Il fine settimane del Qatar è stato animato da alcune notizie rilevanti come la nomina di Adrian Newey a nuovo Team Principal dell’Aston Martin per la prossima stagione e soprattutto la squalifica delle due McLaren dal Gran Premio di Las Vegas, con un impatto diretto sulla classifica mondiale. Inoltre è un tema molto caldo quello delle regole di ingaggio con una riunione che si è tenuta nella serata di ieri tra tutti i piloti e la Race Commission per discutere di ciò che è consentito fare o meno in pista. In merito ad alcuni di questi argomenti si è espresso anche Alexander Albon, durante il media day nel Giovedì di Lusail.
A due gare dalla fine, al pilota Williams è stato chiesto un bilancio sul suo momento negativo e le differenze da inizio stagione, con il momentum che sembra essersi ribaltato con il compagno di squadra, Carlos Sainz. “Io non sto facendo nulla di diverso. Non penso sia cambiato però qualcosa. Monza e Zandvoort sono stati buone prestazioni. Ad Austin e in Messico ho avuto alcuni problemi che però ci ha portato a capire alcune cose sulla macchina. Brasile non era una pista favorevole a noi e a Las Vegas ho fatto un errore io. A volte ci sono state anche alcune scelte strategiche che non hanno funzionato. Ora punto ad avere un weekend pulito“
Formula 1 alla ricerca di consistenza nelle decisioni, ma non sempre è possibile ottenerla
Ci sono due grandi macroaree di discussioni riguardo i controlli, le penalità e il modo in cui la FIA o la direzione gara interviene. Il primo è quello riguardante un’irregolarità tecnica, come successo nell’ultima gara con McLaren. Il thailandese ha detto di non concorda con il pensiero di Andrea Stella che chiede una proporzionalità della pena in casi come questi. “Con queste Formula 1 ogni millimetro conta e può fare la differenza nelle prestazioni. Gli errori possono capitare”. Il pilota Williams spiega come sia complicato con questa generazione di vettura centrare il giusto setup anche a causa di un’estrema sensibilità su determinati fattori, soprattutto quando ci sono weekend Sprint o, come a Las Vegas, l’impossibilità di svolgere delle sessioni di prove pulite. “Queste regole sono molto difficili. Noi dobbiamo deliberare il setup delle auto considerando anche il vento che potremo trovarci il giorno della gara. Averlo frontale porterà la macchina a schiacciarsi e avere porpoising e quindi devi fare degli aggiustamenti. Devi avere sempre un approccio safe però poi puoi finire nel pentirti a fine weekend quando vedi che non hai usurato per niente la tavola e potevi osare un po’ di più”

Alexander Albon quindi sembra concordare nel non lasciare troppa tollerazione in questi termini a possibili infrazioni. A questo però ha aggiunto un’altra riflessione. “Mi piacerebbe che tutte e 20 le auto fossero controllare ogni gara e non con il sistema randomico che usiamo adesso, lo troverei più corretto”. Il pilota Williams ha anche detto che togliere i limiti all’usura dello skid o modifiche di questo tipo porterebbe tutti ad abbassare le macchine e andare poi alla ricerca di altre soluzioni, più o meno ‘illegali’ per guadagnare performance. Un aspetto interessante detto da Albon riguarda il 2026 e le auto di nuova generazione “Sentiremo parlare molto meno di altezze da terra, ma rimarranno un fattore. Si cercherà comunque, davanti o dietro, di stare più vicini possibili all’asfalto”. Se a livello tecnico le discussioni devono essere abbastanza limitate, sugli incidenti di gara Albon pensa che la situazione possa migliorare e che la F1 abbia bisogno di più consistenza e, forse, meno regole. Albon ammette di essere probabilmente più critico di altri perché colpito, a suo dire, da una penalità ingiusta “però apprezzo la posizione della FIA e della direzione gara che vuole discuterne. Probabilmente anche loro si sono resi conto che sta diventando un problema e vogliono aprire una discussione per trovare soluzioni per il futuro”

L’ex pilota Red Bull è arrivato preparato in conferenza, vista la discussione che poi si sarebbe tenuta la sera, portando diversi esempi di come a Las Vegas ci sia stata una mancanza di consistenza nelle decisioni dei giudici di gara. “In partenza Liam (Lawson) colpisce Oscar (Piastri) andando al bloccaggio, ma è fortunato che in quel momento vi era solo una macchina in curva vicino a lui. Gabriel è partito più indietro ed è partito bene, trovandosi bloccato però da altre macchine, ed era ugualmente senza controllo della macchina ma è arrivato all’incidente ed avrà una penalità qui in Qatar, facendo però una cosa simile a quanto fatto da Lawson. Penso non ci sia consistenza nemmeno su un fattore di causa-effetto. Io ho avuto 5 secondi di penalità per un contatto con Hamilton in gara: io ho rotto l’ala anteriore, lui avrà perso forse 3 decimi in tutta la gara“. Il pilota Williams sottolinea anche come sia da chiarire quanto sia concesso fare in partenza e che forse c’è anche una disparità grande in questo senso “In partenza c’è una tolleranza abbastanza grande, a meno che tu non abbia un grosso incidente”.

Non è il primo pilota e probabilmente non sarà l’ultimo a lamentarsi di un eccessiva regolamentazione che la FIA vuole fare, che però probabilmente è anche alla base di alcune polemiche nate in questa stagione (e non solo). “E’ impossibile avere regole strette su ogni cosa: dov’è la macchina rispetto all’altra, chi ha diritto di traiettoria un curva, quanto puoi spingere fuori pista, lo spazio da lasciare. E’ come avere una regola per quando vai in curva ma per me questo non è veramente correre, almeno nella mia testa”. Albon spiega che queste tante regole a volte creano solo confusione, perché una spiega l’altra o copre zone grigie di un’altra, che però poi alla fine sono anche interpretabili e cambiano in base al contesto e al momento. “Siamo cresciuti in Karting, poi Formula 4, Formula 3 e Formula 2. Come piloti sappiamo cos’è pulito e cos’è sporco e cos’è al limite, almeno secondo il mio modo di vedere”. Secondo il pilota thailandese in passato c’erano meno regole, meno punti interrogativi “Charlie diceva la sua visione dell’incidente, tutti dicevano ok e si andava avanti. Funzionava più o meno così, penso. E vorrei si seguisse quella strada lì. Vuoi fare la manovra rischiosa? Aggressiva? Sporca? Va bene, sta a te prenderti il rischio di fare una manovra di quel tipo“



