Il nuovo appuntamento inserito nel calendario della F1 a partire da quest’anno inizia a svelarsi concretamente. Oggi Carlos Sainz ha completato i primi giri assoluti sul circuito di Madrid, denominato provvisoriamente Madring, la nuovissima sede che ospiterà il GP Spagna a settembre. L’evento prenderà il testimone dal Circuit de Barcelona-Catalunya, destinato a una nuova collocazione temporale e a una denominazione differente all’interno del mondiale.
Hola Madring 👋 🇪🇸
The new home of the Spanish Grand Prix from later this season… 👀#F1 #SpanishGP pic.twitter.com/pv6Xjck1V5
— Formula 1 (@F1) May 16, 2026
Per questa storica prima uscita sull’asfalto della capitale spagnola, l’attuale alfiere della Williams ha vestito i panni di ambasciatore ufficiale dell’evento. Sainz non ha utilizzato una monoposto da competizione a ruote scoperte, bensì una Ford Mustang GT da 450 CV, utile per saggiare la consistenza del manto stradale appena posato e per offrire un primissimo verdetto agli ingegneri e agli organizzatori che lavorano senza sosta per completare le strutture entro le scadenze concordate con la Federazione.
Il layout del circuito: la sfida tecnica tra La Monumental e la gestione dell’energia
Il tracciato si sviluppa su una lunghezza complessiva di 5.4 km e presenta un disegno articolato in 22 curve. La caratteristica principale di questa pista risiede nella sua natura ibrida: si tratta infatti di un circuito parzialmente cittadino, che sfrutta gli spazi della fiera campionaria dell’IFEMA e le aree adiacenti all’aeroporto di Barajas. Mentre la prima metà del percorso ricalca le spigolosità tipiche dei tracciati urbani, la seconda sezione è permanente, concepita per esaltare le doti aerodinamiche delle vetture moderne grazie a curvoni ad alta velocità.
The first full lap of Madring! 🤩
Carlos Sainz takes the honour of driving the first laps of the new track in Spain! 🇪🇸#F1 #SpanishGP pic.twitter.com/fDnlKW2b8T
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Analizzando le caratteristiche del tracciato, Sainz ha già individuato i punti chiave per i futuri Gran Premi. L’approccio alla chicane delle curve 1 e 2 rappresenta una chiarissima zona di sorpasso, che immette i piloti su un lungo rettilineo prima di un’ulteriore variante alle curve 5 e 6. Questa sequenza richiederà una gestione estremamente strategica della batteria e del recupero energetico. Il vero fiore all’occhiello dell’impianto è però la curva 12, battezzata La Monumental: un catino caratterizzato da una straordinaria pendenza del 24% che, secondo i calcoli simulati, le moderne monoposto dovrebbero essere in grado di percorrere in pieno.
Le impressioni di Sainz: il contrasto tra il cittadino stretto e la pista aperta
Il verdetto complessivo rilasciato dal madrileno descrive una pista molto più rapida e fluida rispetto a quanto potesse apparire sulla carta o attraverso le simulazioni al computer. Sainz ha evidenziato come le curve ad ampio raggio della sezione permanente consentano di caricare lateralmente la vettura per molti secondi, offrendo sensazioni di guida esaltanti. Il divertimento alla guida della vettura stradale ha sorpreso lo stesso pilota della Williams, convinto che le velocità di percorrenza aumenteranno esponenzialmente una volta che a scendere in pista saranno le monoposto di F1.
Parlando in un video ufficiale rilasciato dalla F1, lo spagnolo non ha nascosto il proprio entusiasmo per il feeling restituito dall’asfalto: “Mi sono davvero divertito. Mi sono semplicemente ricordato di quanto sia bello guidare una macchina su una pista nuova”: ha commentato l’ambasciatore dell’evento. “Onestamente è impressionante, perché non mi aspettavo di divertirmi così tanto. Non immaginavo che fosse così fluido e ampio, un tracciato dove puoi davvero appoggiarti sulla vettura così a lungo, specialmente nella sezione aperta” – ha sottolineato Sainz – “e mi sono reso conto di quanto stessimo andando veloci. Se andavamo forte con questa, immaginatevi su una monoposto di F1“.
“You guys are going to love it!” 😍
Carlos Sainz reacts to the first ever laps of the Madring 🏁#F1 #SpanishGP pic.twitter.com/BWAME6a56M
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Interrogato su quale fosse il suo passaggio preferito all’interno del layout, l’iberico ha voluto premiare la variazione altimetrica che caratterizza il transito cruciale tra la curva 7 e la successiva violenta staccata della curva 8, dove la visibilità è ridotta al minimo: “Si passa da una zona molto stretta, più in stile cittadino, a una curva cieca improvvisa dove non si vede assolutamente nulla. Poi all’improvviso la pista si apre ed è come se passassi attraverso uno schermo per entrare in un mondo diverso. Adoro il fatto che il tracciato abbia due parti completamente separate e differenti, consentendo di transitare da una porzione cittadina a una completamente aperta e larga”.
Il futuro del GP di Spagna: l’accordo decennale e il destino di Barcellona
L’approvazione del pilota di casa giunge in un momento cruciale per il circuito di Madrid, dove le ruspe e i cantieri lavorano a pieno ritmo per rispettare le scadenze imposte dal calendario internazionale. La pista madrilena deve infatti superare l’ispezione ufficiale dei delegati della FIA prevista per la fine del mese, un passaggio formale obbligatorio prima di dare il via libera definitivo alla macchina organizzativa. Gli organizzatori locali si sono assicurati i diritti di gestione del GP Spagna per un lungo periodo di dieci anni, blindando la corsa nella capitale dal 2026 fino al 2035.
Questo nuovo scenario non decreterà tuttavia la scomparsa definitiva dello storico Circuit de Catalunya. I vertici della pista di Barcellona hanno infatti sottoscritto un nuovo accordo commerciale per mantenere la propria presenza nel calendario mondiale con una formula ad anni alterni. Il rinominato GP Barcellona-Catalunya si disputerà regolarmente nel mese di giugno per le edizioni del 2028, 2030 e 2032, garantendo alla penisola iberica un doppio appuntamento di altissimo profilo motoristico nei prossimi anni.



