Antonelli: “In qualifica non riesco ancora a mettere tutto insieme: è questione di esperienza”

Lug 2, 2026

Luca Manacorda, Mattia De filippi

Dopo l’amaro ritiro di Barcellona, Kimi Antonelli ha vissuto un weekend complicato anche in Austria, chiuso comunque con un terzo posto prezioso in ottica lotta per il titolo Mondiale. Nel giovedì di Silverstone, il giovane italiano ha analizzato gli aspetti che gli hanno impedito di lottare per la vittoria al Red Bull Ring, spiegando qual è il suo approccio a questa stagione che ha visto inevitabilmente aumentare la pressione su di lui dopo le cinque vittorie consecutive ottenute tra Cina e Monte Carlo.

La gestione della pressione e l’inizio di stagione

L’eccezionale prima parte di stagione, con risultati sopra alle aspettative, ha richiesto una gestione differente del carico mentale: “Non mi aspettavo un inizio di stagione così solido, ma non posso certo lamentarmi – ha ammesso Antonelli – L’obiettivo ora è mantenere questo livello e continuare a alzare l’asticella. La pressione è indubbiamente aumentata, ma la considero una grande opportunità per dimostrare il mio valore proprio nel momento in cui la pressione si fa sentire“.

L’approccio ai weekend di gara rimane focalizzato sulla singola sessione, evitando condizionamenti legati alla classifica generale: “Cerco di concentrarmi gara per gara, senza guidare con il pensiero fisso al campionato o ad altri fattori esterni. L’importante è dare il massimo in pista, poi a fine anno tireremo le somme e vedremo dove saremo arrivati“.

La gestione della crescita tecnica del pilota da parte della Mercedes mantiene una linea di continuità con il passato: “Il rapporto con Toto Wolff è rimasto lo stesso e il suo modo di gestirmi non è cambiato. Certamente la relazione si evolve, ma la sostanza è identica. Ad esempio, dopo l’incidente che ho avuto quest’anno in Australia (nelle FP3, ndr), Toto era subito lì nel box a supportarmi per evitare che la mia fiducia calasse, esattamente come faceva l’anno scorso nei momenti difficili. La struttura del team e la mia famiglia mi aiutano a rimanere con i piedi per terra e a mantenere il focus sull’obiettivo finale quando rischiamo di perdere la direzione” ha raccontato Antonelli.

I problemi incontrati in Austria e la lezione imparata

Il fine settimana al Red Bull Ring ha confermato l’ottimo ritmo di Antonelli sul passo gara, ma è stato compromesso da alcune criticità riscontrate nelle prime fasi della corsa: “In Austria avevamo probabilmente il passo migliore in assoluto, come dimostrato dalla competitività espressa nel secondo e nel terzo stint. La rimonta effettuata dopo i problemi iniziali è stata positiva, ma purtroppo non è bastata. Ho pagato il fatto di essere arrivato troppo tardi nelle posizioni di vertice” ha analizzato il pilota della Mercedes.

I problemi principali per Antonelli si sono concentrati nei primi due giri e nella gestione dei freni, aspetto su cui lo abbiamo sentito più volte lamentarsi via radio: “Nei primi due giri ho perso troppo terreno e la posizione in pista a favore di Max Verstappen, un fattore tutt’altro che ideale per lo sviluppo della corsa. Inoltre, ho faticato molto con i freni per tutto il primo stint. Successivamente sono riuscito in qualche modo a gestire il problema e a guidarci sopra per il resto della gara, ma la difficoltà nell’attaccare le staccate mi ha fatto perdere una quantità significativa di tempo. Perdere quella posizione nei confronti di Max ha cambiato radicalmente la fisionomia del mio Gran Premio; se l’avessi mantenuta, la storia sarebbe stata diversa“.

Una gara in cui non fila tutto liscio può essere comunque di grande insegnamento per un ragazzo che non ha ancora compiuto 20 anni: “Da questa esperienza porto a casa la lezione che, in situazioni simili, devo mantenere una maggiore calma e ottimizzare il passo a disposizione in modo più strategico“.

Costanza sul passo gara e ottimizzazione della qualifica

Come si è visto anche al Red Bull Ring, il rendimento sulla lunga distanza si sta confermando come il principale punto di forza della W17 e di Antonelli, a fronte di una qualifica ancora da registrare perfettamente: “Il mio passo gara quest’anno si sta dimostrando decisamente consistente. In qualifica abbiamo fatto un buon passo avanti rispetto allo scorso anno, ma capita ancora che io non riesca a mettere insieme tutti gli elementi nel giro secco” ha sottolineato l’italiano.

L’analisi si è spostata poi sugli errori di interpretazione degli pneumatici e dell’evoluzione del tracciato negli ultimi appuntamenti: “A Barcellona ho cercato di estrarre troppo dalla gomma nelle prime curve, arrivando nella seconda parte del giro senza più aderenza e con gli pneumatici finiti. A Spielberg, invece, è successo l’esatto contrario in Q3: non ho spinto abbastanza. C’era stata un’importante evoluzione della pista con un livello di grip molto più elevato, e in quell’occasione ho parzializzato troppo il gas, fornendo una prestazione inferiore al potenziale. È una questione di esperienza”.

Antonelli

Ottimizzare la prestazione in qualifica può essere un obiettivo a medio termine per Antonelli, che sa di poter contare sulla forza in gara per recuperare anche partendo un po’ indietro: “Aver vissuto queste situazioni mi permetterà di gestirle meglio qualora si ripresentassero. La consapevolezza della forza del nostro passo gara, come visto a Barcellona e a Spielberg, mi dà la fiducia di poter rimontare anche quando non scatto dalla prima fila. Voglio assicurarmi che in ogni condizione io riesca a estrarre il massimo dalla vettura, anche quando il feeling non è perfetto o le condizioni ambientali sono complesse“.

Regolamento sportivo: penalità per bandiere gialle e rosse in qualifica

In Austria si è tornato a parlare della gestione delle bandiere gialle in qualifica e degli incidenti nei minuti finali, complice l’incidente di Max Verstappen che ha condizionato l’ultimo tentativo di quasi tutti i piloti. In merito alla proposta di introdurre una penalità in griglia per chi provoca bandiere gialle o rosse durante la qualifica, la posizione di Antonelli è legata alla volontarietà dell’azione: “Credo che una sanzione debba essere applicata solo se viene accertata l’intenzionalità del gesto. Se si tratta di un errore di guida o di un guasto meccanico, non penso sia corretto implementare delle penalità“.

Verstappen Austria

 

L’analisi dell’episodio avvenuto nell’ultimo weekend supporta questa visione: “In Austria Max stava spingendo al limite assoluto, ha perso la vettura ed è andato lungo. Non c’era motivo di penalizzarlo per questo, stava solo cercando il limite. Eravamo tutti e tre vicinissimi a lottare per la pole position, io, George e lui. Ovviamente ci sono stati casi in passato, come a Monaco, dove i piloti sono andati dritti intenzionalmente per creare confusione o provocare una bandiera gialla; in quelle specifiche circostanze la penalità è sacrosanta. Ma se l’errore commesso è figlio della ricerca del limite, o se parliamo di un problema tecnico, non ha senso punire il pilota“.

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