Aston Martin tra emergenza batterie e nuovi aggiornamenti: soluzioni innovative di Newey su ala e fondo

Mar 6, 2026

Piergiuseppe Donadoni

Il weekend del Gran Premio d’Australia 2026 non è iniziato nel migliore dei modi per Aston Martin. Dopo appena una sessione di prove libere, il team di Silverstone si trova già a fare i conti con nuovi interrogativi sull’affidabilità della propria monoposto, nonostante Honda abbia introdotto alcuni correttivi (che stanno funzionando) ai pesanti problemi di vibrazioni emersi sin dallo shakedown di Barcellona.

Nella prima sessione di prove libere Fernando Alonso non è nemmeno riuscito a scendere in pista. Secondo quanto spiegato dal team principal Adrian Newey, lo stop è stato causato da “un problema di comunicazione tra la batteria e il sistema di gestione della power unit”. Lo spagnolo ha poi preso parte alla seconda sessione completando 18 giri, ma con prestazioni molto lontane dal resto del gruppo: il distacco finale è stato infatti di quasi cinque secondi, frutto anche di una power unit Honda fortemente depotenziata, con una perdita stimata di 100 CV rispetto agli altri motoristi.

Aston Martin a corto di batterie, preferirebbe non correre in Australia?

Dopo le prime dichiarazioni rilasciate nelle ore precedenti, Adrian Newey è tornato sull’argomento nella tradizionale conferenza stampa del venerdì dedicata ai team principal, chiarendo ulteriormente la natura dei problemi. I guasti registrati a Melbourne non sarebbero infatti direttamente legati alle forti vibrazioni emerse nei test invernali, bensì a un nuovo inconveniente tecnico relativo all’interazione tra la batteria Honda e il sistema elettronico di gestione della vettura.

La situazione è resa ancora più delicata dal numero estremamente limitato di componenti disponibili. Aston Martin era arrivata in Australia con quattro batterie, ma due di queste hanno evidenziato problemi di funzionamento e comunicazione con il sistema di controllo. Di conseguenza, al momento il team dispone soltanto di due unità operative, entrambe già installate sulle monoposto.

Newey non ha nascosto la preoccupazione per lo scenario che si è creato già alla prima uscita stagionale. L’assenza di ricambi immediatamente disponibili rappresenta infatti l’aspetto più critico: Honda non ha altre batterie pronte da spedire a Melbourne per questo weekend, rendendo ogni ulteriore guasto potenzialmente decisivo per la partecipazione alla gara. “Speriamo di riuscire a portare entrambe le vetture fino alla gara, ma in questo momento è difficile fare previsioni”, ha spiegato l’ingegnere inglese.

All’interno del team, tuttavia, non verrebbe considerata una vera tragedia l’eventualità di rinunciare alla corsa qualora la situazione tecnica lo imponesse. A Silverstone, infatti, la priorità sembra essere la salvaguardia dei pochissimi componenti disponibili, evitando ulteriori danni che potrebbero complicare pesantemente l’inizio di stagione.

Newey evolve la AMR26 ma non riuscire a percorrere giri sta limitandone la comprensione

In questo contesto, anche alcune dichiarazioni relative ai disagi fisici accusati dai piloti a causa delle forti vibrazioni della AMR26 potrebbero essere state enfatizzate, nel tentativo di attirare l’attenzione della FIA e aprire la strada a un eventuale intervento della Federazione per motivi di sicurezza lato motore. Non è escluso inoltre che il team stia provando ad accelerare la possibilità di omologare nuovi componenti, soprattutto considerando che la cancellazione dei Gran Premi di Bahrain e Jeddah potrebbe far slittare di alcune settimane l’apertura del primo periodo utile (ADUO) per gli aggiornamenti al proprio motore.

Nel frattempo lo sviluppo della AMR26 prosegue, anche se il chilometraggio estremamente limitato sta rallentando la comprensione della monoposto. Parallelamente Honda sta lavorando per rivedere i sistemi di bilanciamento e smorzamento della power unit, interventi che richiederanno però modifiche progettuali profonde e che difficilmente potranno essere introdotti nel breve periodo. Secondo alcune fonti interne al paddock, il costruttore giapponese potrebbe aver bisogno di almeno due o tre mesi di lavoro prima di trovare una soluzione definitiva, con la concreta possibilità che Aston Martin debba affrontare le prime sette-dieci gare della stagione in evidente difficoltà.

Nonostante ciò, a Melbourne sono già comparsi i primi aggiornamenti aerodinamici. Sulla AMR26 è stata infatti introdotta una nuova ala anteriore che riprende alcuni concetti già visti sulla vettura di Silverstone nel 2024.

La novità più interessante riguarda però il fondo. Newey e il suo gruppo di progettazione hanno scelto di abbassare l’ingresso del fondo piatto per liberare spazio all’interno del volume regolamentare consentito. Questa soluzione ha permesso di inserire due evidenti deviatori di flusso, progettati per aumentare l’effetto outwash, ovvero il deflusso dell’aria verso l’esterno della vettura. L’obiettivo è migliorare la gestione della scia turbolenta generata dagli pneumatici anteriori, spingendo il flusso lontano dalla parte centrale della vettura. Un intervento particolarmente importante per la AMR26, che presenta un undercut estremamente pronunciato nella zona inferiore delle pance. Proprio questa caratteristica impedisce alle fiancate di svolgere in maniera efficace il ruolo di deviatori naturali del flusso verso l’esterno, rendendo quindi necessario un lavoro più sofisticato nella zona del fondo.

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