Il mercato piloti potrebbe arrivare a un punto di svolta tra Budapest e Zandvoort. Secondo quanto appreso da AutoRacer, Fernando Alonso starebbe osservando con grande attenzione i prossimi due Gran Premi, quelli in cui Aston Martin porterà in pista la versione “B” della propria monoposto.
Non si tratterebbe di un semplice pacchetto di aggiornamenti, ma di una vettura profondamente rivista, sulla quale il team riporrebbe gran parte delle speranze per rilanciare una stagione fin qui molto difficile. L’obiettivo interno sarebbe chiaro: ridurre almeno della metà il divario dalle vetture di riferimento.
Per Alonso queste due gare rappresenterebbero un vero spartiacque. Il due volte campione del mondo continuerebbe a credere nel progetto Aston Martin e preferirebbe non abbandonarlo, ma vorrebbe vedere segnali concreti di crescita in pista. Se la AMR26 dovesse confermare i progressi attesi, é già chiara la volontà dello spagnolo che sarebbe quella di proseguire il percorso iniziato con la squadra di Silverstone. In caso contrario, attorno al Gran Premio d’Olanda inizierebbe a valutare seriamente le alternative in vista del 2027.

Tra le possibili opzioni rimarrebbe anche Alpine. Un ritorno dal forte valore simbolico che, però, si scontrerebbe con un ostacolo importante: quello economico. Per rendere praticabile l’operazione, Alonso dovrebbe infatti accettare una riduzione dell’ingaggio.
Ci saranno conseguenze?
La decisione che Alonso non vorrebbe prendere, innescherebbe un effetto domino destinato a coinvolgere diversi protagonisti del mercato.
Secondo quanto appreso da AutoRacer, Franco Colapinto avrebbe un’opzione contrattuale in scadenza nei prossimi giorni della settimana successiva al Gran Premio d’Olanda.
Se Alonso dovesse lasciare Aston Martin, Carlos Sainz diventerebbe uno dei principali candidati a raccoglierne l’eredità. Lo spagnolo, inoltre, non sarebbe pienamente soddisfatto dell’attuale situazione sportiva.
In Williams la leadership di James Vowles continuerebbe a godere della fiducia degli azionisti e il progetto verrebbe ancora considerato in buone mani, seppur siano circolati rumors che vedevano accostato Horner al team di Grove. Allo stesso tempo, però, all’interno del team ci sarebbe la consapevolezza che non potranno ripetersi alcune valutazioni rivelatesi sbagliate negli ultimi mesi. Un pilota del calibro di Sainz, infatti, si sarebbe sentito in parte penalizzato proprio da alcune scelte della squadra.

A quel punto si libererebbe un sedile in Williams e proprio Colapinto rappresenterebbe una delle opzioni più concrete per tornare a Grove. Il futuro dell’argentino, quindi, non dipenderebbe soltanto dalle valutazioni di Alpine, ma anche dalle decisioni che verranno prese ai vertici del mercato nelle prossime settimane.
Più defilata resterebbe invece l’ipotesi Audi per Carlos Sainz. I rapporti con Mattia Binotto sarebbero ottimi e la stima reciproca non sarebbe mai mancata, ma il progetto della Casa tedesca, almeno allo stato attuale, non sembrerebbe rappresentare una destinazione realmente concreta.

A prescindere da chi sarà il pilota, Aston Martin dovrà però chiarire anche un altro aspetto: la propria leadership. Se Adrian Newey è ormai il riferimento tecnico indiscusso del progetto, sul fronte della guida complessiva del team il quadro appare ancora da definire.
Il nome di Christian Horner continua infatti a essere accostato alla squadra di Silverstone, ma Lawrence Stroll si troverebbe in una posizione delicata. Non sembrerebbe semplice immaginare Newey e Horner sullo stesso piano gerarchico e, secondo quanto filtra dal paddock, l’ex team principal della Red Bull difficilmente accetterebbe dirigenti superiori diretti. La sua idea sarebbe piuttosto quella di rispondere direttamente a un board oppure entrare nel progetto con una partecipazione societaria, seguendo un modello simile a quello costruito da Toto Wolff in Mercedes.



