La settimana del Gran Premio di casa per l’Aston Martin si era aperta con le ‘scuse’ pubbliche di Adrian Newey, in un’intervista rilasciata sui social della stessa squadra britannica, per un inizio a dir poco disastroso di campionato. La prima AMR26 è una vettura totalmente sbagliata e verrà ricordata tra le peggiori vetture nella storia della F1 moderna, con un passo gara che oramai ha raggiunto gli oltre 4 secondi dai team di testa. L’ex Red Bull ha comunque già avuto modo di spiegare che questo ‘effetto gambero’ della verdona è dovuto alla scelta di non portare aggiornamenti fin qui, focalizzando il grosso delle novità di questa prima parte di stagione in un unico importante pacchetto, che arriverà in Ungheria, seppur fosse inizialmente previsto per SPA.
Il prezzo del ritardo invernale: scelte troppo aggressive e sovrappeso
Come già ha avuto modo di dire Newey, la stagione dell’Aston Martin è partita sulla difensiva dopo che già in inverno erano stati accumulati diversi mesi di ritardo. Il suo arrivo tardivo, l’esigenza di stabilirsi dentro una nuova struttura, gli strumenti che ancora non erano all’avanguardia, mentre quelli nuovi necessitavano di terminare le doverose calibrature, e tanti altri motivi hanno portato ad iniziare il progetto 2026 con un certo ed importante ritardo. “Abbiamo messo troppe aspettative su noi stessi. Il telaio è certamente sovrappeso e questo succede quando progetti in fretta le cose; il peso ne risente. A livello aerodinamico, spinti da me, abbiamo preso una direzione audace senza esplorare alternative, ma questo ha creato sfide che non avevamo previsto”. Un qualcosa che vi avevamo già raccontato su queste pagine a gennaio, con i numerosi crash test falliti e una direzione piuttosto aggressiva voluta proprio da Newey.

Alle magagne telaistiche si sono poi aggiunte quelle del motore Honda, seppur meno inaspettate internamente. L’implementazione dei due macro componenti, telaio e motore, è un altro dei grossi motivi del ritardo invernale e del fatto che il team di Silverstone abbia praticamente quasi saltato i primi test di Barcellona. Il problema delle vibrazioni emerso è stato parzialmente risolto con soluzioni che hanno ulteriormente appesantito una vettura già nata male e considerata da Fernando Alonso come la peggior macchina guidata nella sua carriera in F1.
Ancora sofferenza a SPA, tutte le speranze riposte su Ungheria e Zandvoort
Terminato Silverstone, la F1 ha ora una settimana di pausa e poi tornerà in pista in Belgio. Lì non sono attese novità e l’Aston Martin, nei suoi protagonisti, non si aspetta certo un weekend diverso dai precedenti. La data segnata in rosso è però quella del Gran Premio di Ungheria, dove arriverà un grosso pacchetto di aggiornamenti per quella che tutti gli effetti dovrà essere considerata una AMR26B. “Cambierà l’architettura del muso e delle forme aerodinamiche ed abbiamo tolto peso da componenti come telaio e cambio” ha già rivelato Adrian Newey.

In molti si stanno chiedendo che tipo di step ci si può attendere. Come già anticipato nella live Youtube e secondo quanto appreso da AutoRacer, i dati stimano un miglioramento medio attorno ai 2.5 secondi sul passo gara nelle piste già simulate dai due piloti. Due secondi varrà l’aggiornamento lato telaistico mentre Aston Martin si aspetta un passo in avanti di mezzo secondo al giro dal nuovo motore che Honda porterà in pista in Olanda. L’obiettivo realistico potrebbe quindi essere quello di non mettersi troppo lontani dal gruppo formato da Racing Bulls ed Alpine e cercando di scavalcare Audi e Haas, in attesa di ulteriori sviluppi che poi arriveranno nella seconda parte di stagione. “Se lotteremo o no per la Q2 dipenderà da quanto vedremo in pista, che non sempre è ciò che dicono i dati” ha chiosato un attendista Mike Krack dopo la gara di Silverstone.



