Il tema dell’FTM era da tempo sul tavolo a Maranello in vista dei circuiti più veloci del calendario. Sulla SF-26 la domanda era piuttosto semplice: mantenere il dispositivo anche a Monza e Las Vegas oppure rinunciarvi per cercare la massima efficienza aerodinamica?
La Ferrari sembra aver trovato una soluzione intermedia. Per Monza è stata infatti modificata una specifica dell’FTM attraverso l’apertura di una feritoia, un intervento mirato a cambiare il modo in cui l’elemento genera carico e, soprattutto, resistenza all’avanzamento.

Credit: Tomasz Mroz
La modifica porta inevitabilmente a una riduzione della downforce prodotta localmente, ma contemporaneamente consente di abbassare il drag. È esattamente il compromesso che diventa interessante a Monza, dove l’efficienza conta più del carico assoluto e ogni punto di resistenza risparmiato può trasformarsi in velocità sui lunghi rettilinei.
In precedenza a Maranello era stata valutata anche l’ipotesi più radicale di correre senza FTM. La SF-26 aveva già effettuato prove comparative in questa configurazione durante il filming day di Madrid, raccogliendo dati utili proprio in previsione delle piste a bassissimo carico.
La nuova specifica sembra invece permettere alla Ferrari di non rinunciare completamente al concetto. La feritoia “scarica” l’FTM, riducendone l’effetto aerodinamico e quindi il prezzo da pagare in termini di resistenza.
A Monza sarà particolarmente interessante verificare quanto questa soluzione possa aiutare anche l’efficienza complessiva della SF-26. Con le monoposto 2026, infatti, ridurre il drag non significa soltanto guadagnare velocità massima: significa anche richiedere meno energia per sostenere determinate velocità e alleggerire il lavoro della Power Unit e del deployment elettrico sui rettilinei.
Ferrari ha quindi lavorato non tanto per scegliere semplicemente tra FTM sì o FTM no, quanto per adattarne il funzionamento alle caratteristiche estreme di Monza. Una strada che, se darà i risultati attesi, potrebbe tornare particolarmente utile anche a Las Vegas.
Credits: Tomasz Mroz & MAteusz Mróz



