Il Gran Premio di Monaco non aveva solo consolidato la striscia vincente della Mercedes, arrivata a sei successi su sei gare in questo avvio di stagione ed interrotta poi dalla sorprendente vittoria di Lewis Hamilton al Montmelò di Barcellona, ma aveva anche chiuso un dibattito tecnico e regolamentare che si era aperto in Canada. Un qualcosa che, come anticipato, ha coinvolto direttamente la Ferrari nella lettura della soluzione più discussa introdotta dalla Mercedes a Montreal.
Prolunghe al diffusore bocciate alla Ferrari ma legali sulla Mercedes
Tutto nasce proprio nel weekend del Canada, quando la Mercedes ha introdotto un importante pacchetto di aggiornamenti, il primo sulla W17, tra cui una rivisitazione del fondo e un affinamento aerodinamico che includeva anche una interessante reinterpretazione dell’area del diffusore. Proprio qui erano infatti comparsi alcuni elementi molto discussi ossia quelle piccole estensioni sul bordo superiore, con geometrie cuneiformi e quasi “dentate”, pensate per lavorare sull’incremento del potere di estrazione del diffusore.

Una soluzione che aveva attirato immediatamente l’attenzione dei competitor, soprattutto della Ferrari, visto che una soluzione simile era stata bocciata in inverno al team di Maranello dalla Federazione. È in questo contesto che si inserisce la reazione della Ferrari che ha presentato dopo il fine settimana di Montreal una richiesta formale di chiarimento alla FIA proprio sull’interpretazione di quell’area del diffusore, includendo esplicitamente la filosofia adottata dalla Mercedes.
Il chiarimento FIA ha liberato le idee di Ferrari
Successivamente è arrivata la risposta della FIA a tutti i team, non solo alla Ferrari, spiegando come la soluzione Mercedes rientrasse nel regolamento in termini soprattutto di geometrie (curvature), seppur il team di Brackley dovette revisionare leggermente la specifica introdotta in Canada. Ciò che è altrettanto importante sottolineare è come anche la Ferrari si sia mossa molto rapidamente visto che a Montecarlo, sulla SF-26, è comparso un elemento concettualmente molto vicino a quello introdotto dalla Mercedes, segno di una risposta tecnica immediata dopo l’ok regolamentare arrivato dalla FIA; una soluzione tecnica validata sul tortuoso circuito del Principato e confermata poi nell’importante pacchetto di aggiornamenti portato in pista in Spagna, che ha visto la completa rivisitazione del fondo. Un caso classico di convergenza interpretativa, dove la legalità sancita apre immediatamente la porta alla replicabilità.

A riguardo, è attesa una versione maggiormente elaborata più avanti nella stagione sulla vettura di Maranello. Quando? E’ ancora presto per dirlo perché tuttora è ancora forte lo scambio di mail tra i team e la FIA riguardanti questa parte del diffusore, visto che il tutto non si è chiuso definitivamente con il chiarimento pre Monaco e con ulteriori chiarimenti che potrebbero forse ritardare leggermente l’introduzione della nuova soluzione di casa Ferrari.
Come spesso succede, la Formula 1 non è solo ciò che si vede in pista ma anche una questione di interpretazioni tecniche che si giocano sul filo delle definizioni, dove una spiegazione migliore o un chiarimento possono portare nuovi sviluppi su una monoposto nel giro di poco tempo. Perché oggi, in Formula 1, il vantaggio non è solo chi lo trova per primo, ma anche chi riesce a farsi propria quella determinata soluzione, analizzandola e inserendola il prima possibile sulla propria vettura.



