Aston Martin, un 2025 in sordina: nel 2026 diventerà un top team?

Gen 5, 2026

Loris Preziosa

Uno dei team verso cui c’è maggiore attesa in vista della prossima stagione è l’Aston Martin. La scuderia con sede alle porte di Silverstone ha iniziato a pizzare le basi del 2026 da parecchio tempo, costruendo in primis quello che si potrebbe definire a tutti gli effetti un ‘dream team’ a livello di organico. Prima voltare pagina però, c’è da tracciare il bilancio di una stagione che, se da un lato può essere definita come sacrificata in ottica futura, dall’altro è evidente come sia stato un campionato dai risultati altalenanti, così come le relative prestazioni. Il quadro complessivo racconta di un 2025 in cui le gare a rilento hanno prevalso sui picchi positivi, con il mancato aggancio al sesto posto in classifica costruttori, conquistato invece dagli avversari di casa Racing Bulls.

La stagione dell’Aston Martin in numeri: trend opposto fra Alonso e Stroll

Guardando ai numeri, l’Aston Martin ha chiuso il 2025 al settimo posto nella graduatoria dedicata alle squadre, a sole tre lunghezze dalla Racing Bulls. Un risultato che dopo l’ultima gara di Abu Dhabi ha lasciato un certo rammarico, soprattutto a Fernando Alonso, che ha manifestato disappunto verso quanto potuto esprimere al volante della AMR25. “È ​​uno dei peggiori piazzamenti che abbia mai ottenuto in carriera. Finire decimo nel Campionato del Mondo Piloti è orribile per me,” ha dichiarato al termine dell’ultimo GP. Un’affermazione accompagnata dalla precisazione di come, dal canto suo, non abbia nulla da recriminare sul fronte della sua guida. Infatti, lo spagnolo è il primo pilota in classifica dopo quelli dei top team (escluso Tsunoda) e dei due Williams, con il team di Grove che ha terminato al quinto posto nei costruttori, con 45 punti di vantaggio sulla sesta posizione. Ciò lascia dunque immaginare come Alonso abbia estratto probabilmente il massimo dal mezzo a disposizione, lo dimostrano anche i numeri del confronto con il compagno Lance Stroll.

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Alonso fatica all’inizio ma poi prende il largo, confronto senza storia in qualifica

Alonso ha portato punti in undici weekend per un totale di 56 lunghezze totali, contro i sette di Stroll, che ha totalizzato un totale di 33 punti. Ad accomunare le due punte però, un momento di buio nel corso della stagione. Alonso ha infatti faticato a trovare la quadra ad inizio anno, conquistando i suoi primi punti soltanto al GP di Spagna, il nono dell’anno. Da quel momento però il pilota di Oviedo ha capitalizzato quasi in ogni gara prima della sosta estiva, ad eccezione del round in Belgio. Una serie proseguita con ulteriori piazzamenti utili nell’ultimo terzo di stagione. Il suo compagno Stroll ha invece disputato una stagione dal trend inverso, conquistando punti nelle prime due gare dell’anno e ripetendosi in più occasioni nella prima metà di campionato. Ad incidere negativamente sul suo bilancio è soprattutto la seconda metà di campionato, con il lungo digiuno inaugurato a Monza e terminato soltanto ad Abu Dhabi, dove il canadese ha archiviato il suo campionato conquistando un punto.

Osservando le pure prestazioni delle due punte, non c’è confronto che tenga in termini di giro secco, dove Alonso ha rifilato un netto 24-0 nel testa a testa in qualifica, con il canadese che ha subito un distacco medio attorno ai tre decimi nell’arco dell’anno, con picchi che sono arrivati fino agli otto decimi. Meno severo, ma pur sempre marcato, il confronto in gara. In questo caso il pilota spagnolo è riuscito a prevalere 13 volte, contro le 4 di Stroll. In questo caso il pilota canadese ha rosicchiato qualcosa al compagno rispetto alla qualifica, perdendo mediamente due decimi al giro nell’arco di tutta la stagione.

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Aston Martin mai il benchmark del centro gruppo, nel 2025 soltanto picchi prestazionali

Spostando il focus sulle prestazioni della AMR25, la vettura di casa Aston Martin ha rispecchiato nel corso dell’anno quello che è il valore raccontato dalla classifica finale. Nel quadro del midfield infatti, la Williams ha prevalso per gran parte del campionato, perdendo il ruolo di benchmark soltanto in estate, in particolare fra Barcellona e Monza. In quel caso però, è stata la Racing Bulls a prevalere sui competitors di centro gruppo. Ciò dimostra come i risultati più importanti di casa Aston siano figli di picchi isolati, piuttosto che di un progresso consistente. Tracciando una media delle performance nell’arco della stagione, la scuderia verde british ha pagato complessivamente un distacco superiore ai tre decimi e mezzo rispetto alla Williams; un dato peggiore rispetto anche a Racing Bulls e Haas. Guardando ai team che si sono frapposti fra la Williams, il benchmark, e l’Aston Martin emerge inoltre come l’ultimo terzo di stagione sia stato quello più incoraggiante, con la sola Haas ad infilarsi fra le due squadre in esame. Come menzionato in precedenza, il 2025 dell’Aston Martin è stato caratterizzato da alcuni picchi, non è una sorpresa che il migliore sia stato siglato da Fernando Alonso, con il quinto posto ottenuto al GP di Ungheria. Weekend peraltro dove lo spagnolo ha stampato anche la miglior prestazione in qualifica dell’anno, con la medesima posizione in griglia. Da menzionare infine, anche il quarto posto nella Sprint Qualifying in Qatar.

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Il dream team 2026: Aston Martin diventerà un top team?

Archiviata la stagione 2025, l’Aston Martin guarda al futuro. Fra poche settimane prenderà il largo la stagione su cui il team britannico ha iniziato a puntare ormai da tempo, prima di chiunque altro. Dapprima la realizzazione di una struttura all’avanguardia, con il campus di Silverstone fortemente voluto da Lawrence Stroll e poi l’acquisizione di ‘pezzi da novanta’, al fine di creare un organico da dream team. Mr. Stroll non ha mai nascosto le sue ambizioni, sottolineando in passato che le frontiere verso il quale si è spinto hanno sempre avuto riscontri di successo. Sarà così anche in F1? Intanto, al vertice della piramide dell’Aston Martin c’è ora Adrian Newey che, oltre ad essere la penna del progetto 2026, è stato incaricato lo scorso novembre del ruolo di Team Principal. Una posizione che ha lasciato qualche punto interrogativo, dal momento che nella sua lunga carriera non ha mai rivestito posizioni manageriali. Lo scopo di questo avvicendamento è forse da considerarsi più simbolico, per evidenziare come Aston Martin abbia voluto consegnare a Newey le chiavi del team, lasciando al ‘genio della F1’ carta bianca sul fronte progettuale.

Quest’ultimo è soltanto la punta di diamante, perché Stroll ha lavorato non poco dietro le quinte negli ultimi anni, convincendo altre figure di rilievo a sposare la causa Aston Martin, strappando nomi importanti a diretti rivali, su tutti Enrico Cardile, che nel 2025 ha terminato il suo periodo di gardening post-Ferrari. Come si suol dire però, attenzione perché non è tutto oro ciò che luccica. Infatti, anche l’Aston avrà le sue incognite da fronteggiare. Una struttura completamente nuova, così come diversi partner, potrebbero richiedere un periodo di rodaggio. Non è detto infatti che tutti gli aspetti saranno già ben amalgamati sin da primo giro in pista. Il passaggio dalla motorizzazione Mercedes a quella Honda darà sin da subito i risultati auspicati? O il costruttore giapponese si troverà a dover colmare un gap, magari proprio nei confronti dell’ex-fornitore Aston? Una serie di nodi che però non sono assenti in alcun team della prossima griglia e che soltanto con l’avvento del nuovo anno potranno essere sciolti. Intanto, a Silverstone il lavoro prosegue ininterrottamente in vista di quel 2026 su cui Lawrence ha fissato l’obiettivo di diventare un top team. Sarà effettivamente così?

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