Aston Martin AMR26B: debutta il nuovo motore Honda, ecco quanto può valere

Lug 28, 2026

Piergiuseppe Donadoni

Il primo segnale è arrivato all’Hungaroring, il secondo è ormai alle porte. Dopo aver introdotto un importante pacchetto di aggiornamenti sulla AMR26 nel weekend del Gran Premio d’Ungheria, Aston Martin è pronta a compiere un ulteriore passo nel proprio piano di rilancio: il debutto della nuova power unit Honda, previsto durante il filming day in programma domani.

L’esordio in pista avverrà in un contesto limitato agli ormai conosciuti 200 km consentiti dai regolamenti e con pneumatici dimostrativi, ma rappresenterà un passaggio fondamentale in vista dell’utilizzo ufficiale al Gran Premio d’Olanda di Zandvoort, primo appuntamento dopo la sosta estiva. 

Gli aggiornamenti dell’Ungheria sono stati promossi

La squadra di Silverstone ha scelto di suddividere il proprio programma di sviluppo in due fasi per valutare al meglio la portata dei propri aggiornamenti. La prima, dedicata infatti alla parte telaistico-aerodinamica, ha fatto il proprio debutto in Ungheria e ha mostrato segnali incoraggianti dopo una prima parte di stagione estremamente complicata. Fernando Alonso è riuscito a raggiungere per la prima volta la Q2, ottenendo la migliore qualifica stagionale, mentre in gara sia lo spagnolo sia Lance Stroll hanno dato vita a una prestazione più competitiva rispetto alle uscite precedenti, tornando finalmente a lottare con il gruppo di centro classifica anziché occupare stabilmente le ultime posizioni. Il duo Aston Martin è riuscito a terminare la gara davanti a entrambe le Haas e le Williams, oltre che davanti ad una Alpine e, chiaramente, alle Cadillac. Un risultato che rappresentava proprio l’obiettivo iniziale del team.

Gli aggiornamenti portati in Ungheria sono stati promossi e hanno garantito il guadagno cronometrico atteso, nell’ordine del secondo e mezzo, rispetto alla precedente specifica della AMR26. Un miglioramento che aumenterà ulteriormente una volta ottimizzato il pacchetto e con l’introduzione di alcuni nuovi componenti prevista per Zandvoort e in alcuni appuntamenti successivi. All’interno del team c’è grande positività, anche in ottica futura, perché la correlazione tra il mondo virtuale e la pista ha trovato conferme importanti. “Sì, abbiamo fatto un grande passo avanti. Uno dei tanti che verranno. Quindi sì, sono molto soddisfatto”, ha dichiarato sulla griglia di partenza un positivo Lawrence Stroll. In Ungheria, la AMR26B è stata mediamente la sesta miglior vettura in gara nel secondo e nel terzo settore, quelli più guidati, mentre è risultata praticamente l’ultima nel primo settore, dove il contributo della power unit risulta determinante. E pensare che un competitor ha già valutato il ‘nuovo’ telaio Aston come quinto migliore della griglia, che era proprio l’obiettivo iniziale di Adrian Newey, completamente disatteso una volta che la AMR26 ha toccato l’asfalto di Melbourne.

Honda: l’aggiornamento di Zandvoort potrà portare mezzo secondo al giro 

Il prossimo tassello riguarda invece la power unit Honda, considerata uno degli elementi che hanno maggiormente limitato il potenziale della AMR26 in questo avvio di campionato. A confermare il programma è stato Shintaro Orihara, trackside general manager e chief engineer di Honda Racing, che ha spiegato come il filming day verrà utilizzato per verificare l’integrazione della nuova specifica con la vettura.

Secondo Honda, proprio in questa fase della stagione ogni piccolo incremento prestazionale può fare la differenza nella lotta con il resto del gruppo, motivo per cui l’introduzione della nuova specifica assume un’importanza strategica. Tuttavia, secondo quanto appreso da AutoRacer, lo step che il motorista giapponese porterà in pista non sarà marginale, ma dovrebbe garantire un incremento prestazionale nell’ordine del mezzo secondo al giro, equivalente a 35 CV. Certo, essendo il gap ampissimo dalla vetta in termini di potenza (si parla di 90 CV), con questa nuova specifica non si deve pensare che Honda vada a chiudere il gap nei confronti degli altri motoristi, Ferrari compresa, che tra l’altro prevede di introdurre la sua seconda specifica di Power Unit ‘aduata’ a Monza. 

Durante il venerdì di Budapest erano riemerse alcune vibrazioni della power unit, un fenomeno che aveva caratterizzato anche l’inizio della stagione. Tuttavia, sia Aston Martin sia Honda hanno precisato che si trattava di un problema differente rispetto a quello accusato nei primi Gran Premi. Alonso ha poi cercato di spiegare l’origine dell’inconveniente e sul banco degli imputati è finita l’unità utilizzata nelle prove libere, ormai arrivata al termine del proprio ciclo di vita. Con l’installazione della power unit introdotta a Spa il problema è stato completamente risolto. Il debutto della nuova power unit Honda non rappresenterà quindi una rivoluzione immediata, considerando l’attuale divario motoristico che separa il costruttore giapponese dai principali concorrenti, ma sarà il tassello necessario per completare il primo vero aggiornamento del progetto Aston Martin. A Zandvoort arriverà il primo riscontro concreto: capire se la squadra di Silverstone potrà iniziare a pensare di giocarsi l’accesso al Q3 in qualifica e raccogliere qualche punto entro il termine della stagione.

 

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