Mattinata di lavoro intensa nel box Aston Martin. Anche ieri sera gli uomini in verde si sono trattenuti più a lungo dei rivali all’interno del garage per completare l’assemblaggio delle due monoposto. I nuovi telai sono infatti arrivati soltanto nella mattinata di giovedì e questo ha costretto la squadra a svolgere in pista gran parte del lavoro che, normalmente, viene effettuato direttamente in fabbrica prima della spedizione.
Per questo motivo ieri era stato possibile osservare soltanto una parte delle novità disegnate da Adrian Newey e, ancora questa mattina, alcuni componenti risultavano mancanti. Dalla pit lane, tuttavia, iniziava a distinguersi con maggiore chiarezza le prime soluzioni tecniche della nuova Aston Martin.
In attesa di vedere la parte anteriore, che dovrebbe essere cambiata non soltanto nell’ala ma anche nelle forme del muso, è possibile osservare meglio il nuovo gruppo ala posteriore, ora completo dei flap.
Sono presenti i flap in stile Mercedes già intravisti ieri, ma ad attirare maggiormente l’attenzione è il nuovo attuatore dello Straight Mode (SM). Il tradizionale elemento utilizzato finora lascia spazio a una soluzione molto più sottile e articolata, probabilmente anche più leggera, frutto del lavoro di alleggerimento portato avanti su numerosi componenti della monoposto.
Le pance non sono ancora completamente visibili. Ieri si è però notato come l’inlet fosse stato modificato, pur mantenendo la filosofia originaria Aston Martin, con il labbro inferiore allungato e rialzato per generare un marcato sottosquadro sopra il fondo.
Il cambiamento più significativo riguarda però il componente aerodinamico principale della vettura: il fondo. Si nota una floor board che mantiene una filosofia simile a quella McLaren, con un grande elemento verticale a forma di “vela”, anziché i classici elementi singoli e rettangolari utilizzati, ad esempio, dalla Ferrari. In questo caso la soluzione risulta meno sviluppata in altezza e più estesa longitudinalmente, assumendo una forma maggiormente rettangolare. Sono inoltre presenti due elementi orizzontali collegati al fondo tramite rinforzi in alluminio.
Un’altra novità interessa la zona davanti alle ruote posteriori, una delle aree più sensibili dal punto di vista aerodinamico e sulla quale tutti i team stanno concentrando gran parte dello sviluppo. Anche Aston Martin adotta le ormai diffuse aperture nella parte terminale del fondo. Il disegno, rispetto a quello visto sulle monoposto concorrenti, appare però ancora piuttosto semplice e prevede una sola lunga apertura supplementare nella parte più interna del bordo del fondo, immediatamente a ridosso del diffusore.
Credits: Tomasz Mroz



