Il weekend del GP Ungheria era molto importante per l’Aston Martin, in quanto segnava il debutto dell’attesa versione ‘B’ dell’AMR26. I 16 componenti aggiornati portati al debutto a Budapest hanno dato riscontri positivi, sia per quanto riguarda la correlazione sia per quanto il confronto con gli altri team. Fernando Alonso è tornato a disputare il Q2 in qualifica e in gara ha chiuso quattordicesimo, alle spalle del compagno di squadra Lance Stroll ma battendo le scuderie di bassa classifica che nelle ultime gare aveva visto solo al via e mettendosi alle spalle anche l’Alpine di Franco Colapinto. Un weekend incoraggiante per lo spagnolo e che potrebbe avere ripercussioni positive anche sulla sua decisione di proseguire o meno anche nel 2027.
La rinascita dell’AMR26 ‘B’ e la lotta a centro gruppo
Nonostante la quattordicesima posizione finale non regali punti iridati, l’appuntamento di Budapest ha mostrato incoraggianti segnali di ripresa per Alonso grazie al debutto della versione ampiamente rivista della monoposto di Silverstone: “È stato un bel passo avanti per noi questo fine settimana, sia in qualifica che in gara. Rappresenta una base solida su cui costruire quando rientreremo dalla pausa estiva. La vettura si è comportata bene in corsa e siamo stati in grado di lottare con chi ci stava intorno, il che è stato fantastico dopo alcuni weekend davvero difficili” ha sottolineato con soddisfazione il pilota della Aston Martin, tornato a battagliare a centro gruppo dopo che nelle ultime gare le due AMR26 erano state rapidamente staccate anche dai team di bassa classifica.

Le buone sensazioni emerse dal tracciato dell’Hungaroring confermano la bontà della correlazione dei dati tra la galleria del vento e la pista, aprendo prospettive diverse per il prosieguo del campionato: “Quello che abbiamo visto in Ungheria è più o meno ciò che ci aspettavamo, la correlazione è buona e le prestazioni sono migliorate. Chiaramente è ancora presto perché questa macchina è nuova e si basa su un concetto differente, ma arriverà dell’altro in termini di assetto e ottimizzazione. Continueremo a spingere e vedremo come si evolveranno le cose a Zandvoort” ha analizzato il due volte campione del mondo.
La collaborazione con Honda e la risoluzione dei guai al motore
In vista del rientro in pista dopo la sosta estiva, lo sguardo di Alonso è già rivolto agli imminenti sviluppi legati alla Power Unit fornita dal costruttore nipponico: “Siamo una squadra e lavoriamo insieme, conosciamo le nostre debolezze e cerchiamo di aiutarci a vicenda. Honda ha colmato alcune delle carenze della vettura all’inizio dell’anno e ora, con questo nuovo telaio, vogliamo dare il massimo contributo sulla costanza e sull’erogazione. Lavorano a stretto contatto con il reparto software di Aston Martin. La strada da fare è ancora lunga e speriamo che questo sia solo il primo passo per permettere a entrambe le strutture di acquisire fiducia in ciò che stanno facendo. Contare anche sul loro aggiornamento di motore sarà un test interessante per capire dove siamo e per cosa ci permetterà di lottare” – ha aggiunto l’asturiano lanciando un messaggio di stimolo ai tecnici della casa giapponese.

Credit: Tomasz Mroz
Infine, il veterano di Oviedo ha rassicurato sulle anomalie motoristiche che avevano destato preoccupazione durante le prove libere di venerdì: “Sabato mattina le vibrazioni sono state del tutto risolte. Abbiamo sostituito la Power Unit con un’unità più fresca: si trattava forse di un motore ormai a fine vita utile che ha creato qualche grattacapo sul finale, ma poi le cose sono andate bene per il resto del fine settimana” – ha concluso Alonso.



