A Yas Marina la McLaren ha archiviato una stagione da due su due. Dopo il titolo costruttori giunto di forza con sei gare d’anticipo, è arrivato anche il titolo piloti, maturato dopo un percorso lungo e non esente da ostacoli. A dimostrarlo, non soltanto le due lunghezze con cui Max Verstappen ha sfiorato l’impresa, ma anche i numerosi interrogativi che si sono sollevati sulla McLaren nella seconda parte di stagione, sia sul fronte tecnico, con una vettura non più dominante come nella prima parte di campionato, ma anche su quello gestionale, con le ‘papaya rules’ spesso al centro dell’attenzione. Di questi temi ha parlato il CEO di McLaren Zak Brown.
Zak Brown: “battere la Ferrari e Verstappen in due anni consecutivi è straordinario. Arriverà anche il momento di Piastri”
Per il secondo anno consecutivo la McLaren arrivava ad Abu Dhabi con un titolo in palio e per il secondo anno consecutivo è stata la brigata di Woking a trionfare. Zak Brown ha voluto partire proprio da questo aspetto nel commentare il gran finale di stagione, sottolineando la continuità con cui il suo team si è espresso ad alti livelli. “L’anno scorso abbiamo chiuso il campionato lottando contro il team più iconico della F1, la Ferrari, Max invece è un pilota incredibile,” ha affermato. “Per batterli è necessario dare il meglio e Lando e Oscar hanno bisogno di un team da sogno per poter lottare. Tutte le donne e gli uomini della squadra hanno fatto un lavoro straordinario ed è stato uno spettacolo fino all’ultima gara.” Parole che fanno da eco a quanto dichiarato dal Team Principal Andrea Stella, che ha evidenziato come alla fine a prevalere sia stata la coesione di squadra.
Proprio in questi termini impossibile non fare un richiamo alle ‘papaya rules’, a cui la squadra ha deciso di appoggiarsi fino all’ultimo GP, con l’obiettivo di offrire pari opportunità alle due punte e, in secondo luogo, di evitare la creazione di crepe che potessero minare il futuro dell’ambiente. “Posso assicurarvi che anche noi dall’interno abbiamo avuto un po’ di paura,” ha rivelato Brown. “Però abbiamo due grandi piloti, che sono all’altezza di essere campioni del mondo. Vogliamo correre duramente, ma pur sempre in modo corretto. Sappiamo che questo approccio porti con sé dei potenziali rischi, ma preferisco correrli. Sono felice per Lando e non vedo l’ora di poter festeggiare anche con Oscar.” E proprio commentando la stagione di colui che non è riuscito a spuntarla nel suo box, al ring delle interviste ha aggiunto: “Oscar è un futuro campione del mondo. Entrambi i nostri piloti hanno vinto sette gare, ma è uno sport crudele. Non vedo l’ora di correre nuovamente con loro, siamo un gruppo fantastico. Non potevo chiedere una lineup piloti migliore.”

Ricordando l’ultima gara andata in scena ad Abu Dhabi, il CEO di McLaren ne ha commentato l’aspetto tensivo, con un Norris sul filo del rasoio per 58 giri. “È stata una gara che ci ha fatto tenere il fiato sospeso, con Charles che era in zona DRS e un incontro ravvicinato con Yuki. Battere Max e una squadra incredibile come la Red Bull è un grande traguardo. C’erano così tante cose che avrebbero potuto andare storte, ma tutto è andato bene.” Tornando sul successo di Lando Norris ha aggiunto: “ci si domanda sempre quale dei due titoli sia più importante, ma posso assicurarvi che lo stress e il desiderio di vincere il titolo piloti erano alti tanto quanto quello per il costruttori. È un qualcosa di gratificante per team e piloti.”
A render più tesa l’ultima gara, c’è stata anche la scelta strategia da seguire, dovendo scegliere la migliore, senza penalizzare nessuno dei due piloti, e facendo attenzione alle risposte di Red Bull e Max Verstappen ma anche la variante, a sorpresa, Charles Leclerc. “Al muretto ci siamo chiesti se dovessimo coprire soltanto Leclerc e stare su una strategia difensiva e reattiva,” ha spiegato il Team Principal McLaren. “Con Oscar invece abbiamo atteso il più a lungo possibile aspettando una Safety Car e vedendo se con le Medie si potesse raggiungere Verstappen alla fine, ma ancora una volta è stato troppo veloce e si è meritato la vittoria.”



