La conclusione della stagione 2025 ha significato il pensionamento delle vetture ad effetto suolo e, con esse, anche le gomme che hanno caratterizzato gli ultimi quattro anni di F1. Dal 2026 la Pirelli fornirà pneumatici differenti per la nuova generazione di vetture, che avranno un peso ridotto, così come diametro e larghezza del battistrada. Nella prossima stagione torneranno ad essere cinque le mescole della gamma, con la C6 che non verrà più utilizzata. Intanto, in chiusura di anno, il fornitore unico di pneumatici ha diffuso le statistiche sulle gomme utilizzate nell’ultimo campionato, in termini di temperature, mescole e chilometri che, se messi idealmente insieme, potrebbero curiosamente ricoprire otto volte e mezzo la circonferenza della terra.
Il 2025 degli pneumatici in numeri: i dati rilasciati da Pirelli sui chilometraggi
Nelle 24 tappe che si sono susseguite da marzo a dicembre, gli pneumatici prodotti dalla Pirelli hanno ricoperto un totale di 341.099 chilometri, per un totale di 67.094 giri in pista. Un dato che si arricchisce con la percentuale di tornate disputate sul bagnato, che nel 2025 è ammontata al 4%. Restando sul fronte chilometrico, la mescola maggiormente impiegata è stata la C3, seguita di poco dalla C4; rispettivamente 93.493 e 91.595 chilometri percorsi. In questa ideale classifica seguono nell’ordine le mescole C5, C2 e C6, con quest’ultima che saluta il Circus Iridato, dal momento che nel 2026 la gamma tornerà a cinque step di morbidezza. Quasi tredicimila i chilometri percorsi con le mescole intermedie, poco più di duemila invece quelli macinati con le Full Wet. Il numero totale di pneumatici forniti alle squadre nel 2025 è 6120 set di gomme slick e circa 1900 di gomme da bagnato, fra Intermedie e Full Wet

Restando nell’ambito dei chilometraggi, è da menzionare l’abilità di Esteban Ocon nella gestione gomme. Il francese della Haas detiene infatti il record stagionale dello stint più lungo, grazie ai 49 giri percorsi a Jeddah con le C3 (303 km) e gli altrettanti di Baku con le C4 (294 km). L’utilizzo maggiore delle mescole da bagnato è avvenuto in occasione del GP di Gran Bretagna, disputato per gran parte su gomme Intermedie, seguito dal GP di Las Vegas, che detiene il record stagionale per l’utilizzo continuativo degli pneumatici Full Wet. Per completare il quadro, il dato sui pit-stop, che nel 2025 sono stati in totale 720. La corsa con il maggior numero di soste è stata il GP di Spagna, 53 complessive, mentre quella con meno pit-stop è stata il GP di Miami, dove sono stati effettuate soltanto 18 soste.

Dal caldo di Jeddah al freddo di Las Vegas: i picchi di temperature
Spostando il focus sulle temperature di esercizio che hanno coinvolto le mescole Pirelli, le gomme sono state messe a dura prova nell’arco del 2025, rispondendo sempre in maniera positiva, come affermato nel comunicato ufficiale rilasciato dalla casa milanese. “Pirelli ha dovuto garantire prestazioni, affidabilità e adattabilità in condizioni che hanno spaziato dal caldo estremo del deserto arabo al freddo pungente del Nevada.” Appartengono infatti alle qui menzionate tappe i picchi di temperature in cui i piloti sono scesi in pista. La sessione più calda in termini di temperatura dell’asfalto è stata la seconda sessione di prove libere del GP dell’Arabia Saudita, con un picco di 58,2 °C, mentre la temperatura dell’aria più elevata è stata registrata nelle FP1 in Bahrain, con 39,1 °C. Sul fronte gara invece, a Spielberg si è registrato il dato più alto in termini di temperatura dell’asfalto alla domenica, con 55,2 °C, mentre per quel che riguarda l’aria il dato maggiore è stato registrato ad Austin, con i suoi 34,4 °C. Capovolgendo il fronte invece, le temperature più basse sosto state registrate nelle qualifiche di Las Vegas, con 12 °C di temperatura del tracciato e poco meno, 11,8 °C, nell’aria. In Nevada e a Melbourne si sono disputate invece le gare più fredde della stagione, con 15 °C di temperatura dell’asfalto a Las Vegas e 14,3 °C di temperatura dell’aria in Australia.

Cosa cambierà nel 2026?
Nella prossima stagione le gomme Pirelli che verranno montate sulle monoposto di nuova generazione saranno leggermente più piccole in termini di dimensioni. Il battistrada sarà ridotto di 25 millimetri all’anteriore e di 30 al posteriore. Non cambierà il diametro del cerchio, che resterà di 18 pollici, ma si ridurrà quello della gomma, che scenderà di 15 millimetri all’anteriore e di 10 al posteriore. Una serie di riduzioni che si rifletteranno ovviamente in termini di peso e resistenza aerodinamica. I nuovi pneumatici, che sono stati omologati in seguito ai consueti test post-stagionali di Abu Dhabi, cambieranno leggermente anche sul fronte estetico, perché se da un lato resteranno invariate le colorazioni, sarà differente la grafica. Dalla linea continua sulla spalla si passerà ad un motivo che ricorda quello di una bandiera a scacchi. Non resta dunque che attendere i primissimi test di fine gennaio che, seppur a porte chiuse, rappresenteranno il primo esame ufficiale per i nuovi pneumatici firmati Pirelli.



