La Ferrari arriverà a Monza con una novità importante sul fronte della Power Unit. Il motore ADUO 2 è pronto, compreso il turbocompressore aggiornato, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza complessiva del sistema. A Maranello si è lavorato soprattutto sull’integrazione tra ICE e TC, cercando un ulteriore passo avanti proprio su uno dei circuiti più esigenti dell’anno sotto il profilo energetico.
Monza sarà infatti una pista piuttosto estrema per le monoposto 2026.Le grandi frenate sono sostanzialmente due, mentre per buona parte del giro le vetture trascorrono tutto il tempo ad alta velocità e con richieste elevate di potenza. Una caratteristica che riduce le possibilità di recuperare energia e obbliga gli ingegneri a trovare un compromesso particolarmente delicato tra efficienza aerodinamica, ricarica e deployment.
Qui più che altrove l’aerodinamica dovrà aiutare la batteria. Ridurre la resistenza all’avanzamento significa infatti diminuire l’energia necessaria per mantenere velocità elevate sui lunghi rettilinei e, di conseguenza, alleggerire il lavoro della componente elettrica. Non sarà quindi soltanto una questione di cercare la configurazione con meno carico possibile.

Retrotreno Ferrari SF-26 – Illustrazione di Rosario Giuliana
Ed è proprio qui che entra in gioco il dubbio relativo all’FTM della SF-26.
L’orientamento iniziale della Ferrari per il venerdì è sempre stato cominciare il weekend mantenendo l’FTM sulla vettura. Ma un lavoro comparativo durante la prima sessione di prove libere, provando anche una configurazione più leggera, non dovrebbe sorprendere.
Monza rappresenta infatti un caso sufficientemente particolare da giustificare una verifica diretta in pista. I dati delle simulazioni sono importanti, ma con le monoposto 2026 tutti i team hanno ancora bisogno di raccogliere riferimenti reali, soprattutto quando entrano in gioco contemporaneamente drag, velocità massima, recupero energetico e gestione della batteria.
L’FTM può offrire un vantaggio aerodinamico, ma bisognerà capire quanto questo beneficio compensi eventuali effetti collaterali sulla gestione complessiva del giro. Ferrari dovrà quindi valutare non soltanto la velocità sui rettilinei, ma il bilancio energetico completo.

Il nuovo ADUO 2 dovrebbe aiutare proprio in questo senso. L’aggiornamento del turbocompressore è stato sviluppato per migliorare l’efficienza e consentire alla Power Unit Ferrari di avvicinarsi ulteriormente ai riferimenti migliori. A Monza ogni miglioramento nella conversione e nell’utilizzo dell’energia può avere un peso superiore rispetto ad altri circuiti.
Per questo il venerdì potrebbe trasformarsi in una sessione particolarmente interessante: FTM o configurazione più scarica, ma soprattutto quale soluzione permetterà alla SF-26 di completare il giro spendendo meno energia.
A Monza, nel 2026, essere efficienti potrebbe contare quasi quanto avere più cavalli.



