L’avvio della stagione 2026 di F1 ha messo a nudo le fragilità di un regolamento che, se sulla carta ambiva a garantire sostenibilità e spettacolo, in pista ha generato corse al risparmio e situazioni di pericolo oggettivo figlie delle nuove power unit in cui la parte elettrica pesa quasi quanto quella termica. Dopo la riunione tenutasi quest’oggi con i rappresentanti dei team e dei costruttori di motori per discutere dei possibili correttivi, la FIA ha rilasciato una nota ufficiale che segna l’inizio di una fase correttiva necessaria per salvare lo spettacolo e la sicurezza del Mondiale. Ecco i punti chiave del comunicato.
L’ammissione: “Servono aggiustamenti alla gestione energia”
La prima parte conferma che i vertici tecnici si sono riuniti per affrontare i problemi emersi nei primi tre round stagionali. Nonostante un tono diplomatico, emerge la volontà chiara di intervenire su quello che è diventato il tallone d’Achille delle nuove Power Unit:
“Oggi si è tenuta la prima di una serie di riunioni convocate dalla FIA per discutere potenziali modifiche ai regolamenti della F1 2026. L’incontro odierno, tra la FIA e gli esperti tecnici dei Team e dei produttori di Power Unit, ha riguardato una serie di argomenti nell’ambito della naturale evoluzione dei regolamenti tecnici e sportivi della F1 2026. È stato generalmente concordato che, sebbene gli eventi disputati finora abbiano fornito gare entusiasmanti, c’è l’impegno ad apportare modifiche ad alcuni aspetti dei regolamenti nell’area della gestione dell’energia. C’è stato un dialogo costruttivo su temi difficili, specialmente considerando la natura competitiva delle parti interessate.”

Il riferimento alla gestione dell’energia è fondamentale. Nelle prime tre gare abbiamo assistito a qualifiche paradossali, dove i piloti, anziché cercare il limite meccanico della vettura, dovevano gestire la batteria per evitare di trovarsi senza spinta elettrica in determinati punti della pista. Questo ha snaturato il concetto stesso di pole position, rendendo la prestazione pura un lontano ricordo e generando frustrazione nei piloti, specie in quelli fino allo scorso anno più abili sul giro secco.
La Roadmap: tre date per cambiare la F1
La FIA ha capito che non c’è tempo da perdere. Il comunicato traccia un percorso serrato che porterà a decisioni definitive entro la fine di aprile, sfruttando i dati raccolti sul campo che hanno evidenziato criticità non previste dalle simulazioni invernali. In questo senso, cade a fagiolo la forzata sospensione del Mondiale in questo mese, dopo la cancellazione dei gran premi in Bahrain e Arabia Saudita legata alle tensioni geopolitiche nell’area del Medio Oriente.
“Tutte le parti hanno concordato all’inizio dell’anno che questa sequenza di incontri avrebbe avuto luogo dopo le prime tre gare della stagione 2026 di F1. La programmazione è stata decisa in modo da raccogliere dati tecnici sufficienti prima di qualsiasi discussione. Nell’ambito del ciclo di discussioni collaborative, sono previsti ulteriori incontri nelle prossime due settimane. Il 15 aprile si terrà una riunione sul Regolamento Sportivo durante la quale verranno discusse le modifiche alla Sezione B necessarie per facilitare i cambiamenti tecnici. La prossima sessione tecnica si terrà il 16 aprile, durante la quale verranno seguiti i punti discussi oggi e verranno esposti nuovi argomenti.”

Questo passaggio è cruciale anche per la sicurezza. L’incidente di Oliver Bearman a Suzuka, causato da un’improvvisa decelerazione della vettura di Franco Colapinto che lo precedeva, ha acceso un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Il delta di velocità tra chi ha energia e chi l’ha esaurita è diventato un rischio inaccettabile, specialmente in circuiti veloci.
Il verdetto finale e il ruolo del WMSC
L’ultima parte della nota sottolinea la necessità di un consenso unanime prima di passare all’approvazione formale dell’organo legislativo della FIA.
“Un incontro di alto livello con la rappresentanza di tutti gli stakeholder è previsto per il 20 aprile, dove si prevede che verranno prese in considerazione le opzioni preferite proposte congiuntamente dai team tecnici e si cercherà un consenso sulla strada da seguire. I regolamenti 2026 sono stati sviluppati e concordati in stretta collaborazione con i team, i costruttori (OEM), i produttori di Power Unit, il detentore dei diritti commerciali e la FIA, tutti presenti al tavolo. È in questo spirito di collaborazione che si stanno discutendo le potenziali modifiche. Qualsiasi modifica ai regolamenti sarà soggetta al processo di approvazione del FIA WMSC (Consiglio Mondiale del Motorsport).”
La sensazione è che la F1 si trovi davanti a un passaggio obbligatorio. Le lamentele dei piloti, Max Verstappen in testa, e la preoccupazione dei costruttori per l’immagine di una categoria che sembra più lenta delle aspettative, hanno spinto la FIA a muoversi. Il 20 aprile sapremo quanto – e come – la F1 tornerà a essere una sfida di pura velocità e quanto resterà una partita a scacchi condizionata dalla gestione delle batterie.



