Leclerc: “Abbiamo sacrificato la fine della stagione per concentrarci completamente sul 2026”

Nov 27, 2025

Luca Manacorda, Jacopo Moretti

Giunti ormai penultimo weekend del 2025, l’incontro di Charles Leclerc con i giornalisti nel giovedì del GP Qatar si è incentrato soprattutto sul bilancio del 2025 e sulle prime sensazioni per il 2026. Il monegasco ha analizzato cosa non ha permesso alla Ferrari di lottare ad armi pari con gli altri top team, spiegando poi di avere grosse speranze sul prossimo anno, una stagione per la quale il Cavallino Rampante si sta concentrando da tempo a costo di sacrificare l’attuale campionato, compromesso già dopo pochi mesi di competizione.

Leclerc: “Non siamo riusciti a colmare il divario”

Parlando della stagione che si avvia a concludersi, Leclerc ha disegnato un quadro abbastanza chiaro della situazione generale del campionato che vede la Ferrari ormai lontana dal secondo posto nel Costruttori e scivolata in quarta posizione, partendo dalle lacune della Sf-25: “Si tratta solo di prestazioni. Non è che ci fosse qualcosa particolare, credo che abbiamo fatto un buon lavoro massimizzando la nostra macchina per tutto l’anno, ma le prestazioni della vettura non sono mai abbastanza buone. Ecco cosa ci manca”.

Riguardo ai rivali, il monegasco ha aggiunto: “Penso che la Mercedes, che possiamo paragonare al team più vicino a noi quest’anno, abbia avuto grandi alti e bassi. Da parte nostra, probabilmente, siamo stati più costanti, ma sfortunatamente, costanti sul passo e mai al passo dei ragazzi davanti. Questa è solo la prestazione complessiva. Penso che il passo avanti che la McLaren è riuscita a fare durante la pausa invernale e anche il modo in cui la Red Bull si è sviluppata durante la stagione, abbiano creato un divario che non siamo riusciti a colmare“.

Le due soste obbligatorie in Qatar

Il GP Qatar avrà uno svolgimento diverso dal solito, con team e piloti costretti ad effettuare massimo 25 giri con ogni set di gomme e dunque obbligati ad effettuare due soste: “Se non altro, penso che porterà tutti verso una strategia più simile, perché si ha meno libertà di fare le cose – ha sottolineato Leclerc – Credo che porterà tutti a convergere verso una strategia simile“.

Sprint GP Qatar 2024

Il pilota della Ferrari ha poi aggiunto di non essere contrario alla decisione presa dalla FIA per motivi di sicurezza: “Come piloti siamo tutti un po’ pazzi. Quindi penso che saremmo davvero felici di correre il rischio e di provarci. Ma è anche vero che la FIA è qui proprio per questo, per cercare di adottare per la sicurezza di tutti quelle misure che a volte probabilmente respingeremmo, perché può essere ovviamente pericoloso forare una gomma su una pista del genere. Quindi sì, capisco le motivazioni“.

Due temi d’attualità: le squalifiche per consumo del pattino e le linee guida per i duelli in pista

Nelle ultime settimane la F1 ha visto alcune decisioni avvenute fuori dalla pista avere grosse ripercussioni sui risultati dei gran premi. Una è ovviamente quella relativa alla doppia squalifica della McLaren dal GP Las Vegas per consumo eccessivo del pattino, un’infrazione di pochi decimi di millimetro costata carissima a Lando Norris e Oscar Piastri: “Ci devono essere regole chiare e nette e queste regole devono essere rispettate – ha detto Leclerc che aveva provato sulla propria pelle un’esperienza simile al GP Cina – Quindi sì, non credo ci sia molto da dire a riguardo. È una regola molto complicata perché sono sicuro che nessuno dei team qui miri a essere pienamente legale. Bisogna solo cercare di essere al limite. E con queste cose, piccoli cambiamenti di vento o una pista come Las Vegas che è piuttosto sconnessa in alcuni punti si possono aggiungere un sacco di cose che sono molto difficili da calcolare e da tenere in considerazione quando si imposta la macchina. Quindi, rende tutto molto difficile. Tuttavia, devi avere una regola. Quindi, sì, io non la allenterei né la eliminerei“.

In Qatar è in programma un’importante riunione tra la FIA e i piloti per cercare di capire quale sia la corretta interpretazione delle linee guida in caso di contatti tra piloti in battaglia. La pesante penalità inflitta a Piastri nel GP Brasile ha fatto molto discutere i suoi colleghi che l’hanno ritenuta eccessiva: “Penso che ognuno la pensi in modo un po’ diverso, ma secondo me ci sono molte regole e in uno sport come le corse è molto difficile mettere nero su bianco ogni singolo scenario che può accadere – ha spiegato Leclerc a riguardo – Quindi apprezzo il fatto che stiamo tutti cercando di affrontare quante più situazioni possibili, ma sento che non sarà mai perfetto. Mi affiderò al parere dei commissari su certe situazioni, perché ad esempio, se affronto la curva 1 di Interlagos, ci atteniamo a una regola che probabilmente non ha senso in quella situazione reale, al primo giro, alla curva 1. Ed è una cosa difficile da fare, ma oggi siamo davvero fedeli al regolamento e questo rende difficile avere buon senso a volte in alcune situazioni specifiche“.

La sfida del 2026 e le speranze per una stagione migliore

Il 2025, anno di chiusura dell’attuale regolamento tecnico, si sta chiudendo con una stagione davvero avara di soddisfazioni per la Ferrari. La scuderia di Maranello ha davanti a sé una grossa occasione con i nuovi regolamenti tecnici che esordiranno il prossimo anno e che porteranno moltissime novità: “Spero davvero che gireremo le cose a nostro favore nel 2026 ma, se devo essere completamente onesto, non lo so. Perché ci sono così tanti cambiamenti da quest’anno al prossimo, ovviamente il nostro obiettivo è fare tutto bene, ma ci sono così tante piccole cose che possono fare la differenza in termini di competitività che dovremo fare tutto per bene. Al momento è lì che ci concentriamo“.

Ferrari

Leclerc ha ammesso che, dato l’andamento della stagione 2025, la Ferrari ha sacrificato molto dell’attuale campionato per concentrarsi sul prossimo: “Sento che quest’anno abbiamo sacrificato la fine della stagione per concentrarci completamente sull’anno prossimo. Quindi ci sono tutti gli elementi che mi dicono che stiamo lavorando nella giusta direzione e correttamente. Tuttavia, probabilmente tutti hanno questa sensazione e solo il tempo ce lo dirà l’anno prossimo. Non penso molto a come andrà a finire, penso più al processo e a cosa possiamo fare per essere il più pronti possibile“.

Riguardo le sensazioni vissute nelle prime esperienze al simulatore, Leclerc ha spiegato: “Mi piace la sfida di pensare in modo diverso alla guida. Penso che da quella che è stata una prima sessione molto strana al simulatore, si siano sollevate molte domande nella mente di tutti in fabbrica. Il processo di pensare come gruppo a quali modi intelligenti possiamo trovare per affrontare alcuni problemi che avremo con la vettura del 2026 è stato molto interessante e penso che anche come pilota sia stato così perché riguarda molto anche le nostre sensazioni e quali sono gli strumenti di cui abbiamo bisogno per gestire diversi tipi di situazioni, come la lotta che sarà piuttosto critica con le altre vetture durante la gara. Per la parte divertente della guida in sé, dovrò aspettare di guidare la macchina vera prima di dire qualcosa. Al simulatore è difficile provare davvero quelle sensazioni, ma di sicuro ci sarà molto più da pensare quando si guida e soprattutto durante la gara per gestire quell’energia che avremo aggiunto l’anno prossimo“.

Le difficoltà di Hamilton

A Leclerc è stato chiesto nuovamente un parere sulla difficile situazione di Lewis Hamilton in Ferrari e in che modo potrebbe essere d’aiuto al suo compagno di squadra: “Il mio lavoro è ovviamente quello di massimizzare tutto ciò che posso fare sotto il mio controllo e ci sono già così tante cose su cui mi concentro per me e per la squadra, per cercare di assicurarmi che la mia guida si adatti al meglio alla vettura, che è ovviamente difficile per me dedicargli del tempo. E poi Lewis ha ottenuto molto più di quanto abbia mai fatto io“.

Secondo il monegasco, alla base di tutto ci sono le difficoltà di adattarsi a un nuovo team dopo oltre un decennio in Mercedes: “Non ho davvero dei consigli da dargli, sicuramente è un processo lungo quando si entra in un nuovo team. Voglio dire, non ricordo nemmeno com’è entrare in un nuovo team. Sono in Ferrari da sei anni, quindi so come funziona e ovviamente sembra tutto molto naturale. Ma per Lewis, è ancora un po’ nuovo anche dopo un anno. I processi sono completamente diversi. Il modo in cui hai la visione, il team, il modo in cui lavori. Quindi, per tutto questo ha ancora bisogno di un po’ di tempo per abituarsi“.

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