La Haas arriva alla sosta estiva in evidente affanno. Dopo un ottimo avvio di stagione, la scuderia americana ha fatto fatica a tenere il passo degli altri team di centroclassifica, retrocedendo nelle gerarchie in pista e vedendo ridursi al lumicino i punti raccolti dal GP Miami in poi. Incontrando i media – tra cui AutoRacer.it – all’Hungaroring, il team principal Ayao Komatsu non ha nascosto il momento difficile, spiegando cosa ha contribuito a far perdere competitività alla VF-26 e scagionando la coppia di piloti da ipotetiche responsabilità.
Il chiarimento interno e i problemi di incostanza della Haas VF-26
Il team principal della scuderia americana ha chiaro che il contatto tra i due piloti a Spa-Francorchamps non ha lasciato strascichi: “Dopo la gara volevo solo ascoltare i punti di vista di entrambi, poi ho espresso il mio e ne abbiamo parlato anche nei giorni successivi. Quindi va tutto bene. Il mio interesse è che, qualunque sia la ragione, non debba accadere mai più, punto e basta. Dobbiamo solo avere un confronto chiaro e neutrale” ha dichiarato Komatsu, virando poi sulle recenti lamentele relative alle prestazioni altalenanti della vettura.

Il tecnico giapponese ha analizzato con grande trasparenza le difficoltà tecniche legate alla qualità dell’assemblaggio e a quell’inconsistenza dei pezzi di cui ha parlato anche Ollie Bearman in conferenza stampa all’Hungaroring: “L’incostanza che stiamo avendo con la qualità della vettura è un fatto. Per alcune cose riusciamo a individuare esattamente da dove provengono e a correggerle, ma se non capisci esattamente la causa diventa difficile risolvere il problema. È un aspetto su cui dobbiamo davvero migliorare, e non succede solo a Esteban Ocon ma su entrambe le vetture in momenti diversi. Dobbiamo risolverlo il prima possibile per avere la sicurezza che montando componenti con le stesse specifiche si ottengano le medesime prestazioni. Se avessi la risposta l’avremmo già risolto, ma smontiamo la macchina continuamente e ci sono cose su cui stiamo ancora lavorando” ha ammesso Komatsu.
Regolamenti 2026, la gestione dell’energia e la necessità di semplificazione
Un passaggio fondamentale della discussione ha riguardato l’impatto della gestione delle Power Unit 2026 e le conseguenze imprevedibili generate sui lunghi rettilinei: “Penso che dovremmo cercare di semplificare questo sport, attualmente è troppo complicato e si affida a piccoli dettagli nelle operazioni del pilota che generano conseguenze secondarie non intenzionali. Dobbiamo riportare il controllo al pilota e rendere tutto più semplice affinché anche i tifosi possano capire. A Spa, con un rettilineo così lungo, se il pilota va a pieno gas in modo leggermente diverso l’erogazione inizia in un punto differente e causa una differenza di tempo sul giro significativa, come accaduto a Esteban in Q1. È successo perché i regolamenti sono complessi e richiedono al pilota di fare determinate cose” ha evidenziato il manager della Haas.
Escludendo che le perdite improvvise di velocità siano attribuibili a sviste di chi si trova al volante, Komatsu ha rimarcato il ruolo attivo della guida istintiva: “Non lo definirei un errore del pilota, perché per farlo dovresti pretendere che capisca ogni singolo dettaglio della strategia o del software, e non credo si possa chiedere questo. Per me i piloti devono poter guidare in modo istintivo per arrivare al limite del grip e riprendere in mano il gas appena possibile. Il fattore scatenante è una differenza minima ma la conseguenza è troppo grande, e nemmeno i tifosi guardando i tempi riescono a capire se sia stato un errore o un problema di deployment. Dal GP Miami abbiamo migliorato i regolamenti, ma sappiamo che non è la soluzione finale e il prossimo anno andrà meglio“.
Il bilancio di metà stagione e la difesa della coppia di piloti
Nel tracciare il bilancio del campionato prima della sosta estiva, l’analisi si è focalizzata sulle risorse della struttura rispetto alla concorrenza. La scuderia americana era partita fortissimo, con 18 punti nelle prime tre gare e il quarto posto nella classifica Costruttori. Da allora sono però arrivati solo tre punti e il crollo al settimo posto: “L’inizio di stagione è stato davvero impressionante per lavoro di squadra e affidabilità, estraendo il massimo dal potenziale della macchina considerando che siamo la struttura più piccola di fronte al più grande cambio regolamentare di sempre. Dopo la pausa di aprile siamo andati dietro perché gli altri hanno portato tanto carico. Abbiamo migliorato la vettura ma non abbastanza per stare al loro passo, ma non è colpa dei nostri ragazzi che stanno facendo un lavoro straordinario. A Spa la nuova ala anteriore ha funzionato benissimo sul piano delle caratteristiche, dando subito fiducia a Bearman che ha fatto un ottimo giro in qualifica. Ora ci manca solo il grip puro” ha spiegato il team principal Haas.

Infine, il manager ha voluto ridimensionare le voci di mercato mettendo in guardia dalle speculazioni della stampa e riequilibrando il confronto interno tra i suoi due alfieri: “Il divario tra i compagni di squadra in classifica è condizionato da troppe variabili, come la sfortuna delle bandiere gialle a Silverstone per Esteban o le Safety Car a favore di Ollie. Quando la macchina gli dava buone sensazioni al venerdì, Ocon era vicinissimo, poi al sabato il bilanciamento è sparito senza che cambiassimo molto. Non vado in giro per difendere o attaccare qualcuno, dico solo la verità. Le voci di mercato restano speculazioni, la gente scrive quello che vuole. Ho persino letto articoli in cui si diceva che Yuki Tsunoda fosse il nostro terzo pilota, il che è incredibile. Non c’è bisogno di farsi coinvolgere in certe conversazioni” ha concluso Komatsu.



