Il debutto della Formula 1 sul nuovo circuito di Madrid rappresenta una delle grandi incognite di questo mondiale. In quest’ottica, Pirelli ha già potuto raccogliere diversi dati grazie ai test effettuati sul Madring con la Formula 3, attività che ha permesso di analizzare anche una delle variabili più importanti per gli pneumatici: l’asfalto.
“Abbiamo raccolto molte informazioni. Siamo andati lì anche per misurare la pista, perché è ovviamente molto importante caratterizzare la rugosità dell’asfalto, che rappresenta un fattore importante dal punto di vista degli pneumatici”, ha spiegato Simone Berra da Monza. Il tecnico Pirelli ha descritto una superficie “piuttosto liscia, come ci si aspetta normalmente da un asfalto nuovo”, evidenziando però anche “un livello di bitume piuttosto alto”.
Prima dei test è stata effettuata una pulizia con getti d’acqua ad alta pressione, che ha contribuito a rimuovere parte dello strato superficiale e ad aumentare il grip: “Questo ha aiutato molto a rimuovere questo strato di bitume e ad aumentare il livello di aderenza”. Le condizioni della pista potrebbero però cambiare leggermente prima dell’arrivo della F1. “Ci aspettiamo che la pista sia in condizioni leggermente peggiori, perché nei prossimi giorni un po’ di polvere si depositerà e il livello di grip diminuirà leggermente. Ma ci aspettiamo di iniziare il weekend in condizioni molto buone”.
La Monumental più severa di Zandvoort

La vera sfida del Madring sarà però la Monumental, la lunga curva sopraelevata che potrebbe diventare uno dei punti più impegnativi dell’intero calendario per gli pneumatici. Secondo Berra, il confronto con Zandvoort è inevitabile, ma il nuovo circuito spagnolo potrebbe essere ancora più severo: “È più severa di Zandvoort, posso dirvelo”.
La differenza riguarda soprattutto la durata della curva e il livello di energia trasferito alle gomme. “Zandvoort è limitata dalla potenza e, anche in termini di durata, è inferiore. In generale, se consideriamo la pura energia che la curva trasferisce agli pneumatici, è maggiore”. Il dato fornito da Pirelli è particolarmente significativo: “Parliamo di un’energia superiore del 20-30% rispetto al riferimento”. La Monumental sarà quindi una curva nella quale il limite verrà determinato soprattutto dall’aderenza, più che dalla potenza della monoposto: “È una curva molto lunga, limitata dal grip e non dalla potenza. Saranno al limite”.
I piloti potranno inoltre cercare approcci differenti: “Possono anche provare linee diverse”. Le sollecitazioni saranno quindi elevate e coerenti con le analisi Pirelli che hanno inserito Madrid tra i circuiti potenzialmente più severi per le gomme, al pari di piste come Silverstone e Spa-Francorchamps.
GP Madrid: Muri vicini, temperature alte e scelta C2-C3-C4

La conformazione del Madring potrebbe inoltre favorire una gara movimentata. Le barriere sono vicine in diversi punti e già durante i test con la Formula 3 non sono mancate le interruzioni. “I muri sono piuttosto vicini. Abbiamo avuto molte bandiere rosse durante il test, con molte interruzioni”, ha raccontato Berra.
Per questo il tecnico Pirelli non esclude incidenti e Safety Car durante il weekend: “È considerato un normale circuito cittadino, come Singapore. Non sarei sorpreso di vedere incidenti o interruzioni sia durante le prove libere sia durante la gara”. Nonostante le temperature elevate attese a Madrid, Pirelli non considera invece particolarmente preoccupante la gestione termica degli pneumatici durante eventuali neutralizzazioni: “Non penso che le temperature saranno un problema”.
Anche l’energia sviluppata dal circuito dovrebbe aiutare a mantenere le gomme nella finestra di funzionamento: “Mi aspetterei comunque che, in caso di interruzioni o Safety Car, mantenere la temperatura degli pneumatici non sarà un grosso problema”. Per Madrid è stata scelta la terna centrale C2, C3 e C4, quindi Hard, Medium e Soft, escludendo la più dura C1. “La C2 potrebbe faticare un po’ di più, ma considerando le temperature e la natura del circuito, non penso che sarà un grosso problema”.
Resta invece ancora prudenza sul degrado: “Per quanto riguarda il degrado o i numeri, è ancora un po’ presto. Vorremmo effettuare nuovamente alcune simulazioni più specifiche la prossima settimana”. Il primo Gran Premio sul Madring dovrà quindi fornire le risposte definitive, ma le premesse sono già molto chiare: la Monumental potrebbe essere una delle curve più dure dell’anno per gli pneumatici.



