La buona prestazione mostrata dalla Ferrari in Malesia ha restituito segnali incoraggianti sulla competitività della SF-26, in attesa del pacchetto più importante previsto per Austin. Sepang ha confermato che, quando la vettura riesce a entrare nella corretta finestra di funzionamento, il potenziale resta elevato. Aldilà delle falle strategiche di Sepang, Leclerc e Hamilton hanno fatto una grande rimonta con entrambe le SF-26 che hanno mostrato un passo solido.
Singapore, tuttavia, proporrà caratteristiche completamente differenti. Marina Bay richiede livelli di deportanza massimi, con prevalenza però di curve lente a 90 gradi, dove sarà fondamentale la doppia qualifica in virtù dello sprint-format.
Massimo carico a Singapore: sulla SF-26 può tornare l’“Albero di Natale”
A Budapest Ferrari aveva sfruttato fino in fondo le possibilità offerte dall’architettura della Macarena aggiornata aggiungendo, nella zona centrale, una serie di flap disposti a cascata e con uno sviluppo verticale. Singapore è la tappa ideale nel quale andare a riproporre – come da programma – la particolare configurazione posteriore.
Il “trick” Ferrari, che prendendo spunto dall’idea avuta da diversi competitor in quel di Monaco, utilizza infatti il volume che, su una soluzione più tradizionale, viene sostanzialmente occupato dal sistema dell’attuatore centrale dell’ala. La particolare architettura adottata sulla SF-26, con l’attuatore annegato nella paratia laterale, ha permesso di poter disporre degli elementi aggiuntivi in virtù di un volume inoccupato, consentendo di trasformarla in ulteriore superficie aerodinamicamente utile.

Illustrazione Rosario Giuliana
In Ungheria Ferrari aveva quindi “riempito” questo spazio con diversi profili sovrapposti, creando una vera e propria cascata di elementi nella parte centrale dell’ala, come avevano fatto ad esempio McLaren e Mercedes a Montecarlo (rinunciando all’attuatore centrale in virtù del fatto che lì le ali sarebbero rimaste chiuse).
Gli hanger flap sono ormai diventati una parte della Macarena
Nel corso della stagione è cambiato anche il ruolo degli hanger flap – ovvero di quei piccoli elementi disposti sul bordo superiore dell’ultimo flap. Inizialmente potevano sembrare elementi legati soprattutto alle configurazioni ad alto carico, ma Ferrari ha continuato a utilizzarli anche su circuiti molto differenti, di fatto senza mai rimuoverli.
La conferma più interessante è arrivata proprio a Monza, dove, nonostante la necessità di ridurre al minimo la resistenza aerodinamica, gli hanger sono rimasti presenti.

È un’indicazione importante, perché suggerisce come questi profili non vengano più considerati semplicemente un elemento aggiuntivo per generare deportanza, ma siano ormai parte integrante del funzionamento dell’intera ala. E’ bene ricordare che dal prossimo anno non sarà più possibile farne uso, con la FIA che ne ha dato il benservito individuandoli fra i vari componenti da tagliare per ridurre il carico delle auto 2027 di circa il 20%.
L’albero di Natale è una soluzione che potrebbe successivamente tornare utile anche in Messico. L’altitudine di Città del Messico riduce drasticamente la densità dell’aria e porta le squadre a utilizzare configurazioni aerodinamiche normalmente associate ai circuiti da massimo carico, pur mantenendo livelli di resistenza relativamente contenuti.

Cosa aspettarsi dalla SF-26 a Singapore
Marina Bay è un circuito più rear-limited della Malesia con velocità medie più basse, numerose accelerazioni e soprattutto la necessità di avere una vettura stabile nelle sequenze di curve lente spostano inevitabilmente il compromesso verso una vettura agile e reattiva.
Ferrari ha ancora un limite a livello di finestra al posteriore con un wheel spin non del tutto domato. Marina Bay può comunque rappresentare un terreno particolarmente favorevole anche dal punto di vista dei piloti.

È una pista che storicamente piace a Lewis Hamilton, ma soprattutto a Charles Leclerc, che su questo tipo di tracciato cittadino riesce spesso a esaltare le proprie qualità sul giro secco rispetto a Sepang, Singapore propone caratteristiche che si sposano maggiormente con il feeling di Leclerc e, più in generale, con il tipo di guida che entrambi i ferraristi tendono ad apprezzare.
Ferrari arrivava in Malesia con alcune modifiche di dettaglio sulla SF-26, ma senza quello che internamente viene considerato il vero prossimo step della vettura. A Singapore non dovrebbe esserci nulla di rilevante sul fronte aggiornamenti, ultima tappa a termine di un trittico di ferro.
Il vero passaggio tecnico rimane Austin, dove confermiamo che Ferrari ha programmato il pacchetto aerodinamico più sostanzioso dell’anno



