Alonso-Sainz: corrida a Madrid e scambio di accuse, ma gli steward danno ragione a Fernando

Set 16, 2026

Luca Manacorda

Il weekend del GP Spagna è stato decisamente da dimenticare per Carlos Sainz. Lo spagnolo, ambasciatore del circuito Madring che sorge nella sua città natale, sabato ha dovuto incassare l’eliminazione nel Q1 e una retrocessione di tre posizioni sulla griglia di partenza per impeding ai danni di Valtteri Bottas, mentre domenica è stato costretto al ritiro dopo una gara già compromessa da diversi episodi sfavorevoli. Tra questi, quello che ha fatto più rumore è stato il contatto con l’Aston Martin di Fernando Alonso: quest’ultimo non ha avuto parole tenere verso il connazionale, né via radio né nelle dichiarazioni ai media, ma nella disputa ha visto gli steward dargli ragione. I commissari hanno infatti ritenuto Sainz colpevole dello scontro, penalizzandolo di 5 secondi: sull’episodio, i due protagonisti hanno mantenuto una visione molto differente.

Le accuse di Alonso: “Mi ha ‘strangolato’, a 340 km/h preferisco restare vivo”

L’episodio che ha segnato la gara dei due piloti di casa è arrivato al 13° giro della prima storica edizione del Gran Premio sul nuovo circuito di Madrid. Prima dell’ingresso della chicane che porta al primo tunnel, Alonso e Sainz sono arrivati appaiati ad alta velocità, con un contatto sfiorato e poi consumato sul filo dei millimetri. La reazione del pilota dell’Aston Martin è stata immediata e durissima già nei team radio con il muretto: “Me ha estrangulado! (Mi ha strangolato). In partenza ha urtato due persone; poi, in frenata, mi ha stretto contro il muro“, ha protestato caldamente l’asturiano, spingendo per una penalità nei confronti del connazionale.

A bocce ferme e a gara conclusa, Alonso ha rincarato la dose senza ammorbidire i toni davanti ai microfoni: “A 340 km/h preferisco che nessuno mi stringa contro il muro: a fine gara preferisco essere vivo“, ha dichiarato piccato il due volte campione del mondo. Reagendo a chi gli chiedeva del “contatto tra i due spagnoli”, Alonso ha voluto precisare la dinamica: “Io non ho toccato nessuno, ero a un centimetro dal muro e qualcuno è arrivato e mi ha mandato a muro a 340 km/h. Sfortunatamente Carlos mi ha colpito e questo ci ha costretti a rientrare ai box per sostituire l’ala anteriore. La FIA gli ha comminato una sanzione e credo che la decisione presa dai commissari sia stata del tutto corretta“.

La risposta di Sainz: “È la natura di quella curva. Si è lamentato via radio per farmi penalizzare”

Di umore opposto la ricostruzione fornita da Sainz, che ha affrontato la questione puntando il dito sulla conformazione del tracciato cittadino più che sulle singole manovre d’attacco o di difesa: “La verità è che non c’è molto da dire – ha esordito il madrileno della Williams – È la natura stessa di quella curva quando pieghi a destra: credo che si sia lamentato via radio per fare in modo che mi penalizzassero, come succede sempre in questi casi“.

Sainz

Analizzando nel dettaglio l’azione tecnica alla chicane, il pilota numero 55 ha chiarito la difficoltà nell’evitare l’ostacolo: “In un punto simile ci sarà sempre questo tipo di contatti perché c’è spazio soltanto per una vettura, non per due. Non puoi guardare nello specchietto mentre stai curvando, impostare una curva a destra e poi subito una a sinistra, devi per forza guardare avanti. E comunque non credo che Fernando fosse al mio fianco“.

Per Sainz si è trattato del finale amaro di una domenica iniziata subito in salita. Alla partenza il madrileno era stato autore di uno spunto aggressivo nel tentativo di recuperare posizioni, ma arrivato al bloccaggio delle ruote anteriori in curva 1 era finito a contatto con la vettura di Yuki Tsunoda (il contatto citato maliziosamente da Alonso nel suo messaggio radio). Un urto leggero che gli ha causato un calo di carico aerodinamico condizionandone il passo fino al ritiro definitivo, arrivato al termine di una corsa passata a remare nelle retrovie e segnata dalla successiva penalizzazione per l’incidente con Alonso.

L’interpretazione degli steward: Sainz si è spostato in frenata

L’interpretazione data dagli steward del GP Spagna dà ragione alla lamentela di Alonso. Dopo aver esaminato i filmati, i dati della telemetria e le riprese onboard, i commissari hanno ritenuto responsabile Sainz in quanto la sua Williams si sposta in fase di frenata. Una manovra da bandiera bianco-nera, ma il contatto e il danno sull’ala dell’Aston Martin hanno portato ai 5 secondi di penalità.

Questa l’analisi degli steward: “La vettura 14 (Alonso, ndr) si stava avvicinando alla vettura 55 (Sainz) in prossimità di curva 5 ed era in fase di affiancamento quando la vettura 55 si è spostata verso il bordo destro della pista dopo l’inizio della fase di decelerazione, provocando un leggero contatto tra le due auto. I commissari hanno stabilito che la vettura 55 ha cambiato traiettoria in frenata e avrebbe dovuto lasciare più spazio alla vettura 14 all’esterno. La sanzione standard prevista per il cambio di traiettoria in frenata è l’esposizione della bandiera bianconera; tuttavia, tenendo conto dell’avvenuto contatto tra le due vetture, i commissari hanno deciso di infliggere una penalità in tempo“.

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