Hamilton: “Ferrari ora ha un obiettivo” e sul nuovo motore: “Perdevamo 4 decimi, motore nuovo ci aiuterà”

Set 3, 2026

Luca Manacorda

Lewis Hamilton al centro dei riflettori nel giovedì di Monza e non poteva essere diversamente quando sei un pilota della Ferrari e ti presenti nel paddock del GP Italia al volante di una F40, come fatto questa mattina dal britannico. Il sette volte iridato ha catturato la scena anche nella consueta conferenza stampa del giovedì, dove sono state numerose le domande sulla sua esperienza a Maranello, con un inevitabile richiamo alla figura di Michael Schumacher che verrà ampiamente celebrata nel corso di questo fine settimana.

Hamilton: “Lo scorso anno non sapevamo dove volevamo arrivare, ora abbiamo un obbiettivo”

Parlando dell’introduzione della nuova specifica di Power Unit da parte della Ferrari, Hamilton ha ricordato come la carenza di potenza sia stato finora un grosso punto debole: “Fino a questo punto dell’anno abbiamo perso, persino nell’ultima gara su un circuito così corto, circa 4 decimi durante la gara. Questo è un grosso deficit e ce lo siamo portati dietro per tutto l’anno fino ad ora. Quello che posso dire è che sono davvero, davvero orgoglioso quando torno in fabbrica e vedo quanto duramente lavorano tutti, sono davvero concentrati“.

L’ennesima novità introdotta sulla SF-26 durante questa stagione permette a Hamilton di sottolineare di nuovo le differenze con la sua prima stagione a Maranello: “Tutti sono così entusiasti. Vedo una concentrazione diversa quest’anno rispetto all’anno scorso. Lo scorso anno ho la sensazione che non ci fosse una vera stella polare. Penso che tutti noi abbiamo fatto del nostro meglio, ma senza sapere esattamente dove volessimo arrivare. Ora che abbiamo un obiettivo, sappiamo di dover lavorare. Hanno fatto un lavoro straordinario per riunirsi e raggiungere questo risultato, e questo è un passo avanti. Vedere i piccoli miglioramenti arrivare ogni fine settimana, integrarli nella macchina, è entusiasmante, ci fa capire che stiamo spingendo e credo ancora fermamente che abbiamo quello che serve per vincere“.

L’esempio di Schumacher e i cambiamenti richiesti da Hamilton

Uno degli aspetti su cui Hamilton si è più volte soffermato nel corso della sua esperienza con la Ferrari è la necessità di introdurre alcuni cambiamenti nel metodo di lavoro del team. Partendo dall’esempio dell’arrivo di Schumacher a Maranello, il britannico ha spiegato: “Non ho preso una pagina dalla gestione di Michael. Ovviamente c’era una grande narrazione sulla svolta di Michael nel team, ma in definitiva è una combinazione di molte persone. È come se fosse una specie di nave e il compito del pilota è lavorare a fianco delle figure di spicco per cercare di guidarla nella giusta direzione. Penso che l’aspetto positivo sia l’aspetto opportunistico. Arriva un nuovo pilota con esperienza, che ha lavorato in due squadre diverse. Quando sei dentro, a volte è difficile vedere le cose con chiarezza, quando arriva qualcuno, anche nuovi ingegneri da posti diversi, subito dicono: ‘Oh, noi facevamo le cose in modo diverso’. Non necessariamente è un modo migliore, ma semplicemente un approccio diverso. È davvero fenomenale se pensi che tutte le squadre hanno le stesse regole, fanno tutto in modo diverso per arrivare allo stesso risultato e poi le macchine in pista sono in un decimo. È questo che rende il nostro sport così fantastico“.

Credit: MADRING & Ferrari

Passando al proprio contributo in questi due anni a Maranello, Hamilton ha aggiunto: “Per quanto mi riguarda, ho spinto per molti cambiamenti all’interno della macchina, che l’anno scorso non potevamo fare per via del budget cap e perché era quello che avevano sempre fatto. Mi chiedevo: perché dovremmo cambiarlo? Quindi ci vuole molta persuasione per ottenere alcune di queste modifiche e poi alcune di queste erano costose e il processo era più lungo. Quindi ho chiesto che le progettassero per il simulatore, le ho testate l’anno scorso e poi le hanno aggiunte come optional per la macchina che usiamo ogni weekend. L’obiettivo principale è guardare da una prospettiva esterna, osservando tutte le cose che fanno bene ed evidenziando gli aspetti che magari sono meno buoni per dire: ‘Ehi, dobbiamo migliorare in tutte queste aree’. È quello che cerco di fare. Penso che anche Fred (Vasseur) abbia detto che c’erano alcune cose nella lista che non può fare perché sono troppo costose, ma sono grato per quelle che ha permesso che si realizzassero“.

GP Italia: l’occasione per recuperare su Antonelli?

Sulla carta, l’appuntamento di Monza rappresenta una ghiotta occasione per ricucire un po’ del distacco che separa Hamilton da Kimi Antonelli in classifica generale. Il pilota della Mercedes partirà infatti dal fondo della griglia, dopo che il team ha deciso di montargli una nuova Power Unit. Il britannico ritiene però che il giovane rivale potrà risalire abbastanza facilmente durante la gara: “Kimi con la potenza che ha, che è superiore a quella della maggior parte delle auto intorno a lui, e con le prestazioni che hanno, sono stati le auto più veloci in generale durante tutto l’anno, dovrebbe superare il gruppo dietro ai top team abbastanza facilmente, ed è probabilmente per questo che hanno scelto questa gara per farlo. Raggiungere l’ottavo o il sesto posto, qualsiasi cosa sia, dovrebbe essere relativamente facile per loro. Penso che per noi si tratti semplicemente di non concentrarci su questo, dobbiamo concentrarci sul massimizzare il nostro weekend e cercare davvero di prendere l’energia dai tifosi“.

Parlando della straordinaria stagione di Antonelli finora, Hamilton ha poi aggiunto: “Ha fatto un lavoro incredibile quest’anno. Evidentemente ha una grande squadra attorno a lui. Ha Bono, che conosco molto bene, che gli da tanti consigli. Ovviamente era un po’ nell’ombra di George e io,  quando ero lì, quindi stava imparando e vedendo tutto ciò che è stato fatto. Ha fatto tutto quello che doveva fare. Penso che sia stato fantastico vedere i suoi progressi ad un’età così giovane, essere così costante nelle prestazioni“.

Su un possibile futuro dell’italiano Antonelli sulla Ferrari, Hamilton ha detto: “Penso sia possibile. Voglio dire, la verità è che ci sono molti grandi piloti che potrebbero unirsi alla Ferrari in futuro. Penso sia fantastico, e ovviamente è ancora all’inizio della sua carriera, ma Toto (Wolff) non lo lascerà andare tanto presto“.

Il retroscena sulla F40

Hamilton ha poi parlato a lungo della Ferrari F40 con cui si è presentato a Monza: “È l’auto dei miei sogni, la cercavo da un po’ di tempo, e ne volevo una con pochi chilometri. Sono riuscito a trovare questa che il proprietario aveva acquistato, l’aveva guidata da Maranello a casa sua, 69 chilometri, e poi l’aveva parcheggiata e non l’aveva mai più accesa. Volevo guidarla, perché mi sono reso conto, ne sono abbastanza sicuro, che nessun pilota Ferrari nella storia è mai arrivato in circuito con le auto iconiche, la GTO o la F40“.

Il sette volte iridato ha svelato un curioso retroscena: “Quando hanno smontato il motore, hanno scoperto che il numero di serie era il 44. C’era stampato sopra il numero 44. Non potevo crederci. E quindi mi è sembrato un segno del destino e ho pensato che fosse una vera opportunità per mettere in luce la storia della Ferrari nel suo paese d’origine, durante la loro gara, e spero di poterlo fare di nuovo“.

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