Vasseur difende Hamilton e Leclerc “Sarei sorpreso fossero contenti, gli chiediamo noi dove migliorare”

Dic 8, 2025

Paolo D’Alessandro, Giuliano Duchessa

La Ferrari aveva un solo obiettivo per questo weekend ed è andata vicino ad ottenerlo in pieno: la speranza era di chiudere sul podio, ma quanto meno si voleva un’ultima gara positiva. La SF-25 ha dato buone risposte in gara e sia Charles Leclerc che Lewis Hamilton sono riusciti a concludere la stagione in modo dignitoso, con un buon ritmo, buona strategia e buoni sorpassi. Non sono stati coinvolti direttamente nella lotta mondiale, anche se il monegasco è stato un serio pericolo per lunghi tratti della gara per il neo campione del mondo, Lando Norris. Frederic Vasseur ha tracciato un bilancio di quest’anno e di quest’era ad effetto suolo, rispondendo anche ad alcune di quelle che sono state le reazioni dei suoi piloti nel corso delle ultime interviste.

Il setup ribalto della SF-25 e la strategia di Leclerc

Parlando più strettamente del presente, il Team Principal ha spiegato la scelta delle due soste, strategia adottata con entrambi i piloti. Se per Lewis Hamilton era una conseguenza della partenza con Soft e di un tentativo di essere aggressivi e non lasciarlo troppo nel traffico – che ha funzionato – per Charles Leclerc è stata più una conseguenza. “Il Plan A non è sempre il primo. Noi avevamo diversi scenari ma dipendeva tutto da ciò che voleva fare Verstappen, onestamente. Si trattava di capire se avremmo spinto o no i primi 10 giri. Per noi poi è subito stato chiaro che, per far sbagliare Norris, dovevamo spingere con le due soste. Alla fine però lui non ha sbagliato rivela con una risata, anche un po’ amara, avendo sperato in un podio all’ultima gara stagione, ma Lando aveva il focus ben settato sul titolo.

Credit: Antoine Truchet – Scuderia Ferrari HP

Nella giornata di ieri il Team Principal ha parlato di una scelta aggressiva fatta da Ferrari, in termini di setup, dopo un Venerdì negativo. Charles Leclerc ha confermato questa strada intrapresa e che è stata utile anche per capire alcune cose riguardo questa complicata SF-25. “E’ successo in qualche Sprint e anche in Qatar, anche se lì per motivi diversi, che il nostro Venerdì è stato complicato”. Vasseur spiega come una minima differenza, che possa essere di pochi centesimi o decimi, in termini di risultati può costarti diverse posizioni e creare un po’ di allarmismo. “Grazia al lavoro fatto a Maranello e quello in pista, siamo riusciti a fare un buon recupero”. Ancora una volta però, non è stato tutto perfetto ed il partire così indietro è costato qualcosa nel complesso del weekend. “Se perdi tempo in una sessione o parti indietro, lasci qualche centesimo in ogni curva e da P2-P3 fai P5” ed il riferimento è chiaramente al risultato di Leclerc nelle Qualifiche. “Se fossimo partiti meglio, avremmo potuto anche guadagnare un solo decimo, che però avrebbe fatto la differenza per Charles e Lewis”.

Un giudizio sulle auto ad effetto suolo e sul rendimento Ferrari

Non ha nascosto le difficoltà di questa stagione Vasseur (ed era anche impossibile farlo) che partono però ben da più lontano che da questo finale molto difficoltoso che alla fine è costato sia la P2 che la P3 nel Mondiale Costruttori. “Il passo non era magico già dai test in Bahrain. Poi la stagione è iniziata male con la doppia squalifica e dopo 3-4 gare McLaren aveva già 100 punti di vantaggio su di noi. Per una squadra che vuole lottare per vincere, sei già in ritardo”. Il rendimento generale non deve poi però confondersi con quello parziale, dei vari weekend. Il Team Principal ha sottolineato la reazione avuta dalla squadra in alcuni tratti della stagione, come ad esempio Austin e Messico, dove la Rossa è sembrata in crescita. “Nella F1 è una questione di dettagli e noi abbiamo fatto fatica. L’esempio della qualifica di ieri è che in Q1 tra P6 e P16 ci passava meno di un decimo. Un piccolo errore o il non trovarti nella finestra perfetta e sei fuori”.

Credit: Antoine Truchet – Scuderia Ferrari HP

Questa estrema sensibilità di queste auto è il fattore principale per il quale, weekend dopo weekend, vediamo alcuni valori alternarsi in modo anche fin troppo evidente. “Solamente McLaren e in questo finale Max godevano di un margine che consentiva di coprire alcuni di questi errori” anche se, citando Verstappen, ricorda le difficoltà di Budapest o del Brasile. “E’ una cosa bella per lo sport, ma difficile per i team. C’è sempre questo rischio di essere fuori in Q1 e la possibilità che una settimana un team sia P18 e quella dopo sia P5-P6”. Alla fine la F1 ha ottenuto quella tanto desiderata convergenza che ha privato i top team di quel cuscinetto per gli errori e questo ha portato a vedere anche più sorprese. Vasseur ha evidenziato anche come le scelte del setup siano sempre un qualcosa di al limite, che possano andare a vantaggio della Qualifica o della Gara “e se scegli il secondo, in Qualifica devi lottare come un animale per andare in Q3. E’ capitato a noi di essere fuori in Q2, ma anche a Kimi ieri mentre una-due gare fa lottava per vincere e qui ha chiuso P14-P15”.

Secondo il Team Principal, la convergenza di valori può essere dovuta anche alle ore limitate in galleria del vento per i team più in forma, ed un maggiore tempo concesso invece a chi è costretto ad inseguire. “Questo era un target della F1 ed è stato gestito bene. E’ probabile che anno prossimo però avremo gap più ampi, ma ci sarà ancora questa differenza nelle ore disponibili per lo sviluppo”.

Nessun indizio e nessuna previsione sul 2026

Come ci si poteva attendere, non è arrivata nessuna particolare indicazione sul futuro da parte di Vasseur, ma questo perché a suo dire sarebbe totalmente inutile, vista la natura della F1 “Io posso fare un buon lavoro, ma se qualcuno fa meglio, lo stupido sono io”. Seguendo questo ragionamento, l’ex Renault ed Alfa Romeo vuole che la squadra si focalizzi sul proprio progetto, senza “perdere energie a pensare a dove saranno gli altri. Nessuno può saperlo”. E non saranno decisivi nemmeno i test di Barcellona, di Bahrain e neanche la prima gara della prossima stagione, che tornerà ad essere il GP di Melbourne.

“La fotografia che avremo a Melbourne non sarà per forza quella definitiva. Molto sarà deciso dallo sviluppo di queste auto e dalla capacità delle squadre di migliorare. Non importa se sarai P1 o P10 a Melbourne, ci sarà ancora molto tempo fino alla fine della stagione”. Quanto fatto quest’anno e in quelli precedenti, non sarà di particolare aiuto poiché le auto, come noto, cambieranno radicalmente sotto tutti gli aspetti tecnici. “i problemi avuti con queste auto non ci saranno, ma sicuramente ce ne saranno altri”. Tra le difficoltà avute con queste auto, c’è anche l’interazione veicolo-gomme, che ha spesso fatto la differenza. “Abbiamo visto su piste come Austin e Messico l’outlap sia stato decisivo e che differenze di 5km/h potevano metterti dentro o farti uscire dalla finestra, con variazione di 1-2 decimi che è la differenza tra fare un buon risultato o un cattivo risultato”.

Vasseur chiarisce la situazione piloti “Sarei preoccupato fossero felici. Devono spingerci al limite”

Tema caldo delle ultime settimane è stato Lewis Hamilton. Tra parole in cui parla di cambiamenti necessari da fare, speranze per un 2026 e prestazioni nuovamente in declino con la SF-25, a causa di un feeling mai sbocciato, le analisi nei suoi confronti sono state sempre pessimiste. Frederic Vasseur però prende ancora una volta le difese del sette volte campione del mondo, ed in generale dei suoi piloti e delle loro dichiarazioni, spesso finite sotto la lente di ingrandimento. “Recentemente siamo noi che abbiamo avuto problemi in generale. Charles era P10 in Qatar, P9 a Las Vegas, eravamo in quelle posizioni lì. Lewis eri era a 60 millesimi dalla P8-P9 in Q1”. Come già ha avuto modo di spiegare, le perdite in Fp1 e FP3 non hanno aiutato l’ex Mercedes, che ha lasciato certamente centesimi qui e là che gli sono costati poi la rimonta, ma la gara è stata positiva “Buon ritmo, buona rimonta, buoni sorpassi, buona gestione. Non ho nulla da rimproverargli oggi”.

Credit: Antoine Truchet – Scuderia Ferrari HP

Il TP francese spiega di non dare molto peso alle interviste post gara o i team radio e comprende molto bene le emozioni del momento “Lewis è una persona diversa da quando è con voi e risponde alle domande e quando è con noi dopo una mezz’oretta per il debrief. E’ molto costruttivo. Quindi non mi infastidisce affatto”. Vasseur suggerisce che sarebbe anche utile darei ai piloti tempo di sbollire e respirare prima delle interviste, non farle a caldo immediatamente dopo una gara, dove l’emotività del momento può avere il sopravvento “a volte si parla di un risultato negativo per centesimi di secondo”. Fred ribadisce che l’importante per lui è l’attitudine che i suoi piloti hanno con la squadra, spingendo a crescere e migliorare in ogni singola area, così come la squadra a sua volte spinge i piloti a migliorarsi. Lo stesso discorso Vasseur lo applica anche all’altro pilota “Conosco Charles da 15-16 ed è sempre stato così. Si lamenta sempre di tutto ed è molto critico anche con se stesso. Il tutto sempre in maniera positiva.” Proprio le parole del monegasco hanno attirato l’attenzione della stampa con un ‘ora o mai più’ riferito all’opportunità che Ferrari deve cogliere nel 2026.

Vasseur si è detto non preoccupato, cercando di tenere le aspettative sottocontrollo e non fissando ultimatum. Come spiegato, non si dovranno tirare giudizi affrettati nel 2026. “Io so che se parlate con Charles che è P2 o P6, troverete due Charles molto diversi. Ma se il giorno seguente ci parlate, lui ha sempre l’approccio giusto, costruttivo, ed è quello di migliorare, indipendentemente dalla posizione. Ed è il mio stesso approccio. Anche se sono P1, si può sempre migliorare”. Secondo Fred infatti, indipendentemente dal team e dalla posizione occupata, chiunque spinge al massimo e prova a migliorarsi costantemente “Sono sicuro che lo fa Max, che lo farà Lando. E’ il nostro DNA. Tutti spingono sempre, non solo chi sta facendo male. Sarei molto preoccupato se i miei piloti non lo facessero o se fossero felici dell’auto. E’ lo stesso Vasseur ha chiarire che la questione relativa ai dossier o report, alle richieste dei piloti di migliorare determinate aree, è un qualcosa che lui si aspetta e pretende sia da Lewis che da Charles.Sanno di dover spingere il team al limite, in ogni area: aero, setup, simulatore, cambio…tutto. Non sono sorpreso che vengano da me a dirmi cosa migliorare, perché è ciò che gli chiediamo. Quando vedo articoli su queste cose, trovo siate un po’ ingenui (riferito ai giornalisti) perché li riceviamo ogni gara. Non c’è nulla di speciale.”

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