Gasly sempre a punti: l’Alpine fa sul serio

Apr 4, 2026

Jacopo Moretti

Non era soltanto un buon weekend. E forse non è nemmeno più soltanto un buon inizio di stagione. Il GP del Giappone ha confermato che l’Alpine, almeno in questo avvio di 2026, è una realtà solidissima del centro gruppo e forse persino qualcosa di più. A Suzuka Pierre Gasly ha chiuso settimo, resistendo per oltre metà gara alla pressione di Max Verstappen, e regalando alla scuderia francese altri punti pesanti in classifica. Un risultato che pesa doppiamente, perché arrivato su una pista vera, tecnica, severa, e contro una Red Bull che oggi non mette più paura come un tempo. Anzi: Alpine e Red Bull sono ora appaiate a 16 punti nel Costruttori, con la squadra di Enstone persino davanti se si considerano i piazzamenti (presto per pensarci).

Gasly tris di punti: “Miglior monoposto della mia carriera”

Alpine

Il dato più interessante, però, è che il risultato di Suzuka non sa di episodio isolato. Gasly è andato a punti in tutti e tre i GP disputati fin qui: decimo a Melbourne, sesto in Cina e settimo in Giappone. E soprattutto ha dato la sensazione di estrarre con continuità tutto il potenziale della A526, portandola stabilmente nella zona nobile del midfield. Non a caso il francese è tra i pochi piloti sempre a punti in questo avvio di mondiale, ed è addirittura davanti a Verstappen nella classifica Piloti.

A Suzuka Gasly ha costruito la sua gara in due parti. Prima la gestione, poi la strenua difesa. La corsa del francese era partita bene, con Pierre in grado di mettere in cassaforte un piccolo margine sugli inseguitori. Poi la Safety Car ha azzerato tutto, ricompattando il gruppo e portando Verstappen negli scarichi della monoposto francese. Da lì in avanti è stata una lunga prova di nervi.

Nel post gara Gasly ha sottolineato proprio questo doppio volto della corsa: «È stata una gara davvero intensa dall’inizio alla fine e sono molto felice del settimo posto e di aver conquistato altri punti per il campionato. È stata una gara molto buona e gestita bene dalla squadra per tutta la sua durata. È stato come vivere due fasi diverse, prima e dopo la Safety Car». E ancora: «Dopo la Safety Car abbiamo dovuto difenderci da Max, che mi ha messo molta pressione per 25 giri. Abbiamo dovuto difenderci tantissimo e non è mai facile contro un quattro volte campione del mondo, quindi sono contento di essere riuscito a tenerlo dietro e a portare a casa punti solidi». Le sue parole insistono anche su un concetto chiave: l’Alpine ha una base tecnica valida e non è troppo lontana dai team più veloci.

Del resto lo stesso Gasly, nei commenti raccolti dopo il weekend giapponese, si è spinto anche oltre, definendo la A526 una delle migliori monoposto che abbia mai guidato in Formula 1: «Credo che, per il momento, questa sia la miglior macchina che abbia avuto in carriera, forse insieme all’AlphaTauri del 2021». Una frase che fotografa bene il momento di Enstone: non ancora un top team, ma una squadra che ha finalmente ritrovato una direzione tecnica chiara.

Anche perché il rendimento non nasce dal nulla. Alpine ha pagato carissimo il 2025, sacrificando di fatto la scorsa stagione per concentrarsi in anticipo sui nuovi regolamenti. Una scelta rischiosa, ma che adesso sta iniziando a restituire qualcosa. In Australia la vettura era sembrata più vicina all’ottava forza, mentre tra Cina e Giappone il quadro è cambiato: a tratti è parsa addirittura la quarta monoposto dello schieramento, certamente nel gruppo immediatamente alle spalle dei top team.

Briatore promuove la sua Alpine: “Siamo in lotta con Red Bull”

Alpine

Non a caso Flavio Briatore, mai tenero nei giudizi, ha promosso il fine settimana senza troppi giri di parole: «È stato un altro weekend positivo per la squadra, con un altro arrivo forte a punti in questa prima parte della stagione. Ripetersi su una pista diversa come Suzuka conferma i progressi fatti in Cina e dimostra che al momento siamo in lotta con Red Bull come quarta macchina più veloce». Un passaggio pesante, perché fissa apertamente l’ambizione del team. E sulla prova di Gasly il dirigente italiano è stato ancora più netto: «Pierre ha disputato un’altra gara fantastica, guidando in modo eccellente sotto pressione per tenere Max dietro per più di 25 giri».

Diverso il discorso per Franco Colapinto, che continua a mostrare sprazzi ma non ancora la continuità necessaria per massimizzare il pacchetto. L’argentino ha chiuso fuori dai punti e ha pagato soprattutto il sabato, oltre a una Safety Car arrivata nel momento peggiore possibile. «È stata una gara molto lunga e frustrante, nella quale abbiamo passato tanto tempo a guardare l’ala posteriore di un’altra macchina», ha spiegato Colapinto. «Avevamo fatto una buona partenza e recuperato una posizione al primo giro, restando vicini alle Racing Bulls e in zona punti. Poi la Safety Car è arrivata nel momento sbagliato e abbiamo perso terreno. Peccato, perché prima eravamo in lotta con Lawson e gli altri». La fotografia è chiara: Alpine oggi ha una macchina da punti, ma per portare entrambe le vetture in top-10 serve ancora uno step da parte dell’argentino.

Lo ha ammesso, con eleganza ma anche fermezza, lo stesso Briatore: «Con Franco, il risultato del sabato è stato il fattore limitante e ha fatto sì che fosse sempre costretto a inseguire in gara. L’obiettivo deve essere quello di mettersi in una posizione migliore per correre in modo più competitivo nelle prossime gare».

E la migliore notizia, per Alpine, è che sembra esserci ancora margine. La vettura a Suzuka ha mostrato qualche limite nel veloce, con un sottosterzo che Gasly aveva già segnalato il venerdì, ma il team ritiene di avere una base solida da cui partire e sviluppare. Inoltre il piazzamento disastroso del 2025 garantisce oggi alla squadra più tempo in galleria del vento e CFD rispetto ai rivali diretti, un vantaggio regolamentare che può pesare parecchio nella rincorsa ai top team nel corso della stagione.

Autore

RIPRODUZIONE VIETATA. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge

Condividi l'articolo

SEGUICI SU
PODCAST