Hamilton, domenica difficile: “La magia di venerdì è svanita”. Ma i commissari lo graziano

Lug 5, 2026

Luca Manacorda

Lewis Hamilton ha conquistato il sedicesimo podio della sua carriera in F1 sul circuito di Silverstone, ma il britannico è passato attraverso diverse peripezie per ottenere questo risultato nel GP Gran Bretagna 2026. Dalla penalità di 5 secondi per partenza anticipata, ai notevoli problemi di sottosterzo della sua Ferrari, il sette volte iridato ha rischiato fin dopo la bandiera a scacchi di chiudere la domenica senza festeggiare, a causa di un’indagine sul m ancato rispetto delle bandiere gialle in occasione del ritiro di Nico Hulkenberg. Alle 18:27 ora locale è stata però confermata la decisione degli steward di limitarsi a una reprimenda, permettendo a Hamilton di conservare il terzo posto che lo spinge a 32 punti da Kimi Antonelli nella classifica del Mondiale e che mitiga la delusione per il secondo posto sfumato nel finale per un pit stop rivelatosi inutile dopo che la gara si è chiusa in regime di Safety Car.

Hamilton: “Avevo un enorme sottosterzo”

Nonostante il piazzamento sul podio, la domenica di Hamilton è stata piena di inconvenienti. Il britannico non è riuscito a bissare il ritmo di Leclerc a causa di un’errato settaggio dell’ala anteriore, problema per il quale il britannico si è preso le colpe: “Penso soprattutto alla mia prestazione. Congratulazioni a Charles, ha fatto un ottimo lavoro oggi, ma per quanto mi riguarda, abbiamo tirato troppo l’ala anteriore, abbiamo avuto un enorme sottosterzo nel primo stint. Mi mancava semplicemente l’avantreno. Lo abbiamo sottovalutato enormemente con l’ala anteriore. È colpa mia e dell’ingegnere. Tutta la magia che avevo venerdì è svanita nel weekend“.

Oltre ai problemi di sottosterzo, Hamilton ha visto la propria gara resa più complicata dai 5 secondi di penalità ricevuti per essersi leggermente mosso prima del semaforo verde. Come se non bastasse, nel finale la decisione di cambiare gomme sotto Safety Car gli è beffardamente costata la seconda posizione, ceduta gratuitamente a George Russel: “A dire il vero, è tutto un po’ confuso. Non ricordo bene – ha detto il ferrarista a riguardo – Sì, ero in seconda posizione e poi ci siamo fermati. Si poteva prevedere (l’arrivo dietro la Safety Car, ndr), ma sì, abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto“.

La mancata penalità per bandiere gialle

A rovinare l’umore di Hamilton sul podio della gara di casa era il pensiero di incappare in una penalità che, dato l’arrivo in parata delle monoposto per via della Safety Car, lo avrebbe fatto uscire addirittura dalla zona punti: “Probabilmente riceverò anch’io una penalità, quindi probabilmente perderò la terza posizione – era il suo pensiero nelle prime dichiarazioni – La FIA spesso deve reagire. Sono passato attraverso una bandiera gialla e non l’ho vista… Partenza anticipata, bandiera gialla. Sì, quando piove diluvia“.

In realtà, dopo la convocazione presso gli steward, il sette volte iridato se l’è cavata con una reprimenda che gli permette di conservare il prezioso terzo posto. Al pilota della Ferrari sono state riconosciute diverse attenuanti: “Hamilton è entrato nel settore rilevante prima che venisse visualizzata qualsiasi bandiera gialla o pannello luminoso giallo, senza che fosse presente alcuna indicazione di questo tipo prima della Curva 9 – si legge nel comunicato della FIA – Il primo pannello luminoso incontrato dopo la Curva 9 visualizzava il verde immediatamente prima della Curva 10. L’indicazione gialla sul display del volante è apparsa solo quando il pilota era già sul rettilineo verso la Curva 10 e vicino alla fine della zona con bandiera gialla. Le prove hanno dimostrato che non vi era alcun pannello luminoso di avvertimento giallo nel campo visivo immediato del conducente e che l’indicazione gialla sul display del volante è rimasta visibile solo per un brevissimo periodo“.

Oltre a una segnalazione ambigua del pericolo relativo all’Audi di Hulkenberg, sono state riconosciute a Hamilton altre attenuanti: “I commissari di gara si sono ritenuti soddisfatti della spiegazione che il tempo a disposizione del pilota per reagire all’indicazione della bandiera gialla fosse molto limitato. I commissari riconoscono inoltre che, immediatamente prima di entrare nel settore, Hamilton era stato coinvolto in una manovra di sorpasso con Verstappen e che il pilota si aspettava un contrattacco. Di conseguenza, la sua attenzione è rimasta rivolta agli specchietti retrovisori per la maggior parte del rettilineo verso la curva 10, anziché immediatamente verso il semaforo verde alla fine del settore. I commissari hanno tenuto conto di ciò nel valutare se la visibilità del pannello luminoso verde avrebbe dovuto di per sé chiarire al conducente che si trovava ancora all’interno di una zona con bandiera gialla“.

La reprimenda verso il ferrarista, la prima stagionale per Hamilton, ha invece questa motivazione: “I commissari, tuttavia, stabiliscono che, dopo che il giallo era stato visualizzato sul display del volante e il pannello delle luci verdi era stato illuminato immediatamente prima della curva 10, Hamilton non ha effettuato una riduzione di velocità percettibile e quindi non ha rispettato pienamente i requisiti applicabili sotto una singola bandiera gialla. Nel determinare la penalità, i commissari hanno tenuto conto del fatto che Hamilton era entrato nel settore prima dell’esposizione del giallo, che l’indicazione gialla ha raggiunto il pilota solo quando era già vicino alla fine del settore, che il tempo e lo spazio di reazione erano molto limitati, e che l’attenzione del pilota era occupata, per ragioni comprensibili, dalla precedente battaglia. In tali circostanze, i Commissari hanno considerato una reprimenda la sanzione appropriata“.

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