Il campionato 2026 aprirà un’era della Formula 1 con probabilmente il più grande cambiamento tecnico di sempre, o per certo il più recente. Telaio, motori, aerodinamica, gomme, anche il modo in cui il pilota dovrà operare, guidare e lottare in pista. Tutto cambierà e sarà all’inizio un po’ “caotico” aveva detto Frédéric Vasseur poco tempo fa. Si è ripetuto anche nell’incontro tipico avuto con la stampa, tra cui AutoRacer, in quel di Maranello. Tutti questi cambiamenti renderanno impossibile prendere per certi i primi dati in uscita dalla pista, e non vuol dire che saranno lo specchio della stagione.
Attenzione infatti a pensare che quello che succederà nelle primissime uscite dell’anno sia poi una rappresentazione di ciò che vedremo per tutto l’anno. Secondo il francese infatti, come già detto anche da diversi suoi colleghi tra cui Andrea Stella e Mattia Binotto, ci sarà una vera e propria ‘lotta’ dello sviluppo. “Certo, se inizi con 1 secondo di vantaggio è più facile che sarai davanti nel 2026 o negli altri anni, ma non è detto che sia così. Se nel 2025 possiamo dire che ciò che si è visto nei test in Bahrain è più o meno ciò che si è visto anche ad Abu Dhabi, quest’anno non penso sarà così”.

Un motivo può anche essere, come già accennato dal Team Principal, che magari non tutti i team mostreranno immediatamente le proprie carte. Non tanto per una questione strategia contro gli avversari, quanto perché sarà fin da subito importantissimo lavorare e confermare di aver trovare una buona affidabilità e di aver fatto le giuste scelte tecniche di base, per poi procedere a trovare più performance. Potremo vedere quindi anche le auto cambiare parecchio nei primi mesi. “Vedo più una stagione come il 2022 o simile a quella. Non è detto che chi inizierà meglio, sarà davanti tutta la stagione o gli altri anni. Certamente tutti, inclusi noi, ci teniamo ad iniziare con il piede giusto il 2026”
Il cost cap sarà un fattore fondamentale per lo sviluppo
Essendo queste auto molto giovani ed acerbe, ancora oggi la curva di sviluppo è molto ripida. I team trovano ancora ‘facilmente’ più carico e più prestazione generale in galleria del vento ed è sicuramente in atto, nelle varie fabbriche, un lavoro di programmazione dei primi sviluppi da portare in pista ad inizio campionato. Quest’anno però ci sarà una variabile che molto probabilmente avrà ancor più peso rispetto agli anni passati, proprio perché c’è possibilità di trovare performance con lo studio in galleria del vento.

Loic Serra, Direttore Tecnico Ferrari – Credit: Scuderia Ferrari
“Il cost cap deciderà l’andamento degli sviluppi, non la capacità di trovare performance nella galleria del vento. Bisogna essere intelligenti e sfruttare bene il budget che si ha a disposizione”. Un aspetto che secondo Vasseur sarà ancor più al centro dell’attenzione dei team sarà la programmazione nell’introdurre gli sviluppi aerodinamici alle varie monoposto. Secondo il francese infatti potrebbero essere prese scelte diverse anche in base al componente che si andrà ad aggiornare e la logistica diverrà ancor di più una variabile di cui tenere conto. “Magari vuoi portare un fondo in Cina o Giappone, ma per farlo spendi metà del budget che ti serve. Piuttosto è meglio stare un po’ di più in galleria del vento e portarlo magari alla tappa del Bahrain. Se però hai un aggiornamento ad un flap dell’ala anteriore, è sicuramente meno costoso che spedire un fondo”. I team non potranno sottovalutare nulla del prossimo regolamento, perché ogni dettaglio – più di sempre – farà la differenza.
Come cambierà l’apporto del pilota
Tutti questi cambi avranno un’influenza anche sul come i piloti dovranno affrontare le gare, con una gestione della potenza elettrica del motore in particolare, che diventerà una vera e propria arma strategia da usare mentre si è in pista. Potremo vedere gestioni diverse e piloti che si adatteranno meglio o peggio a questa situazione, influenzando in modo importante le prestazioni e infine il risultato. Le modalità che i piloti dovranno gestire saranno molteplici. Gli ingegneri di pista chiaramente li supporteranno dal muretto box come sempre, ma molto sarà delegato anche alla loro intelligenza strategica. “Il loro apporto sarà ancor più importante perchè è vero che cambiano le regole di telaio e motore, ma anche quelle sportive e ci sarà la gestione dell’energia. Sono cose su cui puoi allenarti al simulatore, standoci ore, ma quello che non puoi simulare sono le letto in pista e gli errori che puoi commettere, tutti quei fattori interni che dovremo essere bravi a gestire”.

Credit: Scuderia Ferrari
Proprio questa capacità di gestire, affrontare i problemi che si possono presentare, e trovare velocemente delle soluzioni, sarà uno degli aspetti fondamentali per avere un 2026 con ambizioni importanti. La collaborazione pilota-team potrà fare ancor più la differenza “Dovremo avere una curva di apprendimento veloce, capire come gestire l’energia, ma questo è parte del lavoro e delle capacità che ha un pilota. Quest’anno sarà ancor più importante rispetto a quanto è stato fino ad adesso”



