La pole position di Pierre Gasly ha certamente rappresentato la grande sorpresa del sabato di Monza, inserendo una variabile che alla vigilia era difficile immaginare nella lotta tra i principali protagonisti. Alle spalle dell’Alpine motorizzata Mercedes però, i valori emersi durante il fine settimana raccontano una situazione particolarmente interessante in vista della gara, soprattutto per Ferrari. George Russell è stato il riferimento praticamente per tutto il weekend e la Mercedes ha confermato anche in qualifica quella competitività già mostrata al venerdì. La penalità inflitta a Oscar Piastri ha fatto avanzare le due Ferrari in una seconda fila che mette la Mercedes di Russell in un 2 vs 1 se allo start non ci sono cambi di posizione. Gasly ha fra le mani una Alpine che sul passo gara dovrebbe non reggere a pieno il confronto con i consueti team di testa.
L’ADUO 2 ha fatto quello che Ferrari si aspettava
Al di là delle posizioni finali della qualifica, un elemento tecnico da sottolineare è un primo verdetto sul nuovo motore ADUO 2 portato dalla Ferrari a Monza, che ha dato le risposte che ci si attendeva. Uno step in termini di potenza di una decina di cavalli, più circa altri 5 dal software, che in una pista come Monza ha comunque messo alcune toppe sulle chiare défaillance rispetto a Mercedes.

Credit: Tomasz Mroz
Era uno degli elementi più importanti del pacchetto preparato per il Gran Premio d’Italia e il riscontro della pista è stato coerente con le aspettative maturate a Maranello prima del weekend. Non si trattava di aspettarsi un salto improvviso capace da solo di ribaltare i rapporti di forza, quanto di recuperare prestazione proprio in una delle aree che a Monza assumono maggiore importanza.
Ed è ciò che si è visto.
La SF-26 si è dimostrata competitiva fin dal venerdì su una pista sulla carta molto penalizzante.
La scelta dell’ala pensando soprattutto alla domenica
Sulla SF-26 è rimasta la stessa specifica di ala posteriore utilizzata a Zandvoort, mantenendo anche gli hanger flap, nonostante alla vigilia fosse stata valutata la possibilità di rimuoverli per ridurre ulteriormente la resistenza all’avanzamento.
Ferrari ha quindi preferito non inseguire esclusivamente la massima velocità sul dritto, accettando qualcosa in termini di drag per conservare maggiore carico locale e, soprattutto, un retrotreno più protetto. Una scelta che guarda in particolare alla gara e all’avere una macchina più “safe” sull’asse posteriore, in una pista chiaramente rear limited, aiutando Leclerc e Hamilton a gestire meglio lo scivolamento del posteriore soprattutto nelle due curve di Lesmo e all’Ascari.

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Il compromesso è stato reso possibile anche dal lavoro svolto in altre aree della SF-26. Ferrari ha cercato parte della riduzione di resistenza attraverso la configurazione specifica del fondo, evoluzione di quello introdotto a Zandvoort, evitando così di dover scaricare eccessivamente l’ala posteriore.
Valori molto ravvicinati al sabato: Russell è attaccabile?
Il riferimento resta comunque Russell, con Antonelli dal fondo l’inglese ha una importante chance di portare a casa 25 punti. Mercedes ha mostrato una velocità importante fin dalle prove libere, il sabato della W17, tuttavia, non è stato perfetto. Andrew Shovlin ha spiegato che Russell ha iniziato a soffrire di ripetuti bloccaggi in frenata durante le qualifiche, un comportamento che non era apparso nelle FP3. Mercedes ha provato a intervenire attraverso le regolazioni disponibili sulla vettura, senza però eliminare completamente il problema, particolarmente penalizzante nelle violente staccate delle chicane di Monza.
Con Kimi Antonelli destinato a partire dal fondo per la penalità relativa alla power unit, Mercedes ha utilizzato l’italiano per offrire scia a Russell come da accordi.

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Nell’ultimo tentativo Russell si è ritrovato troppo vicino a Verstappen durante la preparazione del giro. Nonostante ciò, è riuscito a migliorarsi e a chiudere ad appena 60 millesimi da Gasly. Mercedes ha quindi probabilmente lasciato qualcosa sul tavolo. Ma proprio questo rende interessante la lettura in chiave gara: la W17 è veloce, forse la vettura che ha mostrato la prestazione più consistente nel corso del weekend, ma non è apparsa inattaccabile.
Gasly rappresenta la grande incognita. La pole dell’Alpine è stata meritata e costruita con un giro perfetto, ma resta da verificare quale sarà il passo della A526 sulla distanza rispetto a Mercedes e Ferrari.
Monza, inoltre, non è un circuito nel quale la posizione conquistata al sabato chiude necessariamente i giochi. La scia, la lunga accelerazione verso la Prima Variante e le possibilità di sorpasso rendono particolarmente importante la prima fase di gara.
Ci sarà da capire quanto Gasly possa realmente sostenere il ritmo dei principali contendenti. Ma il riferimento prestazionale resta Russell.



