Dopo il successo di Silverstone, Charles Leclerc ha accarezzato l’idea di completare una clamorosa doppietta su due dei circuiti sulla carta meno favorevoli alla Ferrari. Anche a Spa-Francorchamps il monegasco si è trovato al comando nella seconda metà di gara, ma ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte allo strapotere della Mercedes di Kimi Antonelli sui lunghi rettilinei del tracciato belga. Il secondo posto del GP Belgio rimane comunque un ottimo risultato e la conferma dei progressi compiuti da Leclerc nella comprensione delle attuali monoposto, vetture che rimangono degli autentici rompicapi per piloti e squadre.
La vittoria sfiorata e il brivido con Piastri
Dopo essersi ritrovato al comando grazie all’ennesimo regime di Virtual Safety Car, Leclerc ha sperato per diversi giri di riuscire a beffare Antonelli: “Ho creduto nella possibilità di vincere fino alla fine – ha ammesso – Ho avuto una buona partenza, superando George (Russell) e Max (Verstappen) all’uscita di Eau Rouge grazie a un ottimo utilizzo dell’energia. La Virtual Safety Car ci ha rimesso in corsa per la vittoria ed è stato davvero bello poter guidare la corsa e lottare per quella posizione fino agli ultimi giri, anche se abbiamo avuto un pizzico di fortuna“.

Leclerc ha vissuto un brivido nelle fasi iniziali, quando ha respinto l’attacco di Oscar Piastri in fondo al rettilineo del Kemmel chiudendo l’australiano all’esterno e arrivando al contatto: “Il giro otto è stato decisamente troppo vicino – ha ammesso in conferenza stampa – Per fortuna non ha avuto conseguenze né per la mia gara né per la sua, quindi va bene così“.
La gestione del distacco e il bottino di punti inaspettato
Come avvenuto a Silverstone, il fine settimana sulle Ardenne si è concluso con un bilancio decisamente più favorevole rispetto alle previsioni della vigilia, confermando la capacità della Ferrari di massimizzare ogni singola opportunità strategica e di pista. Il secondo posto finale fotografa una prestazione solida, maturata su un tracciato che sulla carta avrebbe dovuto esaltare le caratteristiche velocistiche dei rivali diretti. La Scuderia di Maranello può dirsi soddisfatto di come ha egregiamente limitato i danni in una fase sulla carta critica del campionato.

Leclerc ha analizzato i rapporti di forza emersi durante i quarantaquattro giri di gara, confrontandoli con i dati simulati nelle sessioni di preparazione: “Ancora giovedì penso che ci aspettassimo di essere molto indietro, forse nell’ordine di quattro o cinque decimi. In qualifica questo si è rivelato vero, ma in gara siamo stati un po’ più vicini di quanto pensassimo. Quindi è stato positivo. Penso che su due piste che, sulla carta, erano piuttosto negative per noi, abbiamo vinto e abbiamo concluso secondi, con un pizzico di fortuna, ma comunque penso sia stato un buon lavoro da parte del team. Su due tracciati che non si adattavano particolarmente bene alla nostra vettura abbiamo conquistato buoni punti“.
Il percorso di adattamento e le insidie delle attuali monoposto
Nonostante la striscia di risultati positivi, il portacolori del Cavallino Rampante mantiene un approccio improntato alla massima cautela, rifiutando l’idea di aver definitivamente decodificato tutti i segreti della SF-26 dopo i problemi incontrati nella prima parte dell’estate. Il percorso di ottimizzazione dello stile di guida richiede ancora affinamenti mirati per consentire una conduzione lineare in ogni fase dello stint, specialmente in condizioni di gara variabili.
Leclerc ha evidenziato come la ricerca del limite sia condizionata da variabili non sempre controllabili dal pilota: “Sono fiducioso nel dire che ho fatto un passo avanti. Se ciò significa che sono al livello in cui voglio esprimermi, beh non ancora. Ci sono ancora cose nella vettura che devo aggirare durante la guida. Non riesco a guidare in modo completamente naturale, e questo mi sta rallentando in alcune parti della gara. Quindi ci sono ancora cose su cui devo lavorare per migliorare. Ma sicuramente è stato un passo avanti, e per questo sono felice. Continuerò con l’approccio di una gara alla volta perché, con queste auto, è molto difficile essere sicuri che se un fine settimana di gara va bene, andrà bene anche l’altro, poiché dipende da dettagli così minimi. Con quello che fai con la tua guida, non è mai scontato ottenere la stessa erogazione da un giro all’altro, e questa è forse la parte frustrante di queste vetture“.

La gestione dei sistemi ibridi ha rappresentato uno dei temi tecnici più dibattuti del fine settimana di Spa-Francorchamps, con importanti variazioni prestazionali tra le diverse sessioni che hanno costretto gli ingegneri di Maranello a continui interventi di regolazione sui software. La gestione della potenza delle power unit è stato un fattore, in particolare durante le manovre ravvicinate nelle battute iniziali che hanno infiammato la corsa. Leclerc, che nel corso del weekend ha risolto un problema con il motore giusto in qualifica, ha spiegato: “Queste power unit sono così complesse che ci sono alcuni giorni in cui ti gratti la testa cercando di capire perché stai perdendo così tanto sui rettilinei. Questo è stato un po’ il mio caso venerdì e nelle FP3. Poi, in qualifica, le cose sono andate di nuovo bene perfezionando leggermente i dettagli. È semplicemente molto difficile, ma anche molto frustrante a volte per un pilota perché, anche quando stai facendo del tuo meglio, ci sono cose in sottofondo che cambiano costantemente, e questo non è molto piacevole“.
Il fattore Budapest e il rifiuto dei pronostici facili
Il prossimo appuntamento iridato sul circuito dell’Hungaroring viene indicato come un terreno ideale per le caratteristiche della SF-26, ma il team non intende cedere a facili entusiasmi. Il precedente di Monaco rimane un monito chiaro nella mente della squadra, a testimonianza di come le aspettative della vigilia possano essere smentite dal verdetto della pista.

Leclerc ha cercato di non alzare le aspettative sulla scuderia di Maranello: “Potremmo essere i favoriti, ma potremmo anche non esserlo, e non lo sapremo mai finché non andremo là. Penso sia molto difficile prevedere il livello di prestazione di ogni squadra. Ricordo molto bene quale fosse la sensazione generale prima di Monaco e siamo arrivati a Monaco sottoperformando rispetto a quello che tutti pensavano avremmo fatto. Quindi penso che dobbiamo essere prudenti. Dobbiamo solo fare i compiti a casa, proprio come facciamo su ogni pista diversa. Penso che ciò che abbiamo fatto particolarmente bene in questi ultimi due fine settimana sia stato assicurarci davvero di massimizzare il nostro pacchetto, e questa è la mentalità che dovremmo mantenere per Budapest, senza pensare alle aspettative” ha concluso il pilota della Ferrari.



