Il GP Ungheria rappresenta una grande occasione per la Ferrari per chiudere al meglio una buona prima parte di stagione 2026 che l’ha eletta come rivale più credibile della Mercedes di Kimi Antonelli. Uno scenario completamente diverso rispetto a un anno fa, in particolare per Lewis Hamilton che al momento è il primo inseguitore del fenomenale pilota italiano. Il britannico nel giro di 12 mesi è passato da una crisi nera che metteva addirittura in dubbio il prosieguo della sua avventura a Maranello a una rinascita che lo ha visto cancellare gli zero dalle voci pole position e vittorie con il Cavallino Rampante.
Il legame speciale con l’Hungaroring e la rinascita personale
L’appuntamento sul tracciato magiaro evoca dolci ricordi per Hamilton, capace di realizzare all’Hungaroring nove pole position e di conquistare otto vittorie: “Non so davvero perché sia andata così bene per me, ma è un circuito che richiede staccate ritardate e molta frenata combinata verso i punti di corda. Inoltre per una vettura di Formula 1 è quasi come andare su un kart, con gran parte di curve a media e bassa velocità. Non so perché sia andata così bene, ma amo davvero questo tracciato e penso che più ami una pista, meglio vai“ ha spiegato il pilota della Ferrari, sottolineando la sua relazione speciale con il circuito ungherese.

Nonostante, o forse proprio in virtù di questo rapporto magico con la pista, lo scorso anno proprio in Ungheria il britannico toccò il punto di maggior sconforto nella sua prima stagione con la scuderia di Maranello, culminato con la frase “forse la Ferrari dovrebbe cambiare pilota” pronunciata dopo le qualifiche chiuse con il dodicesimo in tempo mentre Charles Leclerc andava a prendersi la pole position. Un anno dopo, il quadro è radicalmente cambiato e il sette volte iridato arriva a Budapest da secondo della classifica generale: “Sono sicuramente orgoglioso di tutti nel team e anche di me stesso per essermi tirato fuori dal punto in cui mi trovavo. Un giorno, quando farò il mio documentario, vi racconterò tutto su quel fine settimana e su ciò che lo ha preceduto. Ma arrivo qui con sensazioni molto diverse rispetto allo scorso anno e di questo sono davvero grato per ciò che abbiamo sviluppato come squadra. I pezzi del puzzle che ho mosso si stanno unendo e ora veniamo qui con una grande vettura e un ottimo pacchetto complessivo con cui possiamo lottare” ha affermato l’inglese, evidenziando il cambio di passo.
L’analisi delle ultime prestazioni e il confronto con i rivali della Mercedes
Il rendimento mostrato nelle ultime uscite ha confermato una crescita consistente sul piano del ritmo gara, nonostante alcuni episodi abbiano condizionato il risultato finale di Hamilton: “Ogni fine settimana l’obiettivo è cercare di estrarre il massimo. Abbiamo avuto un paio di ottimi weekend, siamo arrivati a Silverstone e abbiamo iniziato forte, poi un passo nella direzione sbagliata ci ha allontanato dalla lotta per la vittoria. La stessa cosa è successa la settimana scorsa e questo mostra come possono andare a volte le cose in questo sport. Ma sono grato per la costanza e per i punti conquistati. In termini di passo puro i primi non erano così lontani: normalmente Kimi Antonelli è così veloce da scappare via, mentre negli ultimi weekend eravamo molto più vicini di quanto pensassimo. Andare su due circuiti dove pensavamo di essere molto indietro ed essere così vicini dimostra che stiamo andando nella direzione giusta“ ha analizzato il sette volte iridato.

L’appuntamento di Budapest viene visto come una grande occasione per la SF-26, ma Hamilton conferma l’approccio prudente della scuderia di Maranello a questo fine settimana, memore di quanto accaduto a Monte Carlo: “In Ferrari pensiamo che la Mercedes sia ancora la squadra da battere. Hanno vinto quasi tutte le gare e sono veloci sia nei tratti ad alta che in quelli a bassa velocità, essendo stati i più rapidi anche a Monaco. Bisogna prevedere che possano essere i più veloci anche questo fine settimana. La nostra vettura non è enormemente diversa da Monaco, ci sono sottili e piccole cose, ma la macchina è simile” ha chiarito il pilota di Stevenage con riferimento agli aggiornamenti portati dalla Ferrari negli ultimi mesi.
Bilancio stagionale, l’intitolazione di una curva e la gestione tecnica delle F1 2026
Valutando la prima parte di campionato condotta finora, la concentrazione resta focalizzata esclusivamente sulla singola gara senza guardare alla classifica iridata: “Non sto pensando alla seconda parte di stagione o al campionato, penso solo a questo fine settimana, una gara alla volta cercando di capire come massimizzare ogni weekend. Non sto pensando alle dieci gare successive. Per la prima parte della stagione il voto è leggermente sopra la media. Non sento di aver dovuto fare più adattamenti rispetto a qualsiasi altra era di vetture”.

L’attenzione si è poi spostata sulla complessità della guida e sulla gestione delle potenza rivoluzionate dal nuovo regolamento: “Non c’è una sola cosa, posso guidarla in modo diverso per essere veloce e posso guidare un po’ più come la precedente generazione di vetture – ha spiegato Hamilton –Le auto di oggi sono un po’ più facili, più permissive e più leggere. L’applicazione della potenza richiede molto lavoro e la messa a punto insieme agli ingegneri è un altro elemento da gestire. Mentre prima si trattava solo di guidabilità, oggi la guidabilità riguarda il punto in cui viene erogata la potenza e lo si cambia continuamente. Capire che si può avere un effetto parzializzando l’acceleratore al 50% o togliendo il 10% di gas modifica l’erogazione lungo il giro, e comprendere questo aspetto è ancora più cruciale che in passato”.
In conclusione, Hamilton ha commentato l’indiscrezione secondo la quale gli organizzatori del GP Ungheria stanno pensando di intitolargli una curva, proprio in onore dei suoi tanti successi in terra magiara: “Ho sentito che sarà così, ma non è qualcosa a cui ho mai pensato. Sono grato a Budapest e all’Ungheria per ospitare il Gran Premio e per il supporto ricevuto in tutti questi anni. È bello pensare che sarò parte della storia oltre il mio tempo trascorso qui“.



