La prima parte della stagione 2026 della Haas è stata ben lontana dalle aspettative e Oliver Bearman non lo nasconde. Alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria, il pilota britannico ha raccontato il momento complicato attraversato dalla squadra americana, spiegando come le differenze di prestazione tra i componenti utilizzati sulle due monoposto abbiano reso ancora più difficile il lavoro dei piloti. Pur riconoscendo i progressi compiuti a livello personale, Bearman ammette che, nell’attuale situazione tecnica, lottare per i punti non appare possibile e la pausa estiva aiuterà a resettare, in attesa poi di altri sviluppi in arrivo.
Haas: la lotta Bearman-Ocon è impari a causa di un problema nella produzione dei pezzi
Il britannico descrive senza giri di parole le difficoltà che stanno caratterizzando il lavoro della Haas. “È una situazione complicata quella che stiamo vivendo. Ne abbiamo parlato molto all’interno della squadra, ma la differenza di prestazione tra alcuni componenti è stata piuttosto elevata.” Una condizione che Bearman ha sperimentato su entrambe le facce della medaglia. “Mi è capitato di trovarmi dalla parte meno favorevole, ma anche da quella migliore.”
Il problema, però, è soprattutto nella difficoltà di comprendere realmente il comportamento della vettura. “È un peccato, perché significa inseguire continuamente un bersaglio mobile. Da un giorno all’altro possiamo ritrovarci con un bilanciamento della macchina completamente diverso senza aspettarcelo.” Per il pilota inglese questo rende anche il confronto interno meno lineare. “Non sempre è una sfida ad armi pari. A volte abbiamo quasi la sensazione di correre con le mani legate dietro la schiena.”

Nonostante i risultati non lo riflettano pienamente, Bearman è convinto di aver compiuto un importante salto di qualità dal punto di vista personale. “Sento di stare guidando a un livello davvero alto. Vedo un netto passo avanti rispetto a dodici mesi fa e anche rispetto all’inizio di questa stagione.” In una fase tanto complicata, il britannico ritiene che il suo unico obiettivo sia quello di continuare a crescere, ed essere consistente, in attesa di poter lottare per i punti. “È tutto quello che posso fare in questo momento. Non siamo nella lotta per i punti e, realisticamente, non possiamo fare molto altro se non cercare di ottenere il massimo da noi stessi e imparare il più possibile. Spero che presto arriveranno anche le prestazioni. Io sono soddisfatto di quello che sto facendo, ma la storia non è necessariamente quella che si legge nei titoli.”
Budapest senza grassi obiettivi: pausa e poi speranza per i nuovi sviluppi
In vista del fine settimana Bearman mantiene un approccio molto concreto. Gli aggiornamenti più importanti arriveranno soltanto dopo la pausa estiva e questo limita inevitabilmente le ambizioni della Haas. “Dopo la sosta introdurremo alcuni aggiornamenti, quindi per me adesso l’obiettivo è soprattutto farmi trovare pronto per sfruttare al massimo la macchina quando arriverà la prestazione. Realisticamente non credo che questo weekend saremo nella lotta per i punti.”
Dopo mesi particolarmente intensi, Bearman vede nella pausa estiva un’opportunità importante anche dal punto di vista mentale.“È fondamentale riuscire a staccare e riposare, allontanando la mente dalle corse. Gli ultimi mesi sono stati davvero molto impegnativi e, quando i risultati non arrivano, è importante ritrovare la motivazione anche concedendosi un po’ di pausa.”
Dopo qualche giorno di riposo, l’attenzione tornerà inevitabilmente sulla seconda parte della stagione. “Sono contento di poter staccare un po’, poi nell’ultima settimana di vacanza inizierò a concentrarmi su quello che ci aspetta.”

Credits: Martina Bonaita
Un altro effetto collaterale del nuovo regolamento: essere doppiati influisce sulla Power Unit
Tra i temi affrontati anche il comportamento della power unit introdotto dai nuovi regolamenti specialmente per chi è doppiato. Bearman spiega che non si tratta di un’anomalia tecnica, bensì di una conseguenza diretta delle nuove norme. “Loro ovviamente non hanno idea di cosa parlo” dice ridendo, riferendosi a Oscar Piastri e Arvid Lindblad (che non sono abituati ad essere doppiati quest’anno) “Non è un difetto della macchina, ma una conseguenza del regolamento. Sappiamo perfettamente perché succede. Quando sollevi il piede e poi torni ad accelerare, il sistema ridistribuisce nuovamente l’energia. È una cosa normale. Di solito succede raramente su un rettilineo, a meno che tu non debba lasciare strada a una vettura che ti sta doppiando… e purtroppo questo a noi capita abbastanza spesso. Sono tutte differenze marginali che bisogna cercare di evitare perché, anche quando veniamo doppiati, siamo comunque in lotta per i punti e qualsiasi dettaglio che migliori il tempo di gara può fare la differenza.”
Il sogno di guidare le monoposto di Alonso
Infine, in un momento più leggero. Bearman ha raccontato di essere recentemente tornato al volante della monoposto Haas della passata stagione, ma non ha negato che gli piacerebbe guidare altre autostoriche, anche quelle di Fernando Alonso (soggetto della domanda in conferenza stampa). “Ho avuto l’occasione di guidare la mia macchina dello scorso anno ed è stato davvero divertente. Onestamente mi piacerebbe provarle tutte. Le Ferrari, le Renault, le McLaren… Fernando ha avuto monoposto straordinarie. Ha anche una collezione di auto stradali davvero incredibile. Non sono troppo esigente, se appartiene a Fernando, sono felice di guidarla, se lui me lo permette““



