L’amaro epilogo del GP Monaco ha lasciato Charles Leclerc con tanta amarezza e zero punti, ma anche con la volontà di fare chiarezza nel dopogara su diversi aspetti. Incontrando le testate cartacee e web – tra cui AutoRacer.it – nel ring delle interviste di Monte Carlo, il monegasco ha parlato ancora del problema ai freni che ha posto fine alla sua gara, oltre a spazzare i dubbi sulla possibilità che si siano create delle tensioni con i vertici della Ferrari per quanto accaduto sulle strade del Principato.
Il retroscena della Safety Car: “I freni si sono spenti lì, ero solo un passeggero”
Nel dopogara, Leclerc ha rivelato un dettaglio cruciale sulla dinamica del guasto ai freni, individuando nel regime di Safety Car il momento esatto in cui l’impianto frenante della sua Ferrari è andato definitivamente in crisi, azzerando ogni possibilità di proseguire la corsa in sicurezza.
“Finché ho girato con costanza, il comportamento era incostante, ma non avevamo mai riscontrato nessuno di questi problemi, almeno non a questo livello – ha spiegato il pilota monegasco – Il vero problema è stato la Safety Car. Non appena siamo entrati in quel regime, tre dei miei quattro freni hanno smesso di funzionare. Da quel momento in poi non sono più riuscito a riaccenderli, non funzionava più nulla. Ho tentato diverse manovre dall’interno dell’abitacolo per cercare di salvare la situazione e resettare il sistema, ma non c’è stato niente da fare”.

Leclerc ha poi descritto la drammaticità di quegli istanti: “L’unica soluzione rimasta per completare il giro sarebbe stata quella di non frenare nell’ultima curva per provare a caricare il sistema, ma così facendo mi sarei schiantato alla prima curva del giro successivo. Non c’era modo di fare un altro passaggio, non esisteva una soluzione. Oggi in pista ero solo un passeggero. Non so ancora se si sia trattato di un problema di usura precoce, che a Monaco è un tema ricorrente, ma di sicuro c’è stato un cedimento netto“.
Nessuna tensione con il team
Durante la gara, Leclerc si era infuriato per la decisione di fermarlo per il pit stop all’inizio del regime di SC contemporaneamente a Hamilton che doveva scontare 5 secondi di penalità, di fatto negandogli così la possibilità di ottenere il secondo posto che stava pregustando proprio grazie alle penalizzazione del compagno di squadra. Il monegasco a caldo ha spiegato che il suo nervosismo non era tanto legato al sorpasso sfumato sul britannico, quanto sul rischio di incappare a sua volta in una penalizzazione fermandosi per 5 secondi in pit lane alle spalle del compagno di squadra, uno scenario di cui si era discusso con la direzione gara in precedenza.

Il ferrarista ha poi smentito categoricamente qualsiasi divergenza di opinioni con i vertici del muretto Ferrari, nonostante le immagini televisive lo avessero mostrato a lungo a colloquio con il Team Principal Fred Vasseur e con il suo vice Jerome D’Ambrosio: “Non c’è stata alcuna discussione. Fred e Jerome hanno visto subito la telemetria ed è tutto chiarissimo per tutti, non ci sono dubbi sulla natura del problema. Non voglio nemmeno che si crei un caso sul fatto di essere rimasto bloccato dietro a Lewis durante il suo pit: questa non deve essere la storia della giornata. La priorità assoluta è solo implementare la soluzione ai freni che avrò sulla mia monoposto già dal prossimo weekend, in modo da poter tornare a fare il mio lavoro come si deve“.



