Le prime immagini della Red Bull RB21 in pista avevano suscitato qualche dubbio per una somiglianza fin troppo stretta con la vettura 2024, non evidenziando una profonda evoluzione che si poteva aspettare per risolvere i problemi emersi la passata stagione. Christian Horner ha subito avvisato però di non giudicare la RB21 solo dai cambiamenti estetici e che il lavoro di sviluppo Red Bull durante l’inverno si è incentrato principalmente sulle parti meno visibili. “Ogni superficie della nostra vettura è diversa da quella dell’anno scorso,” – ha dichiarato Horner – “Penso che questa vettura, anche se non sembra molto diversa visibilmente dalla vettura dell’anno scorso, è sottilmente diversa in molte differenti aree e in particolare nelle aree in cui non è possibile vedere”.
Cambiato il posizionamento dei radiatori per ottenere ulteriori vantaggi aerodinamici
Tra queste c’è sicuramente il raffreddamento di tutti i componenti di una vettura, tra cui chiaramente il motore a combustione interna ma anche dell’idraulica e delle parti elettriche. Proprio a riguardo, i tecnici di Pierre Waché hanno preso una decisione importante sul sistema di raffreddamento, che era stato rivoluzionato sulla RB20, con un packaging particolare ed unico rispetto ai concorrenti, e che sarebbe stato complesso replicare da parte dei rivali. Alla fine, dopo una sola stagione, a mettere mano al packaging interno è stata la stessa Red Bull con una diversa collocazione dei radiatori, sia nella parte alta della RB21 che nelle pance laterali.
Mentre a fianco dell’airscope sono scomparsi i radiatori che erano collegati agli innovativi, ma mai davvero funzionali, ingressi di raffreddamento posizionati dietro l’abitacolo, nella pancia i radiatori sono stati miniaturizzati nonchè, quello posizionato più in basso, anche sollevato nella parte posteriore. Questo ha permesso agli aerodinamici dell’ex team campione del mondo di liberare dello spazio tra il fondo e la pancia e non è un caso che il collegamento tra questi due importanti macro parti sia stato in gran parte rivisto.
Questa soluzione è stata resa possibile proprio grazie al ricollocamento delle masse radianti interne che hanno liberato importante spazio nella parte inferiore del telaio, dove pance e fondo si collegano. La necessità primaria di Pierre Waché e i suoi uomini era trovare nuovi volumi e spazio (in parte ancora a disposizione del team) per il disegno del fondo, così da gestire diversamente i flussi che passano al di sotto della monoposto e sopra il marciapiede, e questo ha comportato un lavoro interno non indifferente.