Weekend altalenante per la McLaren a Miami, che è passata da una doppietta nella Sprint ad avere difficoltà nelle qualifiche per la gara lunga, qualche ora più tardi. Nell’unica sessione di prove libere, il team di Woking ha trovato subito la giusta finestra per far funzionare gli aggiornamenti e il giusto bilanciamento, a differenza degli avversari che hanno impiegato più tempo. Grazie a questo, Norris è riuscito a tornare in pole position nella Sprint, mentre Piastri è scattato dalla terza casella. Nella gara breve, inoltre, sembra essersi vista la McLaren dello scorso anno, che partiva infliggendo un distacco imprendibile per gli inseguitori. La situazione, però, cambia nelle qualifiche, quando le condizioni della pista cambiano, con l’intensità del vento che aumenta. Il britannico termina la sessione centrando il quarto tempo, mentre l’australiano solo il settimo. Al termine del sabato a Miami, il team principal Andrea Stella commenta l’accaduto, sottolineando che, sì, gli avversari sono stati migliori di loro ad adattarsi alle condizioni mutevoli di Miami, ma sorride pensando agli aggiornamenti portati dalla McLaren, che funzionano.

STELLA: “GLI AGGIORNAMENTI HANNO FUNZIONATO BENE”
Che gli aggiornamenti portati in Florida funzionano lo si era capito già dal venerdì, quando Norris centra la prima pole position della stagione, anche se per la gara Sprint. Anche dall’altra parte del box sorridono: Piastri, infatti, si accomoda in terza posizione. Nella gara breve, i due piloti papaya sembrano essere ritornati quelli dell’anno scorso: dopo una partenza impeccabile, prendono il largo e tagliano il traguardo senza correre rischi, prima Lando poi Oscar firmando la prima doppietta della stagione. Qualche ora più tardi, però, la situazione è cambiata: nelle qualifiche per la gara lunga, il britannico non va oltre la quarta posizione, mentre l’australiano si deve accontentare della settima.
Il team principal Andrea Stella ha parlato di un progresso degli avversari, riconoscendo comunque la presenza di alcuni fattori che hanno condizionato la McLaren. Il team di Woking ha infatti trovato un ottimo bilanciamento già nell’unica sessione di libere del venerdì, mentre gli avversari hanno impiegato più tempo: “Abbiamo visto quattro team racchiusi in pochi decimi. Probabilmente la Mercedes ha ancora un vantaggio, nelle qualifiche Sprint la pole position avrebbe potuto essere conquistata da Antonelli, Leclerc, uno dei nostri due piloti o Verstappen. I valori sono molto vicini e la differenza è legata all’esecuzione, all’ottimizzazione e all’adattamento alle condizioni. Nel complesso è comunque una giornata positiva per McLaren, perché abbiamo visto che gli aggiornamenti hanno funzionato bene”. La scuderia di Woking non è l’unica ad aver apportato modifiche importanti e funzionanti sulle monoposto: “Abbiamo visto il maggior numero di novità sulla Ferrari, seguita da Red Bull e McLaren. Come già detto, porteremo ulteriori aggiornamenti in Canada, e questo è un aspetto incoraggiante“.

STELLA: “ABBIAMO GESTITO UN COMPORTAMENTO ANOMALO DELLA PU”
Secondo Stella le difficoltà incontrate dai suoi piloti nelle qualifiche e non nella Sprint sono legate a una questione di adattamento. Norris e Piastri hanno perso diversi decimi tra le qualifiche per la gara Sprint e quelle per la gara lunga, peggiorando nello snake veloce, punto debole, e non migliorando nelle curve a bassa velocità. “Nelle qualifiche Sprint non abbiamo avuto particolari problemi, mentre in quelle della gara lunga abbiamo dovuto gestire un comportamento non ottimale della power unit. Non si tratta di veri e propri problemi, ma di una questione di adattamento alle condizioni: questo influisce sia sul tempo sul giro che sui riferimenti per i piloti.”
Al comportamento anomalo della power unit si aggiunge l’intensità del vento, che è aumentata prima delle qualifiche evidenziando un punto debole della MCL40: l’eccessiva resistenza all’avanzamento. “Dobbiamo accettare che questo tipo di sensibilità della power unit è un aspetto a cui non siamo abituati, probabilmente mai visto prima in Formula 1. Nelle qualifiche, ad esempio, il vento ha influenzato alcune regolazioni: è cambiato il tempo passato sul rettilineo e gli strumenti di ottimizzazione si sono adattati alle condizioni. Si crea una sorta di inseguimento tra strumenti e variabili esterne, che rende tutto molto complesso. Alcuni fattori che venerdì era stati marginali, nelle qualifiche del Gran Premio sono diventati rilevanti, e ogni variazione ha effetti sull’intero sistema. Non è solo una questione di dove si utilizza l’energia, ma anche di come questa interagisce con altri elementi, inclusa la parte endotermica.”



