Per diventare campione del mondo, ad Antonelli manca ormai soltanto prendere l’aereo per Città del Messico. Kimi ha lasciato Austin dopo un’altra prestazione di grande lucidità, risultando insieme a Leclerc il migliore interprete della gara. Entrambi sono riusciti a sfruttare le rispettive vetture con velocità, continuità e gestione delle gomme.
Ferrari e Mercedes hanno potuto utilizzare i nuovi pacchetti, ottenendo indicazioni incoraggianti. Quello della SF-26 ha funzionato abbastanza bene. Mercedes ha trovato una buona finestra con Antonelli, ma non ha ancora tutte le risposte sul comportamento della monoposto aggiornata.
Kimi ha valorizzato l’equilibrio trovato dalla squadra. Resta da capire quanto quella finestra sia ampia e riproducibile al variare delle condizioni: il risultato di Austin offre un riferimento importante, senza chiudere il lavoro di comprensione.
La SF-26 aggiornata é più veloce di 2 decimi ma spreca potenziale, un errore di valutazione sull’ala anteriore
Leclerc ha disputato una gara di livello altrettanto alto, sfruttando sulla distanza una Ferrari più competitiva. Il nuovo pacchetto offre maggiore avantreno, aiutando inserimento e rotazione, ma richiede una gestione più precisa del bilanciamento.
La Ferrari non è riuscita a sfruttarlo fino in fondo. Ci sono stati anche errori di valutazione sull’ala anteriore, sia in qualifica sia in gara. Alcuni tecnici non erano soddisfatti, perché una parte del potenziale disponibile è andata sprecata.
In Q3 hanno pesato la preparazione delle gomme e il cambiamento del vento, che ha modificato l’equilibrio della vettura. Il maggiore avantreno andava gestito meglio, soprattutto nell’ultimo tentativo.
La qualifica è rimasto il limite più costoso. Nel corso della stagione ha già compromesso tre possibili vittorie. Non erano successi garantiti partendo più avanti, ma occasioni nelle quali la posizione in griglia ha condizionato una Ferrari dotata del passo per giocarsela.
Austin ripropone il problema: partire dietro complica la corsa e riduce la libertà strategica. Per trasformare i progressi in vittorie serve maggiore precisione nelle scelte e nell’esecuzione.

Più punti di tutti, Hamilton frenato dalla VSC
La Ferrari lascia comunque Austin con più punti di qualsiasi altro costruttore. Un risultato di squadra importante, al quale entrambi i piloti hanno contribuito. Leclerc era il riferimento, ma anche Hamilton aveva il podio alla portata. Senza la Virtual Safety Car, Lewis avrebbe chiuso tra i primi tre. La neutralizzazione ha cambiato gli equilibri della sua corsa, togliendo alla Ferrari la possibilità di raccogliere ancora di più.
Red Bull sbaglia gomma e strategia
Questa volta è la Red Bull a pagare una lettura poco precisa della gara. Un errore insolito per una squadra che ha spesso fatto delle scelte strategiche un punto di forza. Non funzionavano né la scelta dello pneumatico da gara né il piano per sfruttarlo. Puntare sulla gomma meno efficace ha ristretto le possibilità del muretto e reso difficile correggere l’impostazione iniziale.
In una sfida ravvicinata, la squadra di Verstappen ha lasciato così una parte del proprio potenziale inutilizzata, mentre Antonelli e Leclerc hanno sfruttato meglio le opportunità.
Messico, il rischio è il surriscaldamento posteriore. Ma la frenata rigenerativa dovrebbe beneficiarne
A Città del Messico la Ferrari affronterà una prova definita ardua per le caratteristiche della power unit. Sarà anche un esame utile per capire quanto gli aggiornamenti abbiano ampliato la finestra della SF-26 su una pista opposta da Austin.

Credit: Rosario Giuliana
A 2.240 metri di quota, il nemico principale sarà il surriscaldamento. I tecnici possono stimare il grado di inefficienza imposto dalle condizioni ambientali; l’affidabilità resta invece un’incognita. Prevedere la perdita di prestazione non significa avere certezze sulla tenuta dei componenti.
Vedremo quindi, come d’abitudine, carrozzerie extra large e aperture più generose per evacuare l’aria calda, pagando un costo aerodinamico per ottenere margini di raffreddamento sufficienti. La frenata rigenerativa, ossia quando funziona da accumulatore di energia, dovrebbe beneficiare di una maggior temperatura media di esercizio.

Illustrazione Rosario Giuliana
Sulla Ferrari potrebbero ricomparire le particolari appendici sull’ala posteriore ad “albero di Natale” per maggior carico se necessario. Al momento questa viene ritenuta una configurazione ‘borderline’.
A meno di una prestazione scarsa e in attesa di contare quante gare davvero mancano alla fine, il team per ora vorrebbe anche evitare una penalità per una nuova unità di potenza, che, sulla carta, sarebbe attesa entro l’anno.
Maranello cercherà conferme su una pista che, sulla carta, si presenta più complicata di Austin.




