Audi ha scelto un approccio piuttosto diverso dalla maggioranza dei team, anticipando il primissimo filming day e debuttando a Barcellona con una specifica di auto piuttosto primordiale, solamente per assicurarsi la possibilità di macinare chilometri il prima possibile sin da subito. In Spagna qualche problema di gioventù sulla R26 si è manifestato, tuttavia, il team tedesco sta portando avanti il suo programma senza grossi intoppi in questa prima giornata di test in Bahrain. La squadra dei quattro cerchi è la prima a cambiare radicalmente alcuni componenti sulla monoposto, mostrando così il frutto di mesi di sviluppi rimasti ‘arretrati’ e non mostrati nella prima uscita. La R26 mostra evidenti modifiche lungo tutta la vettura.
Ala anteriore diversa: c’è il doppio attuatore come sulla Racing Bulls
La prima novità riguarda l’ala anteriore. Audi ha infatti introdotto una diversa specifica che rispetto alla versione vista a Barcellona ha concetti di base piuttosto diversi, soprattutto in termini di distribuzione del carico con i flap, ora più centrale e con un upwash meno estremo nelle parti più esterne. Anche il muso è ora in una posizione più bassa rispetto alla prima versione. Ci sono già anche delle evoluzioni nella zona del footplate.

Evidente è anche la presenza di due grossi dispositivi posizionati sull’ala anteriore. Quelli sono gli attuatori dell’aerodinamica attiva anteriore, che non erano presenti a Barcellona. Audi è la seconda squadra a presentare una soluzione simile, dopo la Racing Bulls. Questo dispositivo sarà sicuramente un’area di sviluppo dei primi mesi. Sentendo qualche team, c’è la convinzione che alla fine il singolo elemento sarà quello migliore ma al momento sembrano esserci ancora dei dubbi in alcune squadre. Abbiamo visto sulle varie auto anche come la collocazione del singolo elemento cambi, da team a team; tra chi lo ha integrato nel muso, chi sotto o chi di lato, sui flap. Questo disegno portato da Audi è in teoria meno disturbante dal punto di vista aerodinamico, ma comporta vari contro come l’aumento di peso e una integrazione dell’idraulica più complicata.
Pance rivoluzionate con alcuni ‘vecchi concetti’
Ad impressionare però sono le pance, con un disegno totalmente diverso da quello dello shakedown di Spagna. Audi ha scelto una via che al momento la contraddistingue, in attesa di scoprire le vesti aerodinamiche più definitive di tutte le altre squadre, ed osservare quale filone di sviluppo avrà il sopravvento in stagione. Dalle prese orizzontali l’Audi passa a quelle verticali e molti faranno subito il paragone con la Mercedes ‘zero-pod’, anche se qui il concetto è piuttosto diverso. Piuttosto, possiamo invece paragonarlo meglio alla storica Ferrari F1-89, di qui Binotto avrà certamente memoria, e alla Jordan 195.

Audi ha cercato di estremizzare la riduzione frontale delle pance, aumentando la portata d’aria verso il fondo per diminuire la resistenza all’avanzamento ed aumentare il carico, insomma aumentando l’efficienza aerodinamica. L’imbocco rettangolare separerà meglio l’aria destinata al raffreddamento dei componenti interni della Power Unit e non solo, a quella che verrà poi modulata ed indirizzata verso il posteriore. Ripulire il flusso che investe il fondo, il diffusore e l’ala posteriore è sempre una priorità per i team. Nella parte alta della pancia poi rimane uno scivolo, che porterà aria verso la zona alta del diffusore, mentre la zona anteriore delle pance assume più l’utilizzo di un elemento ‘outwash’ per spingere esternamente il flusso d’aria, un po’ come succedeva sulla Ferrari F1-75.



