Mercedes: l’aspetto chiave nella differenza di prestazione tra Antonelli e Russell

Ott 27, 2026

Luca Manacorda

Il Gran Premio degli Stati Uniti al Circuit of the Americas ha consegnato alla Mercedes un weekend dalle due facce, caratterizzato dal trionfo di Kimi Antonelli e dalle nuove difficoltà incontrate da George Russell. Tra scelte strategiche coraggiose pianificate a tavolino e una finestra operativa della vettura sempre più complessa da interpretare, la scuderia di Brackley lascia il Texas con spunti di analisi fondamentali per il prosieguo della stagione, mentre si avvicinano sempre di più gli obiettivi legati alla conquista dei due titoli mondiali. A tracciare il bilancio del fine settimana sono stati il Deputy Technical Director Simone Resta e il Team Principal Toto Wolff.

La strategia vincente ad Austin: il piano della sosta singola

A fare la differenza nella conquista della vittoria è stata la gestione tattica del muretto, abile nel non farsi condizionare dalle mosse anticipate dei rivali diretti. Simone Resta ha spiegato come la scelta della sosta singola non sia stata un’intuizione estemporanea, bensì il frutto di un lungo lavoro di preparazione svolto ben prima di scendere in pista: “C’è un bellissimo clima all’interno del team per questa vittoria così importante. Abbiamo visto opzioni strategiche differenti sulla griglia tra i vari team, ma la strategia ad una singola sosta è stata la nostra prima opzione fin dalla preparazione pre-evento della settimana precedente“.

L’ingegnere italiano ha poi aggiunto: “Ovviamente, come in ogni gara, aggiorniamo analisi e previsioni man mano che raccogliamo dati sul degrado nei turni di prove. Alla fine abbiamo confermato le nostre ipotesi della vigilia: sulla carta la sosta unica era la più veloce per noi e abbiamo affrontato la gara con questa impostazione. Siamo stati messi alla prova dalla Red Bull e poi dalla Ferrari, che hanno anticipato la prima sosta tirando il grilletto molto presto, ma siamo rimasti fedeli al nostro piano, seguendo il nostro processo. Alla fine crediamo di aver fatto la cosa giusta: con tutti i dati raccolti in gara, quella strategia è risultata di diversi secondi più rapida rispetto alle due soste“.

Prestazioni dei piloti: la crescita di Antonelli e l’amarezza di Russell

Sul fronte dei piloti, l’analisi di Resta si focalizza sull’eccezionale maturazione mostrata da Antonelli nel corso degli ultimi appuntamenti, coincisi con il debutto del pacchetto di aggiornamenti sulla W17 che paradossalmente ha creato non poche difficoltà: “Kimi ha mostrato una prestazione davvero straordinaria, si è adattato benissimo. Il modo in cui Kimi è riuscito a sbloccare il ritmo ad Austin è il risultato di un lungo processo: è iniziato in Malesia, poi è proseguito a Singapore e di nuovo qui. Giro dopo giro, sessione dopo sessione, è stato in grado di capire, migliorare, imparare e adattarsi, fino a mettere tutto insieme nel giro di qualifica e poi in gara. Il bilanciamento era difficile da gestire per tutti, ma Kimi è stato costante nel gestire le gomme nel modo giusto, mantenendole nella corretta finestra senza commettere errori ed estraendo il massimo“.

Partenza GP Stati Uniti 2026

Per Russell, già in difficoltà con la gestione della monoposto, ha pesato parecchio la penalità di 5 secondi ricevuta per aver tratto vantaggio uscendo dalla pista tra curva 12 e 13 durante la battaglia con Oscar Piastri nelle prime fasi di gara: “Per George purtroppo è stato un altro fine settimana un po’ frustrante, e questo dimostra quanto siano sottili i margini al momento tra tutti i team e quanto sia stretta la finestra operativa della vettura. I cinque secondi di penalità gli sono costati la posizione nei confronti delle due McLaren. Una volta rientrato alle loro spalle per scontare la sanzione, sapevamo che per risalire verso le posizioni di vertice avrebbe dovuto superarle entrambe e questo si è rivelato estremamente difficile“.

Toto Wolff: “Kimi da campione, ma per George vettura troppo complessa”

Alle parole dell’ingegnere imolese si sono aggiunte quelle di Toto Wolff. Il Team Principal della Mercedes si è espresso con estrema chiarezza sul divario prestazionale emerso tra i due alfieri della Stella sul tracciato di Austin: “Penso che il risultato finale sia una combinazione di due fattori. Da un lato c’è Kimi: per me ha disputato la sua miglior gara da quando è con noi, partendo benissimo con la mescola svantaggiata e controllando la corsa in ogni momento. È stata la gara di un pilota da titolo, che non è ancora campione ma che è stato eccezionale. Ha spinto la vettura oltre il suo limite; il suo stile di guida si sposa alla perfezione con le caratteristiche di questa monoposto, come si era già visto in qualifica“.

Russell Mercedes

Passando a Russell, Wolff ha sottolineato la stessa problematica evidenziata da Resta: “Dall’altro lato, George ha faticato moltissimo e credo che questo sia dovuto a una finestra operativa della vettura davvero difficile da centrare. In Q2 era lì con i primi, mentre in Q3 le cose non hanno funzionato, e lui stesso si è preso la responsabilità. In gara è rimasto bloccato dietro a Piastri e la situazione sembra quasi ingiusta: pur con lo stesso motore e la medesima gestione dell’energia elettrica, non è riuscito a trovare il varco per passare“.

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