Leclerc: “L’istinto del pilota aiuterà a capire queste auto in termini di guida”

Gen 23, 2026

Chiara Scaccabarozzi

Il momento che tutti aspettavamo è arrivato: la Ferrari ha presentato la monoposto che parteciperà alla prossima stagione di Formula 1. Inizia così il nuovo ciclo regolamentare, caratterizzato da auto più leggere e concetti aerodinamici innovativi, oltre che da una nuova concezione di power unit. Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno già battezzato la SF-26 a Fiorano, sfoggiando anche le nuove tute rosse e bianche davanti a tantissimi appassionati giunti al circuito sin dalle prime luce dell’alba. Insieme al debutto assoluto della prima Ferrari targata Vasseur, arrivano anche le prime dichiarazioni dei piloti. Dalle parole del monegasco si evince come la preparazione per questa nuova stagione sia stata più impegnativa rispetto alle ultime: sono tanti i cambiamenti che i piloti hanno dovuto, e devono ancora, imparare, conoscere e far propri. L’aspetto che incuriosisce maggiormente è la gestione dell’energia con l’introduzione della nuova power unit.

UNA STAGIONE DI SFIDE

Nel circuito di Fiorano si sono subito accesi i motori della stagione della Ferrari: Hamilton e Leclerc sono subito scesi in pista con la nuova SF-26, sulla quale spicca subito il ritorno al bianco nella livrea e alla vernice lucida dopo sette anni. I soli 15km percorsi dai due piloti sono solo una delle fasi di una preparazione iniziata tempo fa e che, come ammesso da tanti piloti e ingegneri, ha richiesto più cura dei dettagli e più coinvolgimento da parte di tutti i componenti del team, vista la rivoluzione regolamentare che sta alla base di queste nuove monoposto: “La preparazione per quest’anno è stata ancora più importante di altri anni, soprattutto per noi piloti, perché ci sono tanti sistemi nuovi in macchina che dobbiamo imparare e quindi tante riunioni per capire cosa fanno sulla macchina e come possiamo sfruttarli al meglio: questa è la più grande differenza”, spiega Charles alla presentazione della nuova SF-26. In uno scenario dove i piloti partiranno tutti nelle stesse condizioni riguardo la conoscenza della nuova monoposto, riemerge l’eterna diatriba tra preparazione e talento, tra macchina e pilota. Il monegasco cerca di spiegare l’equilibrio che sta dietro al binomio: “È sempre una domanda che ci poniamo tra l’adattamento alla nuova tecnologia e l’istinto naturale. Penso che quando si scopre una nuova macchina nei primi giorni ci sia soprattutto spazio per l’istinto per capire quali sono le cose di cui ha bisogno la macchina in termini di guida generale. Dopo si va più sull’adattamento, su cose più specifiche, su sistemi, sulle nuove tecnologie e nuovi sistemi con l’aiuto dei dati. Quindi, l’istinto prima e appena dopo i dati per andare più nel dettaglio.”

Come già detto, i piloti saranno alla guida di una generazione di monoposto completamente diversa da quelle viste in precedenza. Sono tanti i cambiamenti che hanno investito la vettura, dall’introduzione dell’aerodinamica attiva al posto del DRS, a una nuova Power Unit dove l’energia termica e quella elettrica avranno pari importanza. Di fronte a una rivoluzione così estesa, Leclerc non sa scegliere quale aspetto lo incuriosisca maggiormente: “È difficile dire il cambiamento che sono più interessato a sentire, ce ne sono così tanti! Alla fine la macchina è completamente nuova, però sicuramente penso che quello più significativo guidandola sia la gestione del motore, della Power Unit in sé”. Diventerà quindi di fondamentale importanza la capacità di gestire l’energia, in quanto, ad esempio, la ricarica della componente elettrica potrà avvenire in parti dei circuiti non convenzionali dopo l’utilizzo dell’energia durante i sorpassi in curva. Emergerà quindi il pilota che imparerà a gestire questo aspetto inedito nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile: “Il fatto che comunque c’è una parte elettrica molto più grande, fa sì che la gestione in gara sarà molto più complicata e questo sarà una bella sfida per noi piloti perché dovremo adattarci in fretta. Quindi, forse direi che è questa la parte che ho più voglia di sperimentare al più presto.”

LA FORZA DEL GRUPPO

Il monegasco non è nuovo a rivoluzioni regolamentari, vissute tutte a Maranello, e nella sua carriera non si è mai tirato indietro di fronte alle sfide, sempre accolte con positività e determinazione. In questi casi emerge più che mai la forza del gruppo, rodata e consolidata dopo anni insieme. Non sorprende quindi la fiducia che Leclerc ripone in questo: “È una bella opportunità sia per il team che per noi piloti per provare a usare queste nuove macchine nel migliore dei modi subito da inizio stagione: mi sento pronto e siamo tutti molto motivati. È da un po’ di anni che sono in Ferrari e abbiamo vissuto insieme cambiamenti di regolamento tecnico abbastanza grandi, ma il fatto che li abbiamo vissuti insieme mi dà fiducia in quello che stiamo affrontando. Non stiamo sottostimando questa sfida, stiamo spingendo al massimo con tanta motivazione e tanto lavoro dietro le quinte per essere il più preparati possibile una volta arrivati in pista”.

Per questi motivi, non possono mancare i ringraziamenti a tutto il team: “È dal 2019 che faccio parte del team, quindi forse certe persone mi trovano un po’ ripetitivo, ma la cosa più importante per me è ringraziarvi per tutto il sostegno che date a tutta la squadra. Voi siete le persone che rendono la Ferrari speciale perché tutta la passione che c’è intorno al team è qualcosa che ci motiva tantissimo e che ci spinge a dare sempre il meglio. È quello che stiamo facendo, perché quest’anno sarà uno impegnato e faremo assolutamente di tutto per riportare la Ferrari dove merita”. Ovviamente, un pensiero anche ai tifosi: “Il supporto dei tifosi in questa stagione sarà particolarmente: è ciò che rende Ferrari così speciale e ci spinge a dare sempre il massimo.”

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