Dopo le prime cinque gare di quest’ultima annata di auto ad effetto suolo, si può tirare una riga e affermare con certezza che la Ferrari, nella SF-25, e Lewis Hamilton hanno deluso le attese. La classifica del mondiale Costruttori ne esce drammaticamente deficitaria, con il team italiano che paga la bellezza di 110 punti da una McLaren al comando con ben 188 punti sui 215 disponibili. Davanti al team italiano ci sono anche la Mercedes, seconda a 77 punti di distanza dai papaya, e la Red Bull, in terza posizione e davanti di soli 11 punti dalla Ferrari, per via della mancanza di punti raccolti dalla seconda vettura.
Ferrari SF-25: una vettura lenta in qualifica e troppo sensibile alle altezze da terra
La SF-25 è il progetto Ferrari più ambizioso di questo ciclo regolamentare ed è uno sviluppo profondo della vettura 2024, che aveva mostrato ottime cose nella seconda parte della passata stagione, dimostrando di potersi giocare le vittorie con la McLaren. Tuttavia, non ha mostrato in pista quanto di buono i tecnici del team italiano si aspettavano. Che la macchina fosse pensata per avere un anteriore più forte del posteriore era previsto, come abbiamo già scritto, ma che il bilanciamento e soprattutto il posteriore della SF-25 fossero così problematici, il team italiano lo ha scoperto solamente dai test in Bahrain e poi confermato nelle primissime gare dell’anno. Ne esce una vettura che paga soprattutto nel lento e, in parte, anche nelle medie velocità rispetto alla McLaren, la miglior vettura del lotto seppur ancora non quella macchina perfetta che si potrebbe pensare.

E’ ormai chiaro e assodato che il problema della SF-25 si chiami principalmente qualifica, un qualcosa su cui i tecnici di Maranello avevano lavorato per risolvere i problemi della vettura 2024 ma che, numeri alla mano, non hanno colto nell’obiettivo. Solo grazie al miglior qualificatore del lotto, Charles Leclerc, la vettura italiana si è presa due quarte posizioni nelle ultime due gare, con la terza (in Bahrain) e quarta (a Jeddah) miglior vettura il sabato. E, in una F1 tornata ai livelli del 2021 in termini di turbolenze nel seguire una vettura, l’avere importanti limiti in qualifica è un grosso problema per raggiungere determinati risultati e quindi raccogliere più punti possibili in gara.

La SF-25 è un progetto troppo sensibile alle altezze da terra, seppur leggermente mitigato con il nuovo fondo che ha debuttato in Bahrain, per questo condivide anche un ‘problema’ con l’ormai dimenticata SF-23, ossia una prima fase di gara meno performante rispetto a quanto può mostrare la SF-25 man mano il serbatoio va a scaricarsi. Questo perché, le basse velocità (anche superiori ai 10 km/h in meno) di percorrenza con il pieno, fanno lavorare la piattaforma aerodinamica più in alto rispetto alla parte finale di gara e la perdita di carico aerodinamico è maggiore sulla SF-25 rispetto ai competitors. Non è un caso che la miglior Ferrari in condizioni di gara l’abbiamo vista nella Sprint in Cina, ottimizzata negli assetti per i soli 35 kg nel serbatoio, e non è nemmeno un caso che Lewis Hamilton si sia davvero trovato bene solo in quei 100 km. Vedremo a Miami.
Lewis Hamilton soffre il posteriore ‘leggero’ della SF-25
Da Lewis Hamilton ci si aspettava sì un inizio di 2025 di adattamento e comprensione al nuovo ambiente di lavoro e al nuovo materiale tecnico a disposizione ma di certo non con le difficoltà mostrate in pista. E’ il sette volte campione del mondo in primis a fare autocritica, con parole forti e dal sapore piuttosto negativo anche per l’immediato futuro. “Anche a Miami penso che sarò in difficoltà ma il problema è che non so ancora per quanto continuerò a faticare, e questo è senza dubbio frustrante” ha infatti affermato Hamilton nel post gara di Jeddah. Quest’ultimo è chiaramente il peggior fine settimana del pilota inglese con la Ferrari, seppur l’abbia iniziato con ottimismo, convinto di aver fatto progressi nella comprensione dello stile di guida in Bahrain.

Il sette volte campione del mondo ha sempre sofferto il posteriore ‘leggero’ di tutte le Mercedes di quest’era regolamentare e non si può definire di certo fortunato se pensiamo che, nelle ultime stagioni, la Ferrari ha avuto sempre vetture con più problemi sull’anteriore rispetto al posteriore, se vogliamo quasi più nella direzione di Sainz tant’è che Charles Leclerc non è mai riuscito ad aprire un grosso gap nei confronti dello spagnolo. Con la SF-25 il bilanciamento è invece totalmente cambiato, anche progettualmente, tant’è che un ingegnere di alto livello, nel pre stagione, ci aveva indicato la SF-25 come la miglior macchina per lo stile di guida di Charles Leclerc, insieme alla F1-75. E’ chiaro che a Maranello non siano ancora dove avrebbero voluto ma, a pagarlo maggiormente, è un Lewis Hamilton che soffre enormemente il posteriore leggero della SF-25 nel veloce e in frenata, oltre ad un sottosterzo che si manifesta più avanti in curva. Lewis Hamilton e la Ferrari hanno cercato in queste prime gare di modificare l’auto per adattarla al suo stile di guida, tramite le impostazioni, ma hanno capito che è anche fondamentale che sia il sette volte campione del mondo ad adattare il suo modo di guidare alla SF-25. Tuttavia, potrebbe non essere così facile e soprattutto immediato, da qui l’incertezza stessa del sette volte campione del mondo, che non sa ancora per quanto continuerà a faticare.



