venerdì e sabato può essere attribuito ad un tracciato più lento per via delle temperature più alte. Per il resto la differenza tra MCL39 e W16 resta sorprendentemente in allungo, dove McLaren ha un vantaggio specialmente nella Arquibancadas, e un sottile delta tra curva 8 e curva 9. Dall’altro lato del box le difficoltà di Russell sono sfociate in un tentativo disperato di provare la mescola media nell’ultimo run, una strategia che in altre occasioni ha ripagato: “Non credo che avrei fatto meglio con le gomme morbide: volevo provare qualcosa di diverso. Le gomme mi sono sembrate scadenti in ogni singolo giro”. Tra lui e Antonelli la differenza principale si è concentrata tra curva 4 e curva 7, le due curve più veloci del tracciato. 

Con sei punti di ritardo da Mercedes, starà a Charles Leclerc cercare di limitare i danni per Ferrari contro le due punte delle Frecce d’Argento. Il monegasco è stato autore di un’altra qualifica impeccabile e ha conquistato la seconda fila grazie ad un’esecuzione ottimale lungo tutta la sessione. Il deficit dalla Pole deriva da perdite in curva 7, 9 e 10, oltre che una velocità non esaltante della SF-25 in rettilineo. I dati mostrano una Power Unit meno spremuta rispetto al resto della stagione, qualcosa di atteso nelle Qualifiche Sprint di venerdì, ma che in Qualifica ‘ufficiale’ desta qualche dubbio. Abbiamo cambiato l’ala rispetto alla Sprint ma abbiamo ancora un gap in rettilineo che non ci spieghiamo per il momento” ha dichiarato Charles Leclerc al termine delle Qualifiche. Tra Leclerc e Hamilton il confronto rivela una differenza netta di prestazione da inizio a fine giro, senza sussulti da parte dell’inglese. Nel Paddock il sette volte campione del mondo aveva una semplice spiegazione: “L’assetto va bene, solo che non sono riuscito a far funzionare le gomme. L’esecuzione in termini di tempi è buona e tutto va bene, solo che le posteriori sono in uno stato in cui non riesco a raggiungere la temperatura giusta ha rivelato Hamilton dopo la sessione.

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