Ferrari, Vasseur: “Hungaroring più adatto alla SF-26, ma questo non garantisce nulla”

Lug 22, 2026

Luca Manacorda

Il Mondiale di Formula 1 2026 si appresta a vivere l’ultimo weekend prima della sosta estiva sul tracciato dell’Hungaroring, teatro ininterrotto del Gran Premio d’Ungheria fin dal 1986. Giunta alla sua quarantunesima edizione, la gara ungherese si snoda lungo i 4.381 metri di un layout estremamente guidato, dove la sequenza ininterrotta di curve e l’unico vero rettilineo sul traguardo richiedono massima precisione di guida e perfetto bilanciamento, rendendo le qualifiche un passaggio cruciale del fine settimana.

La Scuderia Ferrari HP si presenta a questo appuntamento spinta dai recenti riscontri positivi su due tracciati poco favorevoli come Silverstone e Spa-Francorchamps, confermandosi come la candidata principale al ruolo di sfidante della Mercedes. Il pacchetto tecnico della SF-26 potrebbe trovare sui tortuosi saliscendi magiari un terreno particolarmente favorevole per tentare il colpo prima delle vacanze ma, come abbiamo evidenziato in questa analisi, il pronostico non è così scontato a favore del Cavallino Rampante: nonostante l’abilità della vettura di Maranello nelle curve lente e medie, a Budapest la trazione gioca un ruolo decisivo e in questo la W17 si fa ancora preferire.

L’analisi di Vasseur: l’esecuzione resta la chiave

A delineare l’approccio del scuderia al fine settimana è stato il team principal della Ferrari, il quale ha rimarcato l’importanza di capitalizzare quanto costruito nelle ultime uscite senza cedere a facili proclami: “Arriviamo a Budapest dopo due weekend incoraggianti, nei quali siamo riusciti a massimizzare il risultato grazie a un grande lavoro di squadra. Questo ci dà fiducia, ma sappiamo anche che ogni Gran Premio rappresenta una storia a sé. Sulla carta l’Hungaroring potrebbe adattarsi un po’ meglio alle caratteristiche della nostra vettura, ma questo da solo non garantisce nulla – ha spiegato Frédéric Vasseur, ponendo l’accento sulla cura dei dettagli – Come sempre, sarà l’esecuzione a fare la differenza: dovremo affrontare il weekend con la stessa concentrazione, disciplina e attenzione ai dettagli mostrate nelle ultime gare“.

Ferrari

Nel proseguire la sua disamina, il manager francese ha puntato ancora sull’unità dell’ambiente: “Abbiamo una squadra affiatata, due piloti super motivati e sappiamo di poter contare sul supporto di tutti i nostri tifosi: l’obiettivo è continuare per la nostra strada, lavorando bene fin dal venerdì per metterci nelle migliori condizioni in vista di qualifica e gara” ha concluso Vasseur.

La curiosità: come vengono gestiti i pasti durante i weekend di gara

Alla vigilia dell’ultima gara prima della sosta estiva, la Ferrari ha diffuso alcune curiosità sull’organizzazione dei pasti del team durante i gran premi, tramite le dichiarazioni di Daniele Cerrito, catering manager della scuderia di Maranello: “Per garantire un’organizzazione ottimale non si può lasciare nulla al caso. La scelta delle persone con cui lavorare è l’aspetto più importante, ma anche quello che richiede più attenzione. Il punto di partenza necessario è poter contare su una squadra affiatata, nella quale ognuno conosce perfettamente il proprio ruolo e lavora in sintonia con gli altri. Per riuscirci servono comunicazione, fiducia e attenzione ai dettagli“.

Il menù varia da circuito a circuito, seguendo la stagionalità ma anche collegandosi al luogo in cui si gareggia: “Una settimana prima di ogni Gran Premio definiamo il menù insieme allo chef, così possiamo selezionare e ordinare ingredienti freschi e di qualità. Cerchiamo sempre di mantenere una forte identità italiana, che è parte del DNA di Ferrari, ma quando possibile ci piace anche inserire qualche specialità del Paese che ci ospita. Allo stesso tempo, prestiamo grande attenzione alle esigenze nutrizionali della squadra, perché sappiamo quanto sia importante alimentarsi nel modo giusto durante un weekend di gara. L’obiettivo è semplice: far sentire tutti a casa, offrendo una cucina di qualità che accompagni al meglio il lavoro del team“.

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