Vasseur sul 2026: “All’inizio sarà caotico”

Dic 1, 2025

Paolo D’Alessandro, Giuliano Duchessa

Il Gran Premio del Qatar ha chiuso di fatto il mondiale della Ferrari, impossibilitata oramai a raggiungere la P2 nel Mondiale Costruttori ed un sorpasso a Red Bull nella P3 che risulta molto difficile, visto lo stato di forma della RB21 e soprattutto di Max Verstappen, che punterà all’obiettivo grosso ad Abu Dhabi. La squadra di Frederic Vasseur ha quindi come unico obiettivo quello di chiudere al meglio questa stagione totalmente negativa, che salvo miracoli finirà con zero vittorie ed una sola pole position, ma che è stata avara di soddisfazione, ricca di problemi ed ha influito non poco sull’umore dei piloti, e non solo.

L’Italia che brilla in Qatar è stata praticamente solo quella di Leonardo Fornaroli, che ha matematicamente vinto il titolo di Formula 2 (con Kimi Antonelli autore di una buona gara in Formula 1). E’ stato impossibile non chiedere al Team Principal Ferrari una domanda sul possibile interesse per l’italiano Sicuramente c’è stato, ma abbiamo già Rafael Camara che ha vinto Formula 3 e anno prossimo sarà in Formula 2 e farà probabilmente qualche FP1 con noi e sicuramente dei test TPC. Abbiamo già anche Ollie Bearman. Non pensiamo abbia senso avere tanti piloti giovani sottocontratto con noi”.

La decisione di interrompere lo sviluppo, ma non solo: in Qatar Ferrari ha sofferto le pressioni alte

Come detto fin da subito, dopo la gara, il Team Principal ha individuato nelle gomme uno dei problemi principale di questo weekend. Le prescrizioni Pirelli, che sono state di 6psi più alte di quelle adottate normalmente nel corso dell’anno secondo quanto detto da Vasseur, hanno mandato in crisi i tecnici di Maranello. “Era come stare sopra dei palloni e non siamo mai riusciti a centrare la finestra giusta”. Non ha nascosto però il francese che questa era la situazione che vedeva coinvolti tutti “Noi abbiamo lavorato peggio degli altri” dice onestamente. Vasseur ha spiegato che la squadra ha provato a ribaltare le impostazioni della SF-25 senza però alcun successo. Tra Qualifica e Sprint c’era il regime di parco chiuso e in FP1 non è stato possibile nemmeno lavorare al meglio “Abbiamo avuto un problema al servosterzo come sapete, anche questo ha inciso sui problemi di setup di questo weekend”. Alla Domenica le sensazioni sono stati “marginalmente” migliori, per usare il termine preso da Vasseur, ma chiaramente il tutto è stato ampiamente al di sotto delle aspettative.

In questi giorni si è parlato molto della decisione di fermare lo sviluppo Ferrari già in Aprile, come ha rivelato il Team Principal nei giorni scorsi. “Questo spiega però solo parzialmente i nostri problemi” ha voluto subito chiarire. Vasseur infatti sottolinea come la Rossa tra Austin, Messico e Brasile sia salita sul podio o fosse in lotta per salirci, mentre negli ultimi due weekend è andata più in difficoltà, in particolar modo poi a Lusail “Nessuno ha portato sviluppi, le auto sono le stesse. E’ qualcosa di legato alla pista, al setup e come ho avuto modo di dire alle pressioni delle gomme che ci hanno messo in difficoltà”. Un aspetto sottolineato anche da Andrea Stella è l’estrema compattezza della griglia che espone le squadre a pericoli nel caso non venga fatto un lavoro perfetto. “Abbiamo visto in Qualifica che dalla P5 alla P16 c’erano 2 decimi. Quindi un piccolo errore ti può costare 10 posizioni. In passato anche differenze di 2-3 secondi non facevano la differenza, ma non è più così”. Vasseur non cita solamente gli esempi che lo riguardano ma ricorda più volte quanto successo in Brasile “Potete vedere dov’eravamo noi in Brasile e cos’è successo lì a Verstappen, eliminato in Q1.”. L’inizio weekend ha di fatto condannato poi la Rossa, perché partita troppo in difficoltà e troppo lontana per sperare di recuperare.

Hamilton

Parlando della questione relativa allo stop agli sviluppi, Vasseur è diretto “Sicuramente ci è sfuggito qualcosa perché noi abbiamo deciso di focalizzarci sul 2026 perché avevamo capito che non era possibile riprendere McLaren”. La decisione è stata presa di comune in accordo, coinvolgendo anche i piloti, che si augurano che tali sacrifici vengano poi ripagati con quanto verrà fatto in pista il prossimo anno. Il Team Principal è andato anche in protezione di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, dicendo di capire perfettamente la loro frustrazione “Probabilmente se avessi fatto l’intervista subito dopo la gara, dal muretto, avrei detto le stesse cose”.  Il francese ha detto di capire perfettamente come può sentirsi ad esempio il monegasco che, via radio, ha più volte ribadito di star spingendo come un animale, per chiudere poi la gara solamente con un P8 o un P9 “spingendo più di gare in cui poi ha vinto”.

Nonostante le difficoltà attuali, l’ex Renault ed Alfa Romeo ribadisce di essere convinto che la decisione presa è stata comunque quella giusta, anche se ammette di aver sottovalutato l’aspetto psicologico della questione. “Non tanto da un punto di vista di motivazioni, ma di aspettative. Non sviluppare per così tanto tempo è stato complicato. Rimango convinto però che chiedendo anche oggi ai piloti, se potessero fare di nuovo questa scelta, che prenderebbero la stessa decisione. Vassuer ha detto poi di capire comunque i suoi piloti, nei commenti post gara o via radio. Le decisioni prese a tavolino sono razionali, quelli sono commenti emotivi.

Nonostante questo ‘handicap’ la SF-25 vista in Qatar è stata comunque troppo brutta per essere vera ed il tema setup e pressioni ha preso il sopravvento rispetto all’assenza di sviluppi. “Le auto sono le stesse di una settimana fa. Non penso che Red Bull o gli altri team abbiano portato sviluppi.”. Nel corso della conferenza, Vasseur ha anche preso Max Verstappen e Red Bull come esempio di resilienza di attitudine da seguire “A Budapest erano P10-P11, poi però sono tornati a vincere le gare. I commenti da fuori sicuramente non aiutano, ma noi dobbiamo rimanere nella nostra bolla, essere uniti e reagire insieme, da squadra. L’obiettivo è chiudere il mondiale 2025 con una gara positiva, andando ad Abu Dhabi con l’intento di reagire e svolgere un weekend migliore di quest’ultimo.

Qatar: una gara avara di sorpassi, nel 2026 cambierà qualcosa? Vasseur contro il cambio delle zone DRS

A complicare la situazione di una Ferrari già partita col piede sbagliato, ci ha pensato poi il layout di questo tracciato, la decisione Pirelli di mettere un limite di giri e la Safety Car. Assodato che la SF-25 è stata lenta e i tecnici non sono riusciti a centrare una finestra di utilizzo ideale, nonostante le modifiche apportate dopo la Sprint Race, in gara è stato impossibile poi effettuare o anche solo provare un sorpasso. “I dati nella Sprint dicono che il degrado era di 0.020 al giro, che è meno dell’effetto carburante che si consuma ogni giro. Il degrado era praticamente nullo”. Vasseur evidenza come la maggiore limitazione in gara sia stata l’aria sporca, citando come esempio Russell che negli ultimi giri, dopo il problema di Hadjar, è andato in aria libera ed ha subito abbassato i tempi di 1 secondo. Questa è stata un’altra complicazione per i sorpassi, con una gara che ha visto praticamente trenini DRS per tutti i 57 giri.

Lo scenario peggiore per la gara era una Safety Car al giro 7, perché era ovvio che tutti si sarebbero fermati, ma quello poi avrebbe costretto tutti ad un pit stop al giro 32 e fare il secondo stint da 25, coprendo così i 50 giri rimanenti. E alla fine così è stato” ha spiegato Vasseur. L’incidente tra Nico Hulkenberg e Pierre Gasly ha così ulteriormente livellato ed appiattito la gara, rovinando anche quella che era stata la strategia aggressiva impostata da Ferrari con Lewis Hamilton, partito con gomme Soft, e che ambiva alla zona punti. Alla fine la gara è stata avara di sorpassi e di spettacolo, con poche vere battaglie in pista. Solamente McLaren ha seguito una strategia alternativa che però poi non ha pagato. “Forse temevano di penalizzare uno dei due piloti con il traffico in pitlane, non lo so. Per noi era ovvio che la scelta migliore fosse fermarsi in regime di Safety Car”. Un tema che è stato discusso anche durante il weekend è stata la zona DRS, che rispetto agli altri anni è stata ridotta e poi non è stata riallungata nel corso del weekend, ma Vasseur rivela di essere contrario a questo tipo di modifiche. “Sono cose da decidere ad inizio anno, e non da discutere ogni weekend. Se uno ha un vantaggio in Qualifica, come era la nostra situazione nel 2023, spingerà per accorciare la zona DRS. Al contrario se ho un vantaggio in gara. Penso che questi cambiamenti vadano fatti solo in caso di sicurezza, altrimenti eviterei di discuterne in corsa”.

L’esempio citato è quello dell’Australia, dove tra Venerdì e Sabato la FIA eliminò la zona DRS nel secondo settore – dove era stata rimossa la chicane e creato un lungo rettilineo per facilitare i sorpassi – a causa del violento bouncing che si era creato con le velocità altissime in fondo al rettilineo. A Vasseur è stato chiesto se i regolamenti del prossimo anno potranno aiutare anche su piste come Lusail, dove i sorpassi sono appunto molto complicati. “Penso che ad inizio anno sarà tutto un po’ più caotico, con ognuno che si farà la propria strategia nella gestione dell’energia. Poi ci sarà una veloce convergenza di prestazione e di gestione delle gare. Penso che le zone DRS non saranno l’argomento principale”.

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