Monza ha lasciato l’amaro in bocca a molti tifosi della Ferrari, tra l’incidente di Leclerc e una SF-26 che non è riuscita a inserirsi nella lotta per la vittoria. Eppure, dietro le prestazioni non esaltanti mostrate in pista, si nasconde un dato che va in direzione opposta rispetto alle critiche: l’aggiornamento del motore ADUO 2, portato a Monza, ha dato esattamente ciò che il team sperava e senza quello sarebbe stata una Monza ancora peggiore, soprattutto in qualifica, mentre diverrà un’arma ancora più interessante su altre tipologie di piste. Il problema, semmai, è che il gap di partenza era troppo ampio per essere colmato con il secondo aggiornamento motoristico portato in pista dal team di Maranello.
Un gap di partenza tra il 6 e l’8%: perché non si poteva pensare di azzerarlo
I risultati FIA emersi a Montecarlo per quanto riguarda le prestazioni dei vari motori endotermici erano stati chiari, per chi se li fosse dimenticati: la differenza tra l’ICE Ferrari e quello Mercedes era compreso tra il 6 e l’8%, in termini di CV tra i 35 i 40 CV, un divario tutt’altro che trascurabile in un regolamento che ha reso il motore ancora più centrale rispetto al passato. Come avevamo anticipato, il passo in avanti della nuova specifica di motore della Ferrari non avrebbe colmato il gap con il motore Mercedes, piuttosto avvicinarsi pur restando ancora distante. E nel post gara è arrivata la conferma diretta di Vasseur: “Non ci aspettavamo di colmare il divario con ADUO 1 e ADUO 2”, ha dichiarato, per poi aggiungere: “Certo, l’obiettivo è colmare il divario il più rapidamente possibile. Ma non mi aspettavo di colmare il divario con la Mercedes in due mesi“.

Credit: Tomasz Mroz
Un’ammissione che ridimensiona le attese dei tifosi e della stampa più impaziente, ma che restituisce un quadro più onesto di quanto complesso sia il lavoro sulla power unit in questo nuovo ciclo regolamentare. “Questo processo di sviluppo del motore richiede un’eternità. Non è come il telaio, quello si può aggiornare da un giorno all’altro”, ha spiegato, sottolineando come i tempi di consegna dei componenti e il tetto di spesa rendano ogni passo avanti lento e costoso, con un motore molto più rinnovato che arriverà solo all’inizio del 2027.
A Monza pesava ancora un deficit di circa 20 CV: cosa sarebbe potuto succedere con un’esecuzione migliore
Chiaramente Monza si sapeva potesse essere un weekend complicato per la Ferrari, lo sapevano anche internamente visto che il motore con ADUO 2 pagherebbe ancora un deficit stimato in poco meno di 20 CV nei confronti della Mercedes. Tuttavia, a Maranello si aspettavano di ottenere un risultato migliore del sesto posto. Con una migliore esecuzione da parte del team, Hamilton avrebbe potuto lottare maggiormente con le McLaren e forse stargli anche davanti? Il weekend sarebbe stato molto meno negativo e più in linea con le aspettative visto che le Mercedes erano chiaramente le favorite assolute del weekend, ne erano piuttosto certi gli uomini di Brackley, con gli altri tre team a contendersi le successive posizioni, visto che la pista di Monza era nuovamente favorevole anche alla Red Bull.

Credit: MAteusz Mróz
Tuttavia, ancora una volta, Ferrari ha commesso troppi errori nelle scelte fatte; dalla troppa aggressività di entrambi i piloti in partenza, al grave errore di Leclerc in Parabolica, a delle scelte tra la neutralizzazione della gara e soprattutto alla Virtual Safety Car con Hamilton che possono non aver ottimizzato il risultato. Il quadro che emerge dopo Monza, quindi, non è quello di un motore ADUO 2 che non funziona o ha dato meno del previsto, piuttosto, ci ha mostrato nuovamente quanto sia stato negativo il lavoro invernale lato motoristico, a cui i lettori di AutoRacer erano ben preparati, e soprattutto di un team che negli ultimi Gran Premi è andato più volte in confusione nella gestione della gara, non riuscendo spesso ad ottimizzare il fine settimana; un qualcosa che nella prima parte di stagione avveniva meno spesso e i risultati, avversari permettendo, erano globalmente migliori.



