Ferrari, Vigna sul ritorno dei V8 in F1: “Le discussioni con la FIA vanno avanti da un po’”

Mag 7, 2026

Luca Manacorda

La conference call con gli azionisti sui risultati finanziari della Ferrari nel primo trimestre del 2026, tenutasi martedì, ha offerto una panoramica dettagliata non solo sullo stato di salute economica della casa di Maranello, ma anche sulla visione strategica legata alle competizioni e all’innovazione tecnologica. Sotto la guida dell’amministratore delegato Benedetto Vigna, l’azienda ha confermato la propria solidità operativa, affrontando con determinazione le sfide logistiche globali legate alla crisi in Medio Oriente e i cambiamenti regolamentari che hanno coinvolto – e che coinvolgeranno – la F1.

Il focus della presentazione si è concentrato sulla capacità del Cavallino di mantenere un portafoglio ordini estremamente robusto, che si proietta ormai verso la fine del 2027. Questo scenario permette alla dirigenza di guardare con ottimismo ai prossimi anni, confermando le stime di crescita nonostante un contesto geopolitico complesso che richiede un approccio estremamente agile nella distribuzione geografica delle vetture, garantendo la sicurezza di clienti e partner nelle aree di tensione.

I risultati nelle competizioni e il futuro delle motorizzazioni in F1

L’inizio della stagione agonistica ha portato i primi podi sia nei circuiti del mondiale di F1 che nelle sfide endurance del WEC, dove la casa di Maranello ha debuttato ottenendo la pole position e il secondo posto nella gara di casa a Imola. Vigna ha analizzato l’andamento delle attività sportive sottolineando l’importanza economica del reparto corse: “Abbiamo iniziato le stagioni 2026 con podi sia in F1, dove vediamo i primi segnali incoraggianti dei nostri progressi con i nuovi regolamenti, sia nel WEC, iniziato a Imola, la nostra gara di casa“.

Hamilton (Ferrari)

In F1, dove la Ferrari è salita sul podio nelle prime tre gare stagionali prima del mezzo passo falso di Miami, buone notizie arrivano dal fronte economico: “I ricavi legati alle competizioni sono ulteriormente aumentati nel trimestre, grazie soprattutto all’incremento delle sponsorizzazioni e al contributo positivo derivante dalla fornitura di motori ad altre scuderie di F1 ha puntualizzato l’amministratore delegato. Oltre alla propria scuderia, la Ferrari fornisce le power unit alla Haas e alla new entry Cadillac che di fatto ha sostituito come cliente la Sauber, divenuta team ufficiale di Audi.

Un punto cruciale della discussione ha riguardato le indiscrezioni su un possibile ritorno dei motori V8 nella massima serie automobilistica, rilanciate da alcune dichiarazioni del presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem. L’ipotesi che non sembra scalfire la pianificazione di Maranello e Vigna ha chiarito la posizione del team rispetto ai tavoli tecnici con la Federazione: “Noi crediamo nel proseguimento della strategia a tre motorizzazioni (termico, ibrido ed elettrico, ndr). Eravamo già a conoscenza di queste discussioni con la FIA, che vanno avanti da un po’. Penso che ci sia sicuramente la necessità di rivedere alcuni aspetti ogni cinque anni, come avviene con i regolamenti FIA, ma non ci saranno implicazioni. Non ci saranno implicazioni né per le auto stradali né per la nostra strategia.

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A proposito di competizioni, la Ferrari si appresta a debuttare nelle sfide sul mare, con il progetto Hypersail che prosegue spedito: “A proposito di nuovi inizi, abbiamo recentemente svelato la livrea di Hypersail, un progetto in cui innovazione, prestazioni e ricerca sul design si fondono per definire una nuova frontiera nella vela oceanica” ha aggiunto Vigna.

Solidità finanziaria e flessibilità nel mercato globale

Sul fronte puramente economico, il primo trimestre si è chiuso con un utile netto di 413 milioni di euro, un risultato che si mantiene stabile rispetto all’esercizio precedente e che ha superato le aspettative degli analisti. Nonostante un leggero calo nelle consegne totali, scese a 3.436 unità, i ricavi sono cresciuti del 3% raggiungendo la quota di 1,848 miliardi di euro, spinti da un mix di prodotto particolarmente ricco e dalla forte personalizzazione richiesta dai clienti che ha permesso di compensare le fluttuazioni dei volumi.

La gestione delle tensioni in Medio Oriente ha messo alla prova la capacità logistica del gruppo, che ha saputo rispondere con soluzioni alternative per garantire la continuità operativa senza penalizzare i mercati regionali. Vigna ha illustrato l’efficacia del modello di business: “Affrontare il contesto attuale richiede un approccio agile e, grazie alla flessibilità dell’allocazione geografica, le nostre consegne nella regione sono rimaste stabili – ha evidenziato il dirigente – “Questo è stato possibile grazie alla nostra presenza globale e a una strategia di allocazione attenta che garantisce rapidità in tutti i mercati”. L’Ebitda è salito del 4%, attestandosi a 722 milioni di euro con margini in espansione.

Verso il 25 maggio: l’era della Ferrari Luce

La grande attesa è ora rivolta al prossimo 25 maggio, data in cui verrà presentata a Roma la prima vettura totalmente elettrica della storia del Cavallino. La Ferrari Luce non viene descritta semplicemente come un nuovo modello, ma come il simbolo di una trasformazione profonda che mira a ridefinire i parametri della mobilità elettrica ad alte prestazioni, fondendo il DNA storico del marchio con le tecnologie più avanzate derivate dall’esperienza nelle competizioni.

Vigna ha descritto il progetto con toni carichi di significato, sottolineando come l’elettrico rappresenti una nuova opportunità espressiva per il marchio: “La Luce è molto più di un modello ed è molto più che elettrica: è la perfetta concretizzazione dello scopo di ridefinire con audacia i limiti del possibile: ha commentato l’AD descrivendo la genesi del veicolo. “Si tratta della convergenza di tecnologie incredibili e della passione di moltissime persone” – ha concluso Vigna – “una sintesi unica tra tradizione e innovazione che vedrà la luce tra poche settimane”.

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