Dopo Red Bull, Racing Bulls e Haas, anche Audi ha dato appuntamento ad appassionati e addetti ai lavori per l’unveiling della R26. La casa dei quattro anelli ha svelato in quel di Berlino la livrea della vettura che scenderà in pista nel mondiale 2026. Uno svelo che potremmo definirlo ‘per metà’, dal momento che i colori erano stati presentati lo scorso novembre. Per Audi è stata però un’importante occasione per tagliare il nastro di quella che per la casa tedesca è una delle sue avventure più importanti nel motorsport. Oltre ai vertici del team, erano presenti anche i due piloti, Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto. Non sono stati però gli unici a parlare nella giornata della presentazione, dal momento che il DT James Key si è esposto di fronte alla stampa esprimendo il suo punto di vista sulle eventuali zone grigie che potrebbero essere sfruttate in questa fase iniziale della nuova era della F1.
Le prospettive del Team Principal Wheatley: “l’obiettivo è radicare un DNA da campioni”
Una decina di giorni fa la stagione 2026 dell’Audi era iniziata in via ‘informale’, con lo shakedown andato in scena a Barcellona, dove il team ha potuto familiarizzare con la nuova monoposto, prima dei primi test di fine gennaio proprio sul tracciato catalano. Oggi invece il 2026 prende il via in maniera ufficiale, dopo che i membri della squadra si sono presentati in un evento tenutosi a Berlino, in cui è stata svelata la livrea definitiva della R26, dopo il primissimo unveiling dello scorso novembre. Sul palco, insieme al responsabile del progetto Mattia Binotto, anche il Team Principal di Audi Revolut F1 Team, Jonathan Wheatley. L’ex direttore sportivo della Red Bull ha tracciato le primissime prospettive in quella che è stata la prima uscita pubblica della squadra che ha ereditato quanto costruito da Sauber fino allo scorso campionato. “Questa vettura è l’incarnazione fisica di migliaia di ore di duro lavoro da parte di un gruppo di persone di enorme talento nelle nostre strutture”, ha affermato Wheatley. “Oggi iniziamo questo viaggio con immenso orgoglio, ma anche con umiltà. Questo è solo il primo giorno di una lunga avventura. La nostra missione è radicare un DNA da campioni in ogni elemento di questa squadra. Una cultura di resilienza, precisione e curiosità incessante in cui non ci fermiamo davanti a nulla per trovare la performance.” Per Audi si prospetta dunque un percorso arduo, ma nel segno delle ambizioni che hanno sempre contraddistinto il marchio nel motorsport. “Per tutti qui, l’entusiasmo nasce da questa sfida: costruire una squadra che si rafforza ad ogni giro, ogni debriefing e ogni gara. Trasformeremo la nostra ambizione a lungo termine in realtà sulla pista, giorno dopo giorno, decisione dopo decisione.”

La prima uscita ufficiale di Hulkenberg e Bortoleto in veste di piloti Audi
Sul palco dell’evento andato in scena a Berlino erano presenti anche i due piloti: Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg. Quest’ultimo taglierà il traguardo delle 251 partecipazioni in F1 proprio in occasione del prossimo GP d’Australia e dopo il primo podio ottenuto nel 2025, Hulkenberg ha dichiarato di sentirsi più motivato che mai per la nuova pagina della sua carriera che si sta per aprire. “Dopo essere stato nel paddock della Formula 1 per molti anni, si impara a distinguere tra ambizione e capacità. Quello che sento qui oggi è una serietà profonda e un’energia incredibile che distingue questa squadra,” ha affermato il pilota tedesco nel raccontare le sue prime sensazioni in veste di pilota Audi. “Siamo un vero team di lavoro con una visione chiara e a lungo termine, supportata da immense risorse e competenze di livello mondiale. Per un pilota, la possibilità di essere con Audi fin dall’inizio del suo percorso è eccezionalmente entusiasmante. Abbiamo la possibilità di costruire insieme qualcosa di molto speciale e non vedo l’ora di portare questa macchina in pista a Melbourne.”
Un sentimento di orgoglio di simile portata è stato ribadito anche dal compagno Bortoleto. Dopo una stagione da rookie dal bilancio complessivamente positivo, il pilota brasiliano è pronto a caricarsi sulle spalle la pressione dovuta al correre per un marchio di primo piano nel panorama automotive, seppur si tratti dell’anno zero per la casa di Ingolstadt. “Correre per la casa dei quattro anelli è un sogno che si avvera,” ha dichiarato in sede di presentazione. “Sono cresciuto sentendo parlare del dominio di Audi a Le Mans e nei rally, e ora essere scelto per portare quell’eredità in Formula 1 è un onore incredibile. Questa è l’opportunità di una vita. Sento il peso della responsabilità, ma più di questo, sento una motivazione incredibile a imparare, a spingere e a crescere con questo team. Sono pronto a dare tutto me stesso per contribuire a scrivere questo grande capitolo per il team Audi Revolut F1.”

I timori legati alle zone grigie sui motori: “speriamo che la FIA faccia le dovute verifiche”
Guardando all’immediato futuro della F1, non è però tutto ‘rose e fiori’, come si suol dire. Nel corso della sosta invernale infatti, sono stati tutt’altro che esigui i punti interrogativi sollevati in merito alle possibili zone grigie che potrebbero avvantaggiare l’uno o l’altro team. In particolare, sotto i riflettori c’è l’aspetto legato alle nuove Power Unit, con possibili scappatoie che potrebbero essere adottate da alcuni motoristi, sfruttando, per esempio, l’impossibilità di poter misurare il rapporto di compressione (che nel 2026 passa da 18:1 a 16:1) quando il motore è in attività. Come ripotato da motorsport.com, di questo aspetto ha parlato il Direttore Tecnico di Audi, James Key. “Dobbiamo, come facciamo, fidarci della FIA per prendere le decisioni giuste ora. Sono nuovi regolamenti. Bisogna giocare su un campo equo.”
Facendo un rifermento al passato, in particolare al caso Brawn GP del 2009, ha aggiunto: “se qualcuno inventasse un diffusore intelligente e si decidesse che non è la cosa giusta da fare, nessun altro può averlo, ma tu puoi averlo per il resto dell’anno. Non ha senso. Non lo accetteremmo mai.” Il DT di casa Audi ha quindi ribadito l’importanza del lavoro della Federazione che, in occasione di un cambio regolamentare di tale portata, assume un ruolo cruciale. “Penso che, se in un certo senso si aggira lo scopo delle normative, allora bisogna in qualche modo controllarlo e quindi confidiamo che la FIA lo faccia. Nessuno vuole restare escluso per una stagione se c’è un vantaggio evidente e non si può sfruttare nulla con una Power Unit omologata. Quindi, spero che per noi la FIA prenda le decisioni giuste.”



